Emergenza Covid, è ufficiale: il personale sanitario italiano candidato al Premio Nobel per la Pace

In evidenza

Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

Tempo di lettura stimato: 2 minutiDopo la proposta della candidatura, oggi è arrivata l’ufficialità dell’ammissione: il personale sanitario italiano è candidato al Premio Nobel per la Pace 2021. Da Oslo, l’apposito comitato nominato dal Parlamento norvegese ha infatti dato il suo benestare alla candidatura 2021 (riferita all’emergenza sanitaria 2020) con la seguente motivazione: «Il personale sanitario italiano è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare una gravissima emergenza sanitaria, nella quale ha ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra combattendo in trincea per salvare vite e spesso perdendo la loro».

Photo by Mufid Majnun on Unsplash

«Una candidatura che non ha precedenti»

Come sottolineato anche dall’Ordine dei Medici di Latina che questa mattina ha immediatamente diffuso la notizia dal suo sito, «Non era mai accaduto nella storia del prestigioso premio che il personale sanitario di una Nazione ricevesse una candidatura al Nobel per la Pace. È la vittoria del coraggio e del sacrificio dei medici e degli infermieri italiani, mandati a combattere a mani nude nella nostra sanità malridotta e calpestata dai tagli e dalle tangenti operata dall’ignobile politica degli ultimi anni». Già la sola candidatura era stata accolta con orgoglio dal personale sanitario: dall’inizio della pandemia, sono 340 i medici che la Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri ha inserito con nome e cognome in un elenco per non dimenticarli. Ma la cifra delle vittime aumenta con gli infermieri (83 casi, di cui 2 infermieri generici e 2 suicidi, su 100.000 contagiati), i tecnici e gli assistenti e gli operatori socio sanitari.

Foto di Marco Lussoso

Il sostegno di Lisa Clark

Anche Lisa Clark, la statunitense-fiorentina che nel 2017 si è vista assegnare il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno contro le guerre in tutto il mondo, ha sostenuto la candidatura del personale sanitario italiano, firmando la proposta di candidatura insieme a tante altre personalità italiane ed europee. «La sua abnegazione nell’emergenza del 2020 è stata commovente», ha motivato la Clark. «Qualcosa di simile a un libro delle favole, da decenni non si vedeva niente del genere. Il personale sanitario italiano non ha più pensato a se stesso ma a cosa poteva fare per gli altri con le proprie competenze».

Da 120 anni al servizio dei benefattori dell’umanità

La Fondazione Nobel fu voluta da Alfred Nobel, inventore della dinamite, per disposizione presente nel testamento del 1895 e aperto l’anno successivo a Stoccolma con l’intento di premiare i benefattori dell’umanità. All’inizio del ventesimo secolo vennero divulgati gli statuti della fondazione, contenenti le regole attinenti alla sua attività come del resto delle altre istituzioni collaboranti con essa. La prima premiazione venne celebrata il 10 dicembre 1901, anniversario della morte di Nobel; proprio per tali ragioni da allora il premio venne consegnato in quella data a Stoccolma, fatta eccezione per il Nobel della pace, che viene assegnato a Oslo, capitale della Norvegia.

Da allora, il Premio Nobel viene assegnato ogni anno ai benemeriti di tutto il mondo nel campo della Fisica, della Chimica, della Medicina o Fisiologia, della Letteratura e della Pace. Quello della Pace viene assegnato da un comitato scelto dal Parlamento norvegese. Il primo a ricevere il Premio Nobel per la Pace, nel 1901, fu Jean Henri Dunant, imprenditore e filantropo svizzero. Poi vennero riconosciuti i meriti a uomini di primo piano come Theodore Roosvelt, Thomas Wilson, Martin Luther King, Nelson Mandela e Yasser Arafat. Il Premio Nobel 2020 per la Pace è stato assegnato invece a un’organizzazione: il Programma Alimentare Mondiale (WFP) per il suo impegno nella lotta contro la fame nel mondo. A chi vince il Nobel per la Pace vengono consegnati una medaglia d’oro e un assegno di circa 900 mila euro.

- Pubblicità -spot_imgspot_img

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome