Il denaro del futuro sarà virtuale e cambierà per sempre la società che conosciamo

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Il futuro dell’economia sarà virtuale. I soldi non saranno più tangibili. Banconote e monete sono destinate a sparire e al loro posto le nuove criptovalute diventeranno il sistema di scambio più diffuso.

Gli esperti si pongono la domanda. Soprattutto dopo che Mark Zuckerberg ha deciso di entrare nel settore con la sua prima criptovaluta. E se il patron di Facebook si butta a capofitto in un progetto, ci fa pensare solo una cosa (magari sbagliamo?): che quel progetto ha un futuro.

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Libra, la moneta virtuale di Mark Zuckerberg.

Mentre nel mondo c’è chi si chiede se i bitcoin e simili sono un flop oppure no, ecco che il magnate dei social network lancia un sassolino in grado di cambiare per sempre il mondo delle monete virtuali e della blockchain stessa.

A metà 2019 l’annuncio dell’arrivo di una nuova moneta virtuale, Libra. Il papà di Facebook, a capo di un consorzio di 28 aziende, ha in mente un prodotto con cui si potrà pagare e scambiare denaro. All’interno del social network e nel resto del web. Per trasformarla in quella che potrebbe essere una moneta condivisa praticamente in tutto il mondo.
La nuova moneta virtuale non sarà soggetta ai normali circuiti bancari. E questa caratteristica potrebbe attrarre tutti quei consumatori privi di un conto corrente in banca. Come ad esempio i più giovani, che già vivono sui social e sulla rete gran parte della loro vita.

Se i bitcoin nel 2009 hanno promesso di rivoluzionare il mondo del commercio e delle transazioni finanziarie, non compiendo del tutto quella rivoluzione tecnologica ed economica straordinaria che ci saremmo aspettati, 10 anni dopo ecco che Libra potrebbe colmare quei vuoti finora rimasti senza risposta dalle classiche criptovalute, che si basano su blockchain, crittografia e trasferimento di denaro del tutto anonimo.
Anche perché Zuckerberg non si muove se non crede che quello su cui mette mani potrà essere un fallimento.

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Criptovalute: Millenials VS Generazione Z.

Le criptovalute potrebbero in questo senso essere una manna dal cielo per raggiungere nuove generazioni di consumatori, come i Millenials e la Generazione Z. Ma sono entrambe interessate allo stesso modo?

Un sondaggio del 2018 svela che i Millenials investono e credono nelle criptovalute. Perché non si sentono rappresentati dalle altre opzioni attualmente presenti. E che hanno caratterizzato la vita dei loro genitori.
Chi oggi ha un’età compresa tra i 18 e i 39 anni non è interessato al mercato azionario come le generazioni precedenti. E anzi, il 27% dei Millenials si fida di più dei Bitcoin che delle banche tradizionali.

Al contrario, la generazione successiva pare non essere interessata all’argomento. Anzi, la Generazione Z non si fida delle criptovalute. Un altro sondaggio, questa volta di Business Insider, rivela dubbi e incertezze in merito all’uso di Bitcoin e simili. Questi consumatori saranno il 40% entro la fine del 2020. Un cambiamento è necessario nel mondo della blockchain applicata all’economia.

Mark Zuckberg confida dunque nei Millenials e nelle loro reali potenzialità di investimento? Coltivando magari le nuove generazioni promuovendo un modello di successo come quello di Facebook? Un modello più chiaro, trasparente e facile da usare, come si usa un social network?

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Moneta virtuale e rimesse dei migranti.

Ma Zuckerberg mira anche a un altro settore, che finora gode praticamente di un oligopolio destinato a pochi. Quello dei money transfer, canale privilegiato per le rimesse dei migranti, di chi vive e lavora all’estero e contribuisce a sostenere la famiglia lontana, aiutando anche le economie locali di provenienza.
Bertrand Perez, direttore generale e direttore operativo di Libra, ha spiegato che Libra non vuole far guerra alle banche. Ma colmare un gap, arrivare là dove loro oggi non arrivano. Come il money transfer, le cui commissioni possono arrivare anche al 7%. Ed è una somma davvero altissima, perché si tratta di soldi condivisi tra chi ha veramente bisogno di aiuto. Libra potrebbe arrivare a includere chi finora è escluso da questo sistema. E dal sistema bancario in generale.

Nessuna azione speculativa come avviene oggi per i Bitcoin, secondo il numero uno del progetto. Chi vorrà potrà convertire i soldi in Libra, inviarli a chi vuole e, quest’ultimo, potrà riconvertire la criptovaluta in soldi. Una strategia di business semplice per i micropagamenti. Che sfrutterà, ovviamente, i milioni di utenti unici che ogni giorno accedono a Facebook. E non solo loro, perché potrebbe essere un metodo allettante anche per altri utenti della rete.

Moneta virtuali e cambiamenti sociali.

Di fatto l’avvento della moneta virtuale non cambierà solo il sistema economico e finanziario e quello degli scambi monetari, grandi o piccoli che siano. Ma anche la pratica comune. E modifiche nelle nostre abitudini le vediamo già oggi.
Sempre più utenti fanno acquisti online con le carte di credito o con Paypal. Ma il denaro contante sta sparendo sempre di più anche nei negozi fisici. Bancomat e carte di credito a parte, oggi si paga con Satispay e Apple Pay, due servizi che consentono di pagare con il telefonino. Potremmo anche lasciare il portafoglio a casa.
Banconote e monete addio? E come verranno pagate le paghette delle prossime generazioni? I salvadanai scompariranno? I nonni non allungheranno più l’obolo di nascosto ai nipoti, perché tagliati fuori da una tecnologia che non gli appartiene e non comprendono? Si potrebbe aprire un gap profondo, tra nuove e vecchie generazioni. Tra chi riesce ad accogliere meglio il cambiamento, perché c’è nato, e chi, invece, è radicato ad abitudini e pratiche dure a morire.

Proprio Apple recentemente ha ammesso di essere interessata anche a questo tema di stretta attualità. La vicepresidente Jennifer Bailey alla CNN ha confessato che dopo Apple Pay, servizio di pagamenti, e Apple Card, prima carta di credito della mela, potrebbero arrivare studi sull’uso di criptovalute, perché il marchio crede che abbiano potenzialità a lungo termine.

Il settore è in movimento.
E le crescenti preoccupazioni di banche ed enti finanziari confermano che potrebbe essere uno scacco matto al sistema economico e di scambi monetari a cui siamo sempre stati abituati. I rischi ci sono, soprattutto per questioni di sicurezza. Tematiche sulle quali Facebook e chi punta a cambiare il mondo e la società non deve chiudere un occhio.
Soprattutto dopo le parole di Thomas Jordan, presidente della direzione della Banca nazionale svizzera, che parla di potenzialità per le monete virtuali stabili, come Libra, che però devono essere regolamentate e analizzate con cura dalle banche centrali, che non si devono chiudere a riccio, ma comprendere i cambiamenti in corso.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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