Governo Draghi, sì anche dalla Camera. Il primo giorno da premier a Bruxelles

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Luigi Di Fonzo
Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

Tempo di lettura stimato: 4 minutiDopo la larga maggioranza ottenuta ieri in Senato, con la fiducia avuta questa sera alla Camera il governo di Mario Draghi è ufficialmente in carica. Su 591 deputati che hanno votato, ben 535 sono stati i sì alla fiducia, 56 i no e 5 gli astenuti. Contro la fiducia al nuovo governo, oltre ai no scontati dei deputati di Fratelli d’Italia, si sono aggiunti 16 deputati pentastellati (quattro si sono astenuti e 12 non hanno partecipato al voto), uno di Liberi e Uguali (Nicola Fratoianni di Sinistra italiana), del gruppo Misto e il leghista Gianluca Vinci. Vittorio Sgarbi è tra gli astenuti.

Iniziata alle ore 9 sotto la presidenza di Roberto Fico, l’adunanza a Montecitorio ha ripetuto l’andamento visto a Palazzo Madama: quasi un’ora di intervento di Draghi, gli interventi di capigruppo e deputati, le pause per permettere la sanificazione dell’aula, la replica del presidente del Consiglio, le dichiarazioni di voto e infine, alle ore 20,37, la “prima chiama” e, alle 21,40, dopo la “seconda chiama”, la dichiarazione di voto.

Il presidente Roberto Fico durante l’assemblea per la fiducia al governo Draghi

Le imprese, la giustizia, le carceri, lo sport

A differenza dell’intervento fatto 24 ore prima al Senato, il presidente del consiglio ha allargato l’orizzonte degli argomenti e dei problemi ai quali il nuovo governo dovrà dare risposte. L’estensione del piano Industria 4.0 per «accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica», ha detto Draghi. E poi, in merito alla sicurezza: «Un paese capace di attrarre investitori deve difendersi dai fenomeni corruttivi. Lo deve fare comunque, ma sono questi fenomeni a portare effetti depressivi sul tessuto economico e sulla libera concorrenza». Sollecitato dagli interventi della sinistra e del presidente della Lega nazionale dilettanti, l’onorevole Cosimo Sibilia (Forza Italia), nella replica di Draghi hanno trovato spazio anche i temi delle carceri e dello sport.

«Non dovrà essere trascurata la condizione di tutti coloro che lavorano e vivono nelle carceri, spesso sovraffollate, esposte a rischio e paura del contagio e particolarmente colpite dalla funzione necessarie a contrastare la diffusione del virus». «Non dovrà essere trascurata», ha aggiunto Draghi in un altro passaggio del suo intervento «la condizione di tutti coloro che lavorano e vivono nelle carceri, spesso sovraffollate, esposte a rischio e paura del contagio e particolarmente colpite dalla funzione necessarie a contrastare la diffusione del virus». Il governo, ha sottolineato il premier si impegna dunque a «migliorare la giustizia civile e penale» e sulla necessità di «un processo giusto e di durata ragionevole in linea con la durata degli altri Paesi europei».

Sullo tema dello sport il presidente del Consiglio non poteva che replicare con una “garanzia all’impegno”. «Il fatto che io ieri non abbia detto niente non significa che non sia meno importante», ha tentato di recuperare Draghi. «È un mondo profondamente radicato nella nostra società e nell’immaginario collettivo, fortemente colpito dalla pandemia. Questo governo si impegna a preservare e sostenere il sistema sportivo italiano, tenendo conto della sua peculiare struttura e dei molteplici aspetti che lo caratterizzano, non solo in relazione all’impatto economico, agli investimenti e ai posti di lavoro, ma anche per il suo straordinario valore sociale, educativo, formativo, salutistico». Insomma, qualcosa si farà.

