Maggioranza Draghi, gradimento al 4,1%. Ma se la lista dei ministri fosse un menù?

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

Tempo di lettura stimato: 3 minutiE se trasformassimo la lista del nuovo governo Draghi in un menù di 23 portate, ognuna delle quali tipicità del territorio di provenienza dei ministri, il nuovo governo sarebbe più gradito agli italiani? Secondo un recente sondaggio di Termometro Politico, la maggioranza estesa (M5s, Pd, Leu, Italia Viva, Lega Nord e Forza Italia) che appoggia il neonato governo piace soltanto al 4,1% degli italiani, mentre il 61% continua a vedere in Draghi il miglior presidente del Consiglio.

La riunione del consiglio dei ministri (governo.it)

Il 13 febbraio, con il primo consiglio dei ministri, è ufficialmente nato il governo Draghi. Su 23 ministri, 18 sono del Nord Italia, 2 vengono dalla Campania, 2 dalla Basilicata e uno dal Lazio. Ora, provando a dare a Mario Draghi il ruolo di chef a tre stelle (con il 61% e il gradimento dell’Europa e della finanza americana ci può stare), e ritenendo gli italiani portatori di valori gastronomici unici per territorio e biodiversità, giochiamo a trasformare ogni ministro in un piatto tipico. E vediamo se il menù “par le chef Draghì” diventa più digeribile.

Si comincia con quattro antipasti

Come entrée proponiamo le Frisse cuneesi (polpette fritte a base di carne, fegato e salsiccia di maiale) della ministra alle Politiche giovanili Fabiana Dadone e una rodéla de Pastin zeo e polenta (carne tritata grossa di manzo e maiale) della tradizione bellunese, città dove è nato il ministro dei Rapporti con il Parlamento Francesco D’Incà. Per i vegetariani non manca una proposta più salutare dal ministro Roberto Speranza, che da Potenza ci invita a gustare Fave e Cicoria con i crostini di pane. Ma dalla Brianza ecco la ministra agli Affari regionali e alle Autonomie Mariastella Gelmini di Leno (Brescia) che, con i suoi crostini al Burro giallo e salame, ci riporta a considerare l’importanza del colesterolo anche nella cucina povera.

Dal Nord al Sud, viaggio in dieci primi piatti

Restiamo al Nord, e precisamente a Venezia, dove il ministro alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta ci fa pensare subito a un primo che è anche la bandiera del suo territorio: Risi e bisi. Da Asola, provincia di Mantova, la ministra alle Pari opportunità e Famiglia Elena Bonetti risponde con i Tortelli di zucca, mentre il ministro all’Innovazione Tecnologica e Digitale Vittorio Colao propone i Canonsei, i ravioloni a base di uova, formaggio stagionato, spinaci o carne tipici della sua Brescia. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini da Lodi si difende benissimo con il suo Risotto alla Lodigiana, condito con salsiccia, peperone, formaggio grana e zafferano. E a proposito di risotti, da non sottovalutare il Risotto alla monzese, con salsiccia di Luganega, del nuovo ministro all’Università e alla Ricerca Maria Cristina Messa da Monza.

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È ora di esplorare i sapori del Sud con Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale. Dalla sua Salerno ecco le Penne allo Scarpariello, dove la salsiccia tipica salernitana si fonde con i pomodori, i cipollotti e il formaggio pecorino. Un piatto in bianco molto saporito e prelibato è quello che propone il nome di Luigi Di Maio, nativo di Avellino, riconfermato ministro agli Affari esteri: Fusilli avellinesi con salsiccia e funghi. Con il ministro dell’Interno Lucia Lamorgese scendiamo ancora più a Sud, a Potenza, per gustare gli Strascinati con peperoni cruschi e mollica di pane. Restiamo nella tradizione contadina anche con Andrea Orlando, ministro del Lavoro originario di La Spezia, e con la sua Mesciüa, zuppa di legumi e cereali. Per chiudere, un ottimo Pasticcio di maccheroni alla Ferrarese, piatto poco leggero ma gustosissimo, tra i preferiti del ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini.

Quattro secondi e due contorni

Con il ministro alla Giustizia Marta Cartabia, originaria di San Giorgio su Legnano (Milano) proponiamo un ottimo Brasato al Barolo, magari accompagnato da un po’ di polenta. Con Daniele Franco, il ministro dell’Economia e della Finanza originario di Trichiana (Belluno) osiamo una Faraona al vino rosso e grappa, cui magari affiancare i Culati di Valdagno, contorno a base di fette di rape bianche essiccate e poi cotte in padella, piatto originario di Valdagno, comune vicentino che ha dato i natali alla ministra alla Disabilità Erika Stefani. Con Giancarlo Giorgetti, ministro allo Sviluppo Economico nato a Cazzago Brabbia (Varese), si punta a un gran Bollito Misto accompagnato da tutte le salse possibili e immaginabili. La Coda alla vaccinara, piatto tipico romano, è quanto suggerisce la presenza del ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture Enrico Giovannini, di Roma. Per contorno possiamo tentare un Cavolfiore al burro nero in tegame, piatto ispirato dal ministro al Turismo Massimo Garavaglia da Cuggiano (Milano).

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Pochi dolci e vini made in Lazio

Dopo tutto questo grasso mangiare, è meglio non eccedere con i dessert. Il menu dello chef Draghi propone quindi un Panpepato, il dolce speziato tipico di Ferrara (terra del ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi), che un tempo si preparava a novembre per essere gustato a Natale, ma che oramai si trova in tutte le stagioni dell’anno; il Presnitz, dolce dal sapore mitteleuropeo, tipico di Trieste, città del ministro alle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, e infine la Charlotte alla Milanese, dolce nobile dimenticato ma non dal ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani, di Milano. E per i vini? Diamo allo chef anche il compito di fare il sommelier, e di accompagnare questo ricco menù con i vini del suo territorio. Essendo romano, Draghi avrà una passione per i vini dei Castelli Romani e per la Malvasia del Lazio, anche se un po’ più a Nord, nel Viterbese, il celebre Est! Est!! Est!!! di Montefiascone non può certo finire fuori carta. L’acqua delle fonti di Fiuggi può essere raccomandata anche a fine pasto. E, tenuto conto dell’esperienza internazionale del presidente del Consiglio, nella carta dei vini non potrà mancare qualche champagne francese.

Aspettiamo il menù dei vice ministri

Che gradimento avrebbe una lista con questi piatti? Sicuramente supererà il 4%, anche perché gli italiani in fondo sono amanti della cucina tipica, di qualsiasi territorio sia. Attenzione alla biodiversità, radici contadine, prodotti di qualità e passione sono il segreto della nostra gastronomia. Ma il menù offerto da Draghi, declinato nei piatti tipici dei territori di provenienza dei suoi ministri, va ben rivisto per il palato degli italiani. Attendiamo i vice ministri. E vediamo se sarà possibile allargare la varietà delle portate alle specialità (anche a base di pesce) di Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Questo è un gioco, ma il gradimento si misura anche nei territori.

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