La guerra della borraccia: di alluminio, di plastica o di vetro?

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Esattamente un mese fa i mass media hanno reso noto uno studio dell’Università La Sapienza di Roma che dava conto su come le borracce di metallo e di alluminio, molto in voga in questi ultimi anni, rilascino nell’acqua conservata al loro interno sostanze metalliche come alluminio, cobalto, cromo, manganese, nichel, piombo e rame. Siccome molte di queste sostanze sono già presenti nell’acqua che beviamo, il test è stato realizzato usando acqua demineralizzata. L’acqua, lasciata per 24 ore nelle borracce a varie temperature, è stata poi analizzata valutandone non l’aspetto batteriologico, bensì quello del rilascio chimico-fisico di elementi nell’acqua. L’arrivo dell’estate e la partenza per le vacanze ci obbliga in un certo senso a fare un approfondimento sul tema, visto che non c’è valigia, zaino o borsa da mare che solitamente non abbia posto per almeno una bottiglia di plastica, o una borraccia.

Photo by Evan Wise on Unsplash 

Una ricerca tutta italiana.

Per effettuare la ricerca – realizzata dal Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive diretto dal professor Matteo Vitali e commissionata dalla Fondazione Acqua – La Sapienza ha utilizzato 20 tipologie di borracce comuni di diversi materiali plastici, di alluminio e di acciaio, che poi ha utilizzato come si fa nell’uso comune, cioè riempiendole e svuotandole di acqua, per quattro settimane di seguito. «L’acqua usata però era priva di elementi metallici, quindi demineralizzata, in modo da individuare chiaramente l’eventuale rilascio delle sostanze contenute nelle borracce», ha spiegato il professor Vitali. «Dei 40 elementi metallici, semimetallici e non metallici ricercati è emerso che tutte le borracce analizzate ne hanno rilasciati un po’, ma con risultati molto variabili da borraccia a borraccia e spesso caratterizzati da cessioni multielemento anche di alluminio, cromo, piombo, nichel, manganese, rame, cobalto: in maggior quantità da quelle metalliche; in maniera molto più ridotta da quelle di plastica. Per quest’ultime, abbiamo anche cercato gli ftalati e il bifenolo A, composti chimici usati come eccipienti dei materiali plastici normalmente ricercati perché hanno un profilo di tossicità. Dalla nostra ricerca, che ha permesso di ottenere più di 24.000 risultati analitici, non ne abbiamo trovato traccia».

Occhi puntati sulle borracce di alluminio, quindi, in quanto le cessioni di metalli accertate dallo studio si sommano ai metalli spesso presenti nell’acqua potabile di rubinetto, con il rischio, per chi usa abitualmente le borracce, di oltrepassare facilmente le soglie considerate sicure per la salute. Ad esempio i sali di alluminio sono presenti normalmente nel nostro bicchiere di acqua da bere, in quanto utilizzati per il processo di potabilizzazione. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e la legge italiana fissano però in 200 microgrammi al litro la concentrazione massima accettabile. Il professor Vitali dunque consiglia ai consumatori: «Bisogna guardare se la borraccia è identificata con il marchio Ce o il simbolo per uso alimentare, controllare se è rintracciabile e quindi vedere se ha il numero di lotto che consente di risalire a chi l’ha prodotto, e verificarne l’interno, che dovrebbe essere liscio e il più possibile privo di saldature. Io consiglio anche di annusarle, alcune hanno un odore terribile. Vietatissimo, poi, riempirle di acqua gassata e di bibite» (dall’intervista rilasciata al Corriere.it).

Alluminio, plastica o vetro?

A un mese dalla pubblicazione dello studio dell’ateneo romano, c’è da dire che ben poco è cambiato. Gli scaffali di supermercati, negozi casalinghi e sportivi non hanno certo fatto maggior spazio alle borracce di plastica o di vetro, e i prezzi di quelle di alluminio sono sempre molto alti, con costi che variano dai 12 ai 19 euro. Forse c’è ancora poca consapevolezza sul tema? Ettore Fortuna, presidente della Fondazione Acqua la spiega così: «Nell’ultimo periodo stiamo assistendo ad una campagna di demonizzazione della plastica con particolare riferimento alle bottiglie, a favore delle borracce. Non solo andrebbe spiegato ai consumatori che le bottiglie in Pet sono riciclabili al 100%, ritornando ad essere nuove bottiglie dopo il loro recupero e riciclo, ma soprattutto se si parla della salute delle persone è fondamentale dare loro le corrette informazioni per poter scegliere consapevolmente»Una difesa delle classiche bottigliette di acqua minerale che poi, indirettamente, si riflette anche in una difesa delle borracce in Pet.

Photo by Mae Mu on Unsplash

E allora, visto che uno studio scientifico ha rilevato che con i contenitori di allumino e acciaio beviamo qualche metallo in più, ricordiamo anche cosa sono vetro e plastica. Il vetro è costituito per la maggior parte di ossido di silicio (sotto forma di quarzo o sabbia), di soda e di acqua. Ha circa 5 mila anni di vita, e può essere considerato senza tema di smentita un “materiale permanente”, con il quale realizzare alla perfezione il concetto di economia circolare: il vetro può essere riciclato all’infinito. Ogni anno in Italia vengono prodotti circa 10 miliardi di contenitori in vetro riciclato, con proprietà e caratteristiche identiche a quelli realizzati con materie prime. Grazie alla sua inalterabilità chimica, il vetro può conservare ogni tipo di liquido e alimento.

Photo by Jacalyn Beales on Unsplash

E veniamo al PET, acronimo di Polietilene tereftalato. Il PET è una materia sintetica appartenente alla famiglia dei poliesteri che viene realizzato con petrolio, gas naturale o materie prime vegetali. Riciclabile al 100% come il vetro, non perde le sue proprietà fondamentali durante il processo di recupero e la si può così trasformare ripetutamente per la realizzazione di prodotti pregiati. Gli imballaggi di PET rispettano inoltre le severe condizioni igieniche imposte in ambito alimentare, cosmetico e farmacologico. Spesso, il PET trova impiego nella produzione delle bottiglie per bevande. Contrariamente alle lattine di alluminio o alle bottiglie di vetro, esse sono infrangibili, leggere e richiudibili.

E voi? Quale borraccia avete scelto?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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