Giornata della Memoria: si moltiplicano gli eventi on line. Per non dimenticare

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Luigi Di Fonzo
Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

Tempo di lettura stimato: 5 minutiLa pandemia cambia le forme per commemorare la Shoah, ma non la forza del messaggio: non dimenticare.

Il 24 gennaio 2005, esattamente 16 anni fa, in una sessione speciale, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto. Come Giornata della Memoria invece fu scelta la data del 27 gennaio, perché in quel giorno dell’anno 1945 le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, in Polonia. Il Parlamento italiano già dal 2000, con legge 211 del 20 luglio, celebra la Giornata della Memoria. Secondo lo United States Holocaust Memorial Museum di Washington nell’arco di circa 12 anni, dal 1933 al 1945, i nazisti e i loro alleati hanno sterminato oltre 15 milioni tra ebrei, rom, disabili, non ariani, dissidenti politici, indesiderabili e testimoni di Geova. Di circa 6 milioni il numero delle vittime di fede ebraica in Europa.

Campo di sterminio di Birkenau, fine binario

Leggi razziali, le scuse di Emanuele Filiberto

In Italia le leggi razziali vennero promulgate il 5 settembre del 1938: volute da Mussolini, approvate dal Parlamento e firmate dal Re Vittorio Emanuele III. L’Olocausto da questo momento ha inizio anche in Italia. In Germania la prevaricazione di una razza su un’altra con la violenza era già in uso dal 1933.

Quest’anno è stata la lettera di scuse che il principe Emanuele Filiberto di Savoia ha scritto alla comunità ebraica italiana – a nome della Famiglia Reale – ad aver anticipato il dibattito sulla ricorrenza. «Mi rivolgo a tutti voi, Fratelli della Comunità Ebraica italiana, per esprimervi la mia sincera amicizia e trasmettervi tutto il mio affetto nel solenne “Giorno della Memoria” (…). Scrivo a voi, Fratelli Ebrei, nell’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, data simbolo scelta nel 2000 dal Parlamento della Repubblica Italiana, a memoria perpetua di una tragedia che ha visto perire per mano della follia nazi-fascista 6 milioni di ebrei europei, di cui 7500 nostri fratelli italiani. È nel ricordo di quelle sacre vittime italiane che desidero oggi chiedere ufficialmente e solennemente perdono a nome di tutta la mia Famiglia».

E ancora: «Condanno le leggi razziali nel ricordo dei numerosi italiani ebrei che lottarono con grandissimo coraggio sui campi di battaglia dell’Ottocento e del primo Novecento da veri Patrioti. Condanno la firma delle leggi razziali nel ricordo della visita alla nuova Sinagoga di Roma che proprio mio bisnonno Vittorio Emanuele III fece nel 1904, dopo che il 13 gennaio dello stesso anno si disse addirittura favorevole alla nascita dello stato ebraico e così si espresse: “Gli ebrei, per noi, sono Italiani, in tutto e per tutto”. Desidero che la Storia non si cancelli, che la Storia non si dimentichi e che la Storia abbia sempre la possibilità di raccontare quanto accaduto a tutti coloro che hanno fame e sete di verità. Le vittime dell’Olocausto non dovranno mai essere dimenticate e per questo motivo, ancor oggi, esse ci gridano il loro desiderio di essere giustamente ricordate».

L’ingresso al campo di concentramento di Auschwitz

Nessun perdono dalle Comunità ebraiche

«Dopo 82 anni il discendente, il bisnipote Emanuele Filiberto, afferma un sentimento di ripudio e condanna rispetto a quanto avvenuto. Un lasso di tempo molto lungo. Perché ora?», scrive l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei). «Si tratta in ogni caso di un’iniziativa che è da ritenersi ad esclusivo titolo personale, rispondendo ciascuno per i propri atti e con la propria coscienza. Né l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane né qualsiasi Comunità ebraica possono in ogni caso concedere il perdono in nome e per conto di tutti gli ebrei che furono discriminati, denunciati, deportati e sterminati.  Nell’ebraismo perfino a Dio non si può rivolgere una richiesta di perdono se chi percepisce l’onta e la colpa non si è prima scusato dinanzi alla persona offesa».

Altrettanto dura la risposta della Comunità Ebraica di Roma: «Prendiamo atto delle dichiarazioni di Emanuele Filiberto di Savoia. – dichiara la Comunità Ebraica di Roma – Il rapporto con Casa Savoia, nella storia e nella memoria è noto e drammatico. Ciò che è successo con le leggi razziali, al culmine di una lunga collaborazione con una dittatura, è un’offesa agli italiani, ebrei e non ebrei, che non può essere cancellata e dimenticata. Il silenzio su questi fatti dei discendenti di quella Casa, durato più di ottanta anni è un’ulteriore aggravante. I discendenti delle vittime non hanno alcuna delega a perdonare e né spetta alle istituzioni ebraiche riabilitare persone e fatti il cui giudizio storico è impresso nella storia del nostro Paese».

Photo by Giulia Gasperini on Unsplash

«Che nell’anno 2021 un italiano, un europeo, consideri le leggi razziali italiane una vergogna mi sembra dovuto e naturale», sottolinea Ricardo Franco Levi, presidente dell’associazione degli ebrei italiani. «Il perdono avrebbe dovuto chiederlo Vittorio Emanuele III che ebbe tempo di farlo, ma scelse di non farlo. Questa è una responsabilità personale di Vittorio Emanuele III di cui lui non si pentì mai in vita con tutte le drammatiche, disastrose e orribili conseguenze che ciò ebbe e che ora Emanuele Filiberto riconosce». Risuonano nelle parole dei rappresentanti delle comunità ebraiche le parole pronunciate a ottobre alla Cittadella della Pace di Rondine (Arezzo) dalla senatrice a vita Liliana Segre: «Non ho mai perdonato, così come non ho mai dimenticato».

