Paesi in via di sviluppo sostenibile: siamo tutti sulla stessa barca

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Un tempo il mondo si divideva in paesi sviluppati e paesi sottosviluppati. Paesi ricchi e paesi poveri.
In seguito si preferì usare per i secondi un termine più politically correct. Paesi in via di sviluppo. A indicare la volontà di agire per poter recuperare il terreno perduto. Come se fosse colpa di quei paesi l’essere rimasti indietro. E non dei più ricchi che li avevano sfruttati.
Oggi questa differenza non esiste più. Perché siamo tutti sulla stessa barca.
Siamo tutti paesi in via di sviluppo sostenibile. In cerca di una strada in cui la sostenibilità guidi ogni scelta economica, politica, sociale.mappa del mondo

Sviluppo sostenibile e Agenda 2030.

L’Agenda 2030 propone 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile. Si rivolge a ogni singolo paese del mondo. A ogni singolo cittadino.
È un programma d’azione e di intenti per migliorare la vita delle persone e del pianeta. Sottoscritto a settembre 2015, prevede tutta una serie di punti su cui tutti dobbiamo impegnarci. Per un totale di 169 target volti tutti a uno sviluppo sostenibile del mondo.

Lo sviluppo sostenibile passa attraverso 17 punti fondamentali. Tutti utili per creare un mondo sostenibile ed equo. Dove nessuno viene lasciato indietro. E nel quale ogni paese e ogni persona deve poter avere le stesse possibilità.

I 17 obiettivi dell’Agenda 2030.

  1. Sconfiggere la povertà.
  2. E sconfiggere la fame.
  3. Migliorare salute e benessere della popolazione mondiale.
  4. Garantire istruzione di qualità.
  5. E garantire la parità di genere.
  6. Acqua pulita e servizi igienico sanitari per tutti.
  7. Energia pulita e accessibile in ogni paese del mondo.
  8. Lavoro dignitoso e crescita economica in ogni angolo della terra.
  9. Ma bisogna lavorare anche sull’innovazione e le infrastrutture.
  10. Ed è fondamentale ridurre le disuguaglianze. Dentro le nazioni. E tra le nazioni.
  11. Creare città e comunità sostenibili-
  12. Diffondere una cultura del consumo e della produzione responsabili.
  13. Lottare contro il cambiamento climatico.
  14. Proteggere la vita sott’acqua.
  15. E la vita sulla terra.
  16. Garantire in ogni parte del mondo pace, giustizia, istituzioni solide.
  17. Lavorare sulla partnership per gli obiettivi. Per collaborare tutti insieme. Anche perché il 2030 è sempre più vicino.
città vista dall'alto

Photo by AJ Colores on Unsplash

Paesi ricchi VS paesi poveri. La sostenibilità è un bene di tutti.

Ogni paese del mondo è un paese in via di sviluppo sostenibile.
Anche se quando si usa questo termine si pensa soprattutto alla sostenibilità ambientale. Ma sarebbe riduttivo relegarlo solo a tematiche green.
La sostenibilità è “nelle scienze ambientali ed economiche, condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.
Riguarda sì l’ambiente, ma anche l’economia, la politica e la società.
Il concetto è stato introdotto per la prima conferenza dell’Onu sull’ambiente nel 1972. E corretto nel 1987 con la pubblicazione del rapporto Brundtland che spiega qual è l’obiettivo di sviluppo sostenibile.

Lo sviluppo sostenibile comprende, dunque, la difesa dell’ambiente, ma anche la creazione di un’economia sostenibile, di un lascito migliore per le generazioni future per quello che riguarda il pianeta, la società, le istituzioni.

Lo sviluppo sostenibile, lungi dall’essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali.
Gro Harlem Brundtland, premier norvegese

Lo sviluppo sostenibile comprende la sostenibilità economica, la sostenibilità sociale, la sostenibilità ambientale. Per garantire alla popolazione il giusto sostentamento, equo e dignitoso, tramite il lavoro, condizioni di benessere ottimali legate a salute, istruzione, democrazia, partecipazione, giustizia, sicurezza, senza distinzioni di classe o di genere, un pianeta dove le risorse naturali vengono protette e l’accesso consentito a tutti.
E il termine “tutti” è quello fondamentale per capire quanto abbiamo ancora da lavorare. E quanto siamo ancora indietro per garantire a ogni persona su questa terra il diritto a poter godere dei frutti dello sviluppo sostenibile globale.

città del mondo

Photo by Luis Cortes on Unsplash

A che punto siamo?

Siamo indietro. Molto indietro.
L’Asvis ogni anno fa il punto della situazione sul panorama italiano, collegando i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 alla realtà attuale. Se su alcuni punti stiamo lavorando bene, su altri non solo stiamo facendo abbastanza. Ma siamo proprio fermi.
E la situazione non è migliore negli altri paesi del mondo. Soprattutto i più ricchi. Quelli in debito verso i paesi poveri.
Secondo quanto riportato dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, i paesi membro sono avanti. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Con il 2030 sempre più vicino.

Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, sottolinea che siamo ancora lontani. La missione non è ancora compiuta. Gli sforzi vanno raddoppiati. “Lo dobbiamo ai nostri figli e al nostro pianeta“.
Se fanno ben sperare i dati relativi all’accesso all’energia e alla comunicazione, ai tassi di mortalità infantile che sono bassi, altri target non sono ancora stati raggiunti. Anzi, siamo ben lontani.
Bisogna ancora lavorare molto per la parità di istruzione.
Per la parità di genere.
E per la lotta alla povertà.
Siamo avanti nella creazione di energia pulita e accessibile, di città e comunità sostenibili, nella lotta al cambiamento climatico, nell’accesso ad acqua pulita e servizi igienico sanitari. Però siamo indietro nel ridurre le disuguaglianze, nello spreco di cibo, nella qualità delle istituzioni, nella creazione di una società dove pace e giustizia siano garantite.

Siamo tutti paesi in cerca di uno sviluppo sostenibile. Solo che il tempo stringe. E il pianeta non sembra volerci concedere una “dilazione di pagamento“. Il tempo è ora.

Altro dall’autore:

About Author

Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Top