Da lunedì in Italia le prime zone bianche, ma la mascherina per ora non ci lascerà

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Redazione i404
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Foto di Gustavo Fring da Pexels

Da lunedì prossimo, 31 maggio, le regioni Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna entreranno in zona bianca. Questo vuol dire che, pur rimanendo l’obbligo di indossare la mascherina, di mantenere la distanza di un metro dalle altre persone e il divieto di assembramenti, cesserà il coprifuoco e tutte le attività potranno riaprire: palestre, piscine, sale scommesse, parchi tematici e divertimento compresi. Le discoteche possono riaprire, ma sarà possibile soltanto ascoltare musica e ristorarsi: ancora vietato ballare. E se la curva epidemiologica continuerà a scendere, dal 7 giugno lasceranno la zona gialla per diventare bianche anche Abruzzo, Liguria e Veneto. Il lunedì successivo, 14 giugno, di colore bianco vestiranno anche Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Umbria e provincia di Trento.

L’Italia vaccinata convive con il virus

L’Italia sta vincendo la sua battaglia contro il virus? In parte sì, ma fuori dai nostri confini la pandemia è tutt’altro che in ritirata: nel resto del mondo la Sars Cov-2 continua a mietere migliaia di vittime, e le percentuali di popolazione vaccinata è davvero risibile. Al momento le persone che hanno ricevuto la prima somministrazione in Italia sono 33 milioni 374 mila e 141, mentre i vaccinati con la seconda dose o con dose unica Johnson & Johnson sono 11.418.717: giusto un terzo dei vaccinati. Intanto la campagna va avanti con numeri che superano le 500.000 somministrazioni al giorno, e dal 3 giugno con il vaccino Pfizer le vaccinazioni saranno aperte a tutti, anche agli studenti che hanno dai 12 ai 15 anni di età. Rientrare a scuola a settembre – mantenendo sempre i dispositivi di protezione personale – diventerà una certezza.

Photo by CDC on Unsplash

Cosa cambia rispetto alla zona gialla

Con l’ordinanza firmata oggi dal ministro alla Salute Roberto Speranza dopo la riunione con gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità per il monitoraggio settimanale dei contagi, le zone bianche non dovranno più rispettare le limitazioni previste nelle zone gialle, che sono: dal 1° giugno ristoranti e bar aperti anche al chiuso, con coprifuoco dalle ore 23; consumazioni permesse anche al bancone per i bar; pubblico in tutti gli eventi sportivi all’aperto fino al 25% della capienza. Dal 7 giugno: coprifuoco dalle ore 24, con via libera a fiere, a feste di nozze (con green pass), a feste patronali o ricevimenti (con green pass), parchi tematici, congressi e convegni. Dal 21 giugno il coprifuoco verrà abolito, un provvedimento che diventa automatico quando si diventa “regione bianca”. Infine, le zone gialle dovranno attendere il 1° luglio per vedere la riapertura di sale giochi, sale scommesse, sale bingo, casinò, piscine al chiuso, palazzetti al chiuso (max 500 persone), stabilimenti termali, centri benessere, centri culturali, ricreativi e sociali, corsi di formazione in presenza.

Foto di Kate Trifo da Pexels

L’industria del turismo pronta a ripartire

L’estate è ormai prepotentemente alle porte, e anche se non tutti sono ancora vaccinati – e gran parte sono in attesa della seconda dose – la programmazione delle vacanze è cominciata. È chiaro che per chi dovrà fare il richiamo del secondo vaccino tra fine luglio e fine agosto si pone il problema di organizzare bene le vacanze, in modo da rientrare o di partire in tempo per effettuare la seconda somministrazione. La struttura guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo sta cercando di coinvolgere – soprattutto nelle località turistiche – più farmacie possibili, alle quali dovranno essere destinati i vari tipi di vaccino fino a oggi utilizzati. Lo stesso si preparano a fare gli altri paesi della UE, anche per facilitare il rilascio dei “lasciapassare” o green pass. Una volta risolto anche il problema delle vaccinazioni in vacanza, e tutta l’Italia per fine giugno si sarà colorata di bianco, la ripartenza potrà dirsi finalmente cominciata. E sarà proprio l’industria del turismo a dare il primo colpo d’ala all’economia italiana.

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