Non sono mancate le voci favorevoli al perdono chiesto da Emanuele Filiberto. Dieci anni prima era stato il duca Amedeo di Savoia-Aosta a chiedere le scuse per il ramo della sua famiglia: «Ora con quelle di Emanuele Filiberto la famiglia è al completo», ha riferito. Secondo il marchese Giuseppe Ferrajoli, Emanuele Filiberto è «un uomo moderno, lo seguo sempre su Facebook. È sincero. E lo è stato pure in questa occasione». «Scuse apprezzabili ma tardive» anche secondo il noto giornalista e conduttore televisivo Corrado Augias.

I resti dell’inceneritore di Birkenau

La conferenza on line di Wikipedia

Si è mossa anche Wikipedia, l’ormai indispensabile enciclopedia web, per commemorare la Giornata della Memoria con una conferenza on line dal titolo “Negazionismo ed Olocausto”, che avrà inizio alle ore 18 di mercoledì 27 gennaio. A presentare il programma degli interventi sarà Iolanda Pensa, presidente di Wikimedia Italia. A seguire Marcello Pezzetti, storico della Fondazione Museo della Shoah di Roma, con l’intervento che dà il titolo al convegno; Luigi Vianello, wikipediano, con “Negazionismo e Wikipedia” e Stefano Gatti, dell’Osservatorio Antisemitismo della Fondazione CDEC di Milano, che illustrerà il Rapporto 2020 sull’Antisemitismo. La conferenza sarà chiusa dal wikipediano Francesco Carbonara, che presenterà il Progetto Wikipedia “Per bocca degli esecutori: i nazisti ammettono sterminio e camere a gas”. La conferenza si terrà sulla piattaforma Google Meet con un massimo di 250 partecipanti.

Eventi speciali e mostre

Ma sul web sono tantissime le iniziative in programma per la Giornata della Memoria. Da segnalare quella organizzata dalla Centrale dell’Acqua di Milano, che dalle ore 17 di mercoledì sul suo sito web manderà in onda una performance inedita: “Figure. L’incanto del movimento. Danza per Primo Levi”, protagonisti Simona Brazzo – ètoile internazionale e prima ballerina del Teatro alla Scala – e Andrea Volpintesta – primo ballerino internazionale e primo ballerino del Teatro alla Scala.

La città di Venezia ha aperto oggi le commemorazioni con una cerimonia che si è svolta stamane al Teatro La Fenice con gli interventi del sindaco Luigi Brugnaro e del presidente della Comunità ebraica di Venezia Paolo Gnignati. Anche quest’anno il programma delle iniziative prevede la cerimonia della posa delle Pietre create dall’artista tedesco Gunter Demning.

L’evento si potrà seguire in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune di Venezia lunedì 25 gennaio alle ore 9.30, con partenza dal Campo del Ghetto. Prevista la collocazione di 15 pietre davanti all’uscio di casa che fu l’ultima dimora dei concittadini veneziani prima della deportazione.

Roma la Biblioteca centrale giuridica di Palazzo di Giustizia, in piazza Cavour, ha organizzato una mostra di libri e riviste nella ricorrenza della Shoah. La mostra sarà aperta fino al 7 febbraio, dal lunedì al venerdì, con orario 8,30-15 (visite guidate alle 12). La Biblioteca resterà chiusa per l’intera giornata di venerdì 31 gennaio.

Diretta dal Quirinale, documentari e film

Per quanto riguarda la programmazione televisiva, tutti i canali della televisione di Stato Rai hanno un palinsesto dedicato alla Shoah. Su Raiuno inizia il programma Unomattina alle ore 6,45 con una diretta da Gerusalemme, per poi collegarsi alle 10,55 con il Quirinale per seguire in diretta la celebrazione in presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Su Raidue da segnalare, con inizio alle ore 23,15, il documentario dedicato a “Carlo Angela, il medico stratega”, la storia del medico piemontese che ha salvato la vita di ebrei e partigiani.

Alle ore 14 su Raimovie va in onda il film drammatico “Il diario di Anna Frank”. Su Rai5 alle 20,35 per il ciclo “Visioni” va in onda “La Memoria in musica: Morricone e la Shoah”. Rai Cultura alle ore 21,10 propone il documentario di Francesco Conversano e Nene Griffagnini “Son morto che ero bambino. Francesco Guccini va ad Auschwitz”. RayPlay propone il film di Giuliano Base “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma”, che racconta di una ragazza che entra per caso in possesso di una lettera e scopre la vicenda di una bambina sfuggita alla razzia del ghetto, il 16 ottobre del 1943, quando 1023 ebrei furono deportati ad Auschwitz: con l’aiuto di un gruppo eterogeneo di amici, la giovane intraprenderà un viaggio di ricerca dell’identità della ragazzina che sembra un’impresa impossibile.

Anche le altre reti televisive propongono film e documentari dedicati all’Olocausto. Centrale la proposta di Focus, con approfondimenti storici come “La segretaria di Goebbels”, oppure Canale 5 con il film “Il pianista” e Retequattro con “This must be the Place” di Paolo Sorrentino. Nell’anno decisivo per la lotta al Coronavirus, ogni casa può diventare un piccolo baluardo della Memoria.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

(Le foto dei campi di concentramento sono di Luigi Di Fonzo)

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