Cos’è la PAC, Politica Agricola Comune. E perché c’è chi è contrario al nuovo programma

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Cos’è la PAC e qual è il suo significato?
La politica agricola comune è una politica comunitaria che riguarda circa il 39% del bilancio dell’Unione Europea.
La nuova riforma del 2020 non convince le associazioni ambientaliste.
Cosa prevede questo nuovo piano? E quali promesse non mantiene?

Cosa si intende con Politica agricola comune

LA PAC, la politica agricola comune, è una politica comunitaria dell’Unione Europea, prevista all’interno del Trattato istitutivo delle Comunità (articolo 39). Rappresenta l’insieme di regole che la UE si è data sin dagli albori per riconoscere l’importanza del settore agricolo al fine di uno sviluppo equo e stabile di ogni paese UE.
Gli obiettivi della PAC sono:

  • aumentare la produttività dell’agricoltura
  • garantire un tenore di vita equo per tutta la popolazione agricola
  • rendere stabili i mercati
  • assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti
  • garantire prezzi ragionevoli ai consumatori

Oggi la PAC ha come scopo aiutare gli agricoltori a produrre quantitativi di cibo sufficienti per l’Europa. Cibo sicuro, di qualità e venduto a prezzi accessibili, sia per garantire un degno tenore di vita agli agricoltori sia per assicurare a tutti un’alimentazione adeguata a tutti. La logica è quella di proteggere il settore da crisi, squilibri, problemi legati ai prezzi di vendita e di acquisto. Puntando sull’ammodernamento e sull’innovazione, anche al fine di creare nuovi posti di lavoro. Senza dimenticare l’importanza della tutela dell’ambiente, degli animali e della biodiversità. Per contrastare anche i cambiamenti climatici e per uno sfruttamento sostenibile e green delle risorse.
Due i pilastri su cui si fonda:

  • Primo pilastro: sostegno al reddito degli agricoltori, anche con finanziamenti diretti. E realizzazione di norme e regole valide in tutta la UE che garantiscano importazioni ed esportazioni alle stesse condizioni. Questi interventi sono gestiti dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia.
  • Secondo pilastro: sviluppo rurale, con modernizzazione delle aziende agricole, formazione professionale, uso di nuove tecnologie e incentivazione a usare migliori tecniche per tutelare tutti. Questi obiettivi sono garantiti dal FEASR, insieme al FESR e al Fondo Sociale Europeo.

Riforma 2020 della PAC

Il Parlamento europeo ha approvato una nuova proposta legislativa della PAC valida per i i prossimi sette anni (2021-2027). La riforma della politica agricola comune UE è stata approvata con 425 voti a favore, 212 contrari, 51 astenuti. Il programma coinvolgerà circa 9 milioni di agricoltori europei.
La riforma, che dovrebbe entrare in vigore nel 2023, dopo 2 anni di regolamentazione transitoria (la precedente riforma scade a fine 2020), è molto diversa rispetto alle premesse che erano state illustrate alla vigilia.

Nel nuovo bilancio sono stati messi sul piatto 357,485 miliardi di euro: 270,044 miliardi per i pagamenti diretti (quasi 25,400 miliardi per l’Italia) e 87,441 miliardi per lo sviluppo rurale (9,748 miliardi per l’Italia). Nel piano si discute delle percentuali da destinare allo sviluppo rurale e alla tutela dell’ambiente. Oltre che della garanzia di lasciare piccolissime percentuali di terreni liberi e incolti, senza uso di pesticidi e fertilizzanti  per costruire oasi di habitat naturali. Tasto dolente gli incentivi, che avvengono con pagamenti ad ettaro e che favorirebbero le grandi aziende a discapito delle piccole ditte agricole. Ci vorrebbe un tetto massimo per le realtà più importanti, per dare una mano anche alle gestioni più ridotte. Il Consiglio ha molto indebolito anche la condizionalità ambientale della PAC, per questo molte associazioni chiedono di fare di più.

Per le associazioni ambientaliste è un fallimento

Secondo Legambiente quello di cui avevamo bisogno era «una profonda e radicale riforma della Pac, e non un compromesso al ribasso».

Lo scenario emerso dal voto allontana la prospettiva che il sistema agricolo possa essere tra gli artefici del Green Deal europeo. Legambiente continuerà, anche all’interno della Coalizione “Cambiamo Agricoltura” delle associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica, ad operare affinchè la Ue non perda di vista la bussola del Green Deal, arginando le pressioni delle lobby dell’agricoltura intensiva, nel negoziato del Trilogo che dovrà portare al perfezionamento della Riforma.

Sulla stessa lunghezza d’onda Greenpeace, che chiede alla Commissione Europea di ritirare la PAC, perché tutelerebbe solo l’agrobusiness e gli interessi dei maggiori produttori industriali e dei proprietari terrieri più ricchi. Non esistono, secondo l’associazione, migliorie per quello che riguarda la protezione di ambiente o clima: «una condanna a morte per le piccole aziende agricole e l’ambiente».
Il piano approvato non sarebbe nemmeno in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo o con la strategia ‘Farm to Fork‘, così come la strategia per la biodiversità. Tutti provvedimenti presi a inizio anno, che però non sono garantiti dalla nuova riforma.

Anche FridaysForFuture Italia chiede di ritirare la nuova PAC, perché secondo gli attivisti per il clima rappresenta un disastro totale. Dal momento che penalizzerebbe molto i piccoli agricoltori e allevatori per favorire le grandi aziende (solo il 6% dei fondi sono destinati a piccole e medie imprese). Inoltre si continuano a finanziare agricoltura e allevamento intensivi, decisione che impedisce di mantenere l’impegno a ridurre le emissioni di gas serra. Senza dimenticare che dà la possibilità di sfruttare le terre umide.
E i danni per clima e biodiversità potrebbero essere enormi. In un momento in cui non possiamo permetterci di non tenere in considerazione questi aspetti. La situazione può essere ancora migliorata. Il negoziato tra Commissione, Consiglio e rappresentanti può portare migliorie. Non tutto è ancora perduto.

Altro dall’autore:

About Author

Redazione i404

i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Sky Sport - Cristiano Ronaldo non giocherà a Benevento: turnover concordato con Pirlo, Bonucci ok - Tutto Juve-F1, GP Bahrain 2020: diretta delle prove libere a Sakhir. FP1 a Hamilton, Ferrari lontane - Sky Sport-Toscana torna zona arancione da venerdì 4: covid, parla Giani, "Più liberi fino a Natale" - LA NAZIONE-Addio a Daria Nicolodi, attrice ironica e raffinata, musa di grandi artisti - DiLei-Zaia: “Non ha senso rientrare il 9 dicembre. Il contagio a scuola esiste, ci sono i dati” - Orizzonte Scuola-GF Vip: la Gregoraci nella morsa delle accuse, Briatore a Dubai - Virgilio Sport-Coronavirus, le ultime notizie dall’Italia e dal mondo sul Covid-19 - Corriere della Sera-Coronavirus, l’annuncio di Conte: “Ore impegnative, valutata curva epidemiologica - Il Fatto Quotidiano-L'Aria che Tira, Matteo Bassetti contro Ilaria Capua: "È una veterinaria, prima di parlare bisogna avere competenze" - Liberoquotidiano.it-Calabria, Miozzo non sarà commissario alla Salute: salta la nomina - Corriere della Sera
Top