Importanza sociale ed economica del microcredito in Italia: il futuro non è solo dei giovani

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Si scrive microcredito, si legge sostegno a start up e a piccole e medie imprese. Ma anche grande opportunità per i “neet”, ovvero per i tanti giovani (in Italia si stima che ne siano più di due milioni) che non lavorano, non studiano, non sono impegnati nella formazione, ma che hanno un’idea di impresa da realizzare.

microcredito

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Ente Nazionale per il Microcredito in Italia.

In Italia l’Ente Nazionale per il Microcredito (Enm), istituito con il decreto di legge governativo del 13 maggio 2011 numero 70, è diventato in meno di un decennio lo strumento più efficace per sostenere – attraverso lo Stato che garantisce l’80% degli investimenti – un futuro a chi futuro pensa di non averlo. L’Enm non solo finanzia (da 25 fino a 35mila euro) le future piccole e medie imprese prive di risorse iniziali. Ma accompagna la nascita dell’azienda con la formazione, l’assistenza e il monitoraggio dell’attività finanziata. L’importanza sociale ed economica svolta in questi anni dall’ente pubblico si evince facilmente dai numeri.

microcredito in ItaliaDal 25 maggio 2015 al 31 dicembre 2019 l’operatività del Mediocredito si è sviluppata in 14.491 operazioni, di cui 13.963 andate a buon fine.

L’effetto di questa azione?

Una leva occupazionale pari a circa 35 mila unità lavorative nate grazie al microcredito, ovvero una media di 2,43 persone ogni finanziamento erogato.
Ben 325 i milioni di euro finanziati e il finanziamento medio erogato è pari a 23.570 euro per 61 rate di ammortamento (circa 390 euro a rata). Dal 2016 l’Enm è in campo con

  • 577 tutor (429 liberi professionisti, 148 strutture societarie) per l’assistenza nella progettazione dell’idea e la realizzazione del business plan;
  • 14 tutor abilitati per il microcredito agricolo (Fondo Ismea);
  • 153 sportelli informativi di Mediocredito aperti in tutta Italia presso Comuni, Camere di commercio, patronati, università ed enti pubblici.

Sono 243 gli impiegati negli sportelli informativi, mentre sono 35 le banche e gli istituti finanziari convenzionati con l’Enm, con oltre 1800 filiali sparse su tutto il territorio nazionale. Un ente presente anche nel mondo con attività di cooperazione allo sviluppo avviate in paesi del Nord Africa, dell’Africa Subsahariana dell’America Latina, dell’America Centrale e dei paesi in fase di preadesione alla Comunità Europea. E che vanta 12 progetti a valere su fondi comunitari.

credito start-up

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A cosa serve il microcredito?

Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà e di emarginazione. Si divide in microcredito produttivo e microcredito sociale. Il primo è un credito di piccolo ammontare finalizzato all’avvio di un’attività imprenditoriale. Mentre il secondo serve a fronteggiare spese di emergenza nei confronti di soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico.
In entrambi i casi si rivolge al microcredito chi è escluso dal settore finanziario formale. La difficoltà ad accedere al prestito bancario a causa della mancanza di garanzie reali ha favorito lo sviluppo dell’usura, un cancro sociale ed economico non del tutto debellato. Senza dimenticare l’erogazione dei servizi aggiuntivi, come quelli erogati dai tutor.

La Grameen Bank, fondata in Bangladesh dal Premio Nobel Muhammad Yunus nel 1983, è considerata il primo istituto di microcredito moderno.
In Italia, oltre all’Ente nazionale per il Microcredito, è molto attiva nel campo dell’inclusione sociale e finanziaria anche la società torinese PerMicro nata nel 2007, che finanzia fino a 10 mila euro le famiglie in difficoltà (perdita di lavoro, malattia, familiari anziani) e fino a 25 mila euro start up e nuove imprese.
Ma l’offerta dei prodotti di microfinanza proposti dall’Enm è molto più composita, comprendendo – oltre al microcredito produttivo, che rappresenta senza dubbio la componente principale – anche altri strumenti molto interessanti e appetibili, come il microleasing, la microassicurazione, l’housing microfinanziario e il microrisparmio.

neet

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Una chance per i Neet.

