Lotta al Coronavirus e politica dell’emergenza: le dittature riprendono forza

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Il pericolo delle dittature ai tempi del Coronavirus: l’Ungheria di Orban, ma non solo

Vivere sotto una dittatura non è facile. Ed è ancor di più ai tempi del Coronavirus.
Fa discutere la scelta di dare a Orban, in Ungheria, pieni poteri per affrontare un’emergenza che ancora non c’è nel paese.
Ma lo stato europeo non è l’unico a seguire questo stile.
Chi reclama la propria libertà perduta in paesi democratici come l’Italia, dovrebbe comprendere che il pericolo maggiore è per chi vive sotto una dittatura. A rischio i diritti più basilari. E non solo in Ungheria.

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Pieni poteri a Orban in Ungheria. Un rischio da non sottovalutare.

Il Parlamento ungherese ha concesso pieni poteri a Viktor Orban, il premier, al fine di combattere il Coronavirus. L’emergenza non è ancora esplosa nel paese europeo, visto che, al momento in cui andiamo online, i casi sono 447, con 15 decessi, secondo i dati resi ufficiali dal governo.
I deputati di Fidesz, partito di maggioranza sovranista del premier in carica, ha approvato una legge che dà al presidente diritti di governo e poteri straordinari. Senza dargli limiti di tempo.
Orban oggi ha pieni poteri, fino a quando lo riterrà opportuno. Potrà chiudere il Parlamento, governare con decreti, cambiare le leggi già esistenti nel paese o sospenderle, bloccare le elezioni. Lo stato di emergenza dichiarato durerà fino a quando non sarà lui a decidere che tutto è finito.

Per il leader dei socialisti ungheresi, Bertalan Toth, si tratta di una dittatura senza maschera vera e propria.
Anche l’Alto Commissariato Onu per i diritti umani svela perplessità: “Uno Stato di emergenza illimitato e incondizionato non può garantire il rispetto delle regole e dei valori della democrazia“.
Per Amnesty International Ungheria la legge “crea uno stato d’emergenza indefinito e incontrollato e attribuisce a Orban e al suo governo carta bianca per limitare i diritti umani. Questo non è il modo di affrontare la crisi molto concreta causata dalla pandemia di Covid-19“.
Il Partito Democratico in Italia chiede all’Europa di intervenire: “Non si può tacere se un paese membro dell’Unione cede alla gravissima deriva dei poteri assoluti al Premier. Le istituzioni ungheresi con la loro decisione, riportano l’Europa indietro di 80 anni. L’Europa non taccia di fronte a questa decisione che mina principi che sono le fondamenta della comunità europea“.
Mentre la Lega, tramite le parole del segretario Matteo Salvini, parla di scelta democratica: “Poteri speciali a Orban per combattere con forza il virus? Saluto con rispetto la libera scelta del parlamento ungherese (137 voti a favore e 53 contro), eletto democraticamente dai cittadini. Buon lavoro all’amico Victor Orban e buona fortuna a tutto il popolo di Ungheria in questi momenti difficili per tutti“.

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Altre dittature fanno ancor più paura durante l’emergenza Coronavirus.

L’Ungheria non è la sola a cavalcare l’onda dell’emergenza sanitaria per imporsi come stato sovrano al di sopra delle parti. E chissà fino a quando.
La Cina ha già dimostrato di poter agire in tutta libertà, senza che opposizioni critiche possano controbattere sull’operato. Anche perché le voci di dissenso vengono messe presto a tacere.
L’Egitto arriva addirittura a negare casi di Coronavirus. Quando decine di persone sono tornate infette al Cairo su voli provenienti da USA ed Europa. Il paese, come la Giordania, censurano i dati relativi al numero di vittime. E i giornalisti rischiano l’arresto se provano a dare notizia della pandemia.

Altri stati arabi negano l’esistenza di un problema nel loro paese. Quando sappiamo benissimo che la pandemia sta colpendo ogni singolo stato su questa terra.
In Russia, mentre nel mondo si combatteva l’emergenza, Vladimir Putin è diventato presidente a vita. Il Parlamento ha approvato gli emendamenti che permetteranno al presidente di rimanere al Cremlino almeno fino al 2036. I suoi fedelissimi parlano di una scelta necessaria per garantire la stabilità nazionale contro i nemici interni ed esterni del paese.
In Brasile Bolsonaro nega tutto. E non rispetta le norme previste per contenere il virus nel paese sudamericano. Mettendo in dubbio l’operato di chi cerca di limitare i danni.

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Il pericolo delle dittature ai tempi del Coronavirus.

Il pericolo non è solo per i cittadini costretti a vivere in paesi dove anche i più basilari diritti vengono spesso negati. Esiste un pericolo anche per il resto del mondo. Per i paesi vicini. Per gli altri stati.
Perché un paese come la Cina, che nasconde dati, verità, punisce i medici che cercano di informare la popolazione, che non coopera a livello internazionale, in casi di epidemia può essere un modello pericoloso.
E allo stesso modo sono pericolose dittature che operano senza tenere in considerazione i più basilari diritti delle persone. Perché mandano in fumo anni di lavoro e operato delle comunità internazionali per creare un clima di pace. Anche in quell’Europa che oggi sembra minacciata su due fronti: dal virus e dalle dittature sovraniste che emergono con forza.

La pace, la democrazia, lo stato di diritto sono messi a rischio. Sono in pericolo in più parti del mondo, anche vicinissime a noi. E le conseguenze per tutti potrebbero essere catastrofiche, anche quando l’emergenza sanitaria sarà passata.

Chi riuscirà a combattere meglio il Coronavirus? Le democrazie liberali, dove la trasparenza è dovuta alla popolazione, o le dittature sovraniste, dove tutto è nelle mani di un unico soggetto che prende decisioni disponendo come vuole della vita dei suoi cittadini?

Il buon cittadino è quello che non può tollerare nella sua patria un potere che pretende d’essere superiore alle leggi. (Cicerone)

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