L’onorevole Giorgia Meloni durante il suo intervento (camera.it)

Giorgia Meloni e l’opera da tre soldi

La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha esordito con una citazione di Bertold Brecht, il grande drammaturgo tedesco autore dell’Opera da tre soldi. «Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati. Potrei giustificare così presidente Draghi la scelta di Fratelli d’Italia, unico partito in questo Parlamento commissariato, che oggi voterà contro la fiducia al suo governo. Ma la verità è che non avevamo scelta. Per un fatto di coerenza? Sì, certo. Per un fatto di serietà. Esattamente come nessuno si fiderà più di qualcuno che sottoscrive un contratto e poi non lo rispetta. Io penso che allo stesso modo i cittadini debbano diffidare dei partiti che non mantengono la parola data». La deputata ha infine ribadito: «La nostra è una scelta ponderata ma scomoda, per dire no all’idea di un’Italia di serie B» e che «non darà la fiducia», ma farà da «stimolo e supporto per ogni scelta che riterremmo giusta».

Italia Viva: ora addio al populismo

La presidente dei deputati di Italia Viva, Maria Elena Boschi, nella dichiarazione di voto favorevole, ha invece sottolineato: «La sua designazione è la prova del fallimento della cultura populista, con lei si cambia metodo». E ancora. «Noi ci siamo riconosciuti nel programma che ha annunciato ieri, abbiamo sentito parole che sono di patrimonio comune», ha aggiunto la Boschi. Come Iv «voteremo in modo compatto e convinto la fiducia al suo governo, anche con la speranza di poter scrivere insieme il futuro, e non solo di rinfacciarci il passato come è avvenuto in altri momenti».

Pd, Forza Italia e Lega compatti, M5s e Leu meno

Riccardo Molinari (Lega), Graziano Delrio (Pd) e Roberto Occhiuto (FI) hanno dato dimostrazione di fedeltà al Capo dello Stato e al nuovo presidente del Consiglio. «L’avvento del governo Draghi è il trionfo della buona politica, il fallimento del fatto che la ragione stia solo da una parte. E noi non possiamo che rispondere ‘presente’: facendo seguito all’appello del presidente Mattarella ma anche per responsabilità», ha dichiarato Molinari. «I deputati del Pd voteranno convintamente il suo governo, ritenuto adeguato ad affrontare le gravi emergenze sanitarie, sociali ed economiche del Paese», ha detto Delrio. «Oggi non nasce una nuova maggioranza politica ma semplicemente una comune assunzione di responsabilità davanti alla gravità della situazione. Viene prima il Paese e poi le nostre differenze», ha sottolineato Occhiuto. Ben diversa l’aria che si respira all’interno dei gruppi di Movimento 5 Stelle e di Liberi e Uguali. Ma se da una parte il M5s sta andando verso una spaccatura (la fronda che si oppone al governo Draghi probabilmente presto diventerà un gruppo strutturato di opposizione), c’è chi invece comincia a ricompattarsi. Parte di Leu, Sinistra italiana, Rifondazione comunista, Verdi, Arcobaleno… ci voleva Draghi per riportare l’unità a sinistra.

I Cinque Stelle alla resa dei conti

I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia al governo Draghi saranno espulsi dal M5s, e stessa sorte toccherà ad altri 16 deputati. Da decidere cosa accadrà ai deputati che si sono astenuti e a chi ha deciso di assentarsi al momento del voto. E se c’è chi ha già annunciato che presenterà ricorso contro l’espulsione, il senatore Mattia Crucioli fa sapere di essere al lavoro per la formazione di un gruppo. Ospite del programma radiofonico “Un giorno da Pecora”, il senatore conferma non solo di pensare ad un nuovo contenitore con gli altri ex pentastellati, ma di essere già al lavoro sul nome: «Tecnicamente siamo nel Misto ora, ma io – spiega – voglio fare una opposizione seria». Una posizione che rimette al centro dell’azione politica anche Alessandro Di Battista, anche lui ex M5s.

Draghi torna a Bruxelles. Da premier

Oggi Draghi parteciperà da premier ai lavori del G7 in programma a Bruxelles. Sabato e domenica sarà a Roma per preparare la lista dei vice ministri e sottosegretari. La squadra potrebbe essere già pronta per martedì prossimo. Quindi l’avvio dei lavori annunciati a Camera e Senato per la Nuova Ricostruzione dell’Italia: piano vaccinazioni, ristori, blocco licenziamenti, scuola. L’Italia non aspetta altro.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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