Economia a misura d’uomo. Manifesto d’Assisi: da San Francesco a Greta Thunberg

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Manifesto d’Assisi, per un’economia a misura d’uomo. Che protegga anche il pianeta.
Dalla città di San Francesco, che con il suo Cantico delle Creature è stato un promotore della difesa dell’ambiente, arriva una proposta di intenti per cambiare passo. E non lasciare più nessuno indietro.

Mentre a Davos Greta Thunberg, moderna San Francesco, tuona contro chi promette e non fa, ad Assisi si cerca di riscrivere la storia. Mettendo umanità e ambiente al centro.

Manifesto d'Assisi

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Il Manifesto d’Assisi, economia a misura d’uomo.

Il Manifesto d’Assisi è un patto siglato proprio nella città di San Francesco, alla presenza delle autorità locali e nazionali. Un patto tra imprese, economisti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, per proporre un modello nuovo di crescita in cui la sostenibilità e l’inclusione giocano un ruolo fondamentale. Per creare un futuro migliore e combattere i cambiamenti climatici.
Promosso da Symbola e dal Sacro convento, è stato già sottoscritto da molti firmatari. Come Giuseppe Conte, che nella città umbra ha indossato il Tau verde, simbolo di San Francesco diventato green per sottolineare la nuova alleanza siglata per difendere ambiente e umanità.

Si tratta di un punto di partenza per creare un’economia a misura d’uomo. Per creare un nuovo modello economico che ponga al centro l’essere umano e il pianeta. E ognuno deve fare la sua parte in questo processo di cambiamento assolutamente necessario e urgente in un momento storico delicato caratterizzato da un’emergenza climatica senza precedenti.
Secondo il premier Conte e altre personalità intervenute durante la presentazione del manifesto, il nostro paese è pronto. L’Italia potrebbe essere protagonista e in prima fila nella lotta globale contro il cambiamento climatico.

Il sistema dell’Italia verde manifesta un enorme potenziale di crescita, anche in termine di nuove opportunità di occupazione.
Giuseppe Conte

I punti principali del Manifesto d’Assisi sono:

  1. Affrontare con coraggio la crisi climatica, per un’economia e una società più a misura d’uomo e proiettate verso il futuro.
  2. Fondamentale