Due progetti dell’Ente nazionale per il Microcredito sono dedicati ai giovani di 18-29 anni che non hanno alcun impegno di tipo educativo, formativo e lavorativo. I cosiddetti “Neet”, acronimo dell’inglese “Not engaged in Education, Employmento or Training”.
Si tratta di “Yes I start up” e di “SelfiEmployment”, quest’ultimo gestito da Invitalia con l’assistenza dl Microcredito e promosso in collaborazione con l’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro che, come l’Enm, è un ente pubblico vigilato dal Ministero del Lavoro.

Yes I start up.

Il primo progetto, “Yes I start up”, mira a promuovere l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità tra i giovani attraverso un’attività formativa, preparatoria e di accompagnamento. I corsi formativi sono gratuiti e danno le competenze necessarie (dal piano di impresa alla preparazione dei documenti che servono per richiedere il finanziamento) per realizzare l’idea imprenditoriale che si ha in mente. Corsi che stanno andando a buon fine, grazie anche al concorso dei soggetti attuatori: enti ed organismi formativi, società, associazioni, camere di commercio, studi di professionisti. In poco più di un anno “Yes I start up” ha raggiunto ottimi risultati: 1.150 Neet formati (oltre a 50 in corso di formazione) e 432 soggetti attuatori selezionati e accreditati, che hanno messo a disposizione oltre 1.000 aule ed oltre 2.000 docenti.

SelfiEmployment.

Per quanto riguarda invece il fondo rotativo “SelfiEmployment”, gestito da Invitalia con l’assistenza di Microcredito, si tratta di un’iniziativa di sostegno all’autoimpiego. Lo scopo è quello di finanziare la creazione e l’avvio di attività imprenditoriali promosse dai giovani, attraverso agevolazioni finanziarie, nella forma di piccoli finanziamenti a tasso zero, e agevolazioni reali, con attività di tutoraggio finalizzato ad accrescere le competenze dei beneficiari e a supportare lo sviluppo delle start–up. La novità del Fondo risiede nel fatto che mette a disposizione un prestito senza interessi e senza la necessità di garanzie reali e/o personali, includendo così anche tutti coloro che non possono accedere a tradizionali finanziamenti. In pochi mesi, ovvero dall’ottobre 2019, sono già quasi 4.000 le domande presentate da giovani Neet e 1.200 le iniziative ammesse, per un importo complessivo di 44,8 milioni di euro di agevolazioni concesse.

Chi sono i beneficiari di Microcredito.

I beneficiari di Microcredito hanno un’età media di 37 anni. Lo zoccolo duro è rappresentato, per il 60%, da soggetti che hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni; il 12% dagli over 50 e il 28% da giovani che hanno sotto i 30 anni. In due casi su cinque gli ammessi al finanziamento sono donne, e il 92% dei beneficiari è di nazionalità italiana. La tipologia principale di impresa finanziata da Microcredito è la ditta individuale (61,7%), seguita dalla società a responsabilità limitata (31%) e da sas, cooperative e associazioni (7,3%).

Mario Baccini

Una grande opportunità.

Questa non è solo una grande opportunità: questa è forse l’unica possibilità che il Paese offre ai progetti che non godono di coperture finanziarie. Grazie al Microcredito, è lo Stato che garantisce l’80% di rischio dell’importo finanziato.
(Mario Baccini)

A parlare è Mario Baccini, presidente di Enm con decennale esperienza nella politica attiva e nell’impegno sociale. Forte del successo del suo operato (“le azioni a favore dei giovani stanno andando oltre le più rosee previsioni”), Baccini ora guarda con molta fiducia al futuro del Microcredito, certo che, anche dopo la grave crisi legata all’emergenza Coronavirus, sarà l’Ente da lui presieduto a ridare forza all’economia.
Il suo sguardo mira in particolare a tre obiettivi: il microcredito sociale, lo snellimento dei tempi di erogazione da parte degli istituti bancari e la nascita di una vera e propria Banca del Microcredito.

