Halloween, feste comandate e consumismo. Cosa insegniamo ai nostri figli

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Halloween, il Black Friday, Natale e Pasqua e tutte le feste comandate. Tanto attese dai bambini e non solo da loro. Perché festeggiare piace a tutti. Ma a quale costo?
Perduto di vista il significato di molti di questi giorni festivi, il consumismo da decenni domina incontrastato. Causando problemi ambientali ed etici di non poco conto.

Lo sapete quanto inquinano i costumi di Halloween usa e getta e le decorazioni che contengono plastica che non si può riciclare? Gli ambientalisti lanciano l’allarme. I rifiuti post festa del 31 ottobre equivalgono a 83 milioni di bottiglie di plastica.
Quindi sono solo le bottigliette d’acqua il problema? O forse dovremmo ripensare il mondo e la società, dando per primi il buon esempio e insegnando ai nostri figli un comportamento più sostenibile?

Consumismo di Halloween

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L’impatto ambientale di una festa come Halloween.

La festa di Halloween è sempre più di moda in Italia. C’è chi sostiene che non appartenga alle nostre tradizioni e chi difende il diritto di poter festeggiare la notte del 31 ottobre secondo la tradizione anglosassone. Anche se nella nostra storia contadina passata sono presenti rituali simili come roghi di fantocci di streghe e altri accorgimenti per allontanare gli spiriti maligni alla vigilia di Ognissanti.
Secondo l’ente benefico ambientalista Hubbub questa festa “comandata” avrebbe un impatto ambientale davvero terrificante. La sua indagine riportata da The Guardian sottolinea che esolo nel Regno Unito quest’anno ci saranno 2mila tonnellate di rifiuti di plastica gettate via il primo novembre. Tra costumi e decorazioni usa e getta che non si possono riciclare, solo nel Regno Uniti finiranno in spazzatura l’equivalente di 83 milioni di bottiglie di plastica.
Secondo l’indagine condotta da Fairyland Trust, infatti, la maggior parte dei travestimenti utilizzati è realizzata con derivati del petrolio, altamente inquinanti. L’83% dei materiali usati, dunque, finirà in discarica, non potendo più essere riciclato. Aumentando la quantità di rifiuti non riciclabile e, di conseguenza, tutto quello che ne deriva per l’ambiente.
L’industria dell’abbigliamento è la seconda più inquinante del pianeta. Produce il 10% delle emissioni di carbonio.
I vestiti usati come costumi di Halloween sono fatti di poliestere, acrilico, nylon. Materiali che finiscono facilmente in mare e contribuiscono a creare le cosiddette isole di plastica e a uccidere la fauna marina. Oltre che finire nei nostri piatti.
A questo dobbiamo aggiungere i quintali di decorazioni di plastica, che non tutti conservano per gli anni successivi. Andando a incrementare la mole di rifiuti non riciclabili presente sul pianeta. Un altro danno notevole.
Il consumismo ci spinge a fare sempre nuovi acquisti. Non tenendo conto dell’alto costo che l’ambiente è costretto a pagare.

Dolcetto o scherzetto

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Consumismo e inquinamento. Cosa lasciamo come insegnamento ai nostri figli?

Il consumismo ormai regola ogni nostra attività quotidiana. Dalla moda fast fashion, che immette sul mercato nuove collezioni ogni mese se non ogni settimana, passando per i prodotti per i bambini. Quanto è sostenibile, ad esempio, la merenda che i vostri figli portano a scuola? Quanta plastica c’è in quelle confezioni già pronte che troviamo in vendita al supermercato e che attirano i bambini con sorpresine sempre nuove e i genitori con la comodità? La risposta è semplice: troppa. Potremmo benissimo dare ai nostri bambini merende più sane e più green, risparmiando molti soldi e riducendo il nostro impatto.
E lo stesso vale per feste come Halloween e Natale. Basterebbe davvero poco per evitare comportamenti che alla lunga si ritorcono contro la stessa umanità. Ma pigrizia e voglia di seguire le tendenze a ogni costo frenano le nostre scelte consapevoli.
Il consumismo guida ogni nostra scelta. La smania di possedere, di avere, di acquistare sempre cose nuove. Che non ci servono magari. Il Black Friday è uno degli esempi più lampanti di un’epoca in cui non si riflette prima di comprare: ci serve davvero? Questa la domanda che dovremmo porci.

Ogni euro speso può avere effetti positivi o negativi sull’ambiente. Da questo presupposto (anche se fatto con i dollari) è partito in America un progetto volto a formare consumatori più consapevoli.
Oroeco, nato dalla collaborazione di ricercatori del Mit, di Stanford e di Berkley, permette di conoscere per ogni acquisto fatto l’impatto ambientale ed etico. Così da evitare di comprare oggetti o servizi che possono inquinare il pianeta o che sono frutto di sfruttamento delle persone. Si traccia l’impronta di ogni prodotto. Tramite un sistema di premi e ricompense, si cerca di insegnare ai consumatori ad adottare comportamenti green. Risparmiando soldi. E anche problemi all’ambiente, per diventare eroi del clima.
In realtà basterebbe poco per diventare eroi dell’ambiente.

Halloween e rifiuti di plastica

Photo by Jen Theodore on Unsplash

La campagna per un Halloween green.

Un Halloween più green è possibile. Come è possibile rendere ogni festa comandata più sostenibile. Ogni nostra azione ha delle conseguenze. Non possiamo più permetterci di non tenerlo in considerazione.
Teachers for future Campania in occasione di Halloween 2019 ha lanciato una campagna per sottolineare l’importanza di atteggiamenti più consapevoli.

Teachers for future Campania Halloween 2019

Perché comprare nuovi costumi, quando in casa c’è tutto il necessario per crearli?
Prenderli in prestito, regalarli, scambiarseli è anche un modo per creare condivisione ed essere espressione di quell’economia circolare alla quale tutti dovremmo aspirare.
Se proprio si devono acquistare, fare attenzione ai materiali o riusarli in qualche modo anche a festa finita. Per dare un senso all’acquisto.
Le decorazioni si possono fare in casa, con materiale naturale come zucche e foglie secche. O materiale di riciclo.
Caramelle e dolciumi industriali? Meglio se fatti in casa. Così sono anche più sani.
Riflettere prima di comprare. Una regola sempre valida.

Azioni virtuose che, in realtà, potremmo mettere in atto ogni giorno. E a ogni “maledetta” festa comandata. Per trasformarla in una festa per tutti, anche per il pianeta.

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Redazione i404

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