Chi è Mario Baccini
Il presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito è Mario Baccini, nato a Roma il 14 dicembre del 1957, leader e presidente della Federazione dei Cristiano Popolari, il movimento da lui fondato dopo le esperienze con Udc e Rosa Bianca.

Laureato in Scienze della Comunicazione, attualmente Baccini ricopre l’incarico di Presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, ente di diritto pubblico e Istituzione promossa dal Segretario generale dell’Onu.

Ha iniziato da giovane la carriera politica nella Acli e, dopo aver ricoperto vari incarichi nella Democrazia Cristiana, è stato eletto prima Presidente del XVIII Municipio e poi Consigliere Comunale di Roma. Nel 1994 è stato eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati. Nella XIV legislatura ha ricoperto da deputato la carica di Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, ricevendo in delega i rapporti con le Americhe, e la Presidenza della Commissione Nazionale per la Promozione della lingua e della cultura italiana nel Mondo, con rappresentanza presso le Nazioni Unite. Dal 3 dicembre 2004 all’8 maggio 2006 è stato ministro della Funzione Pubblica. Nella XV legislatura è stato eletto Senatore e ha svolto l’incarico di Vice Presidente del Senato della Repubblica e membro delle Commissioni III (Esteri) e XIV (Politiche dell’Unione Europea). Baccini inoltre è impegnato nel sociale come presidente della Fondazione Foedus, che nasce dall’esigenza di creare una sinergia tra cultura, solidarietà e attività di impresa.

Il microcredito sociale attualmente non ha la possibilità di accedere ai fondi dello Stato, ma come Ente stiamo studiando l’apertura di un fondo di garanzia che possa essere alimentato attraverso il crowdfunding. L’articolo 111 del Testo unico bancario sottolinea come gli enti riconosciuti possano erogare, in via non prevalente, finanziamenti anche a persone fisiche in stato di bisogno. Grazie a questo fondo l’Enm andrà a riempire un vuoto importante.
(Mario Baccini)

Snellire la burocrazia.

Discorso altrettanto importante quello dello snellimento burocratico da parte degli istituti di credito convenzionati al Microcredito. In alcuni casi i tempi di attesa da quando è stata fatta la richiesta di finanziamento, l’apertura della pratica, il tutorial, la presentazione in banca del business plan, l’accoglimento della proposta di finanziamento, la deliberazione e l’accredito sul conto del finanziamento superano i sei mesi. In altri casi alcune banche, non avendo lo storico degli incassi, attendono anche mesi dall’apertura dell’attività imprenditoriale prima di verificare la consistenza della nuova azienda. Come se non esistesse l’80% di fondo garantito dallo Stato.

Noi dobbiamo ringraziare il sistema bancario che ha accettato di collaborare con il nostro Ente, e devo dire che il sistema che fa capo alle Bcc e alla Bper è molto efficiente. In altri casi invece registriamo qualche difficoltà
dovuta agli allungamenti dei tempi per motivi tecnici. Nonostante la convenzione, infatti, alcuni sportelli non hanno omologato i moduli di richiesta a quelli dell’ente, ma sono convinto che presto tutto il sistema diventerà molto più efficiente e altri istituti si convenzioneranno con il Microcredito.
(Mario Baccini)

banca

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Ma il vero asso nella manica del presidente dell’Enm è la creazione di una banca del Microcredito tutta italiana.

La soluzione che risolverebbe i primi due problemi si chiama Banca del Microcredito, una banca che si strutturerebbe sull’esperienza e sulle risorse dell’Ente, capace di procedere all’esame delle pratiche e ai finanziamenti senza tutti i passaggi necessari attualmente e con la possibilità di erogare servizi anche on line.
(Mario Baccini)

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Luigi Di Fonzo

Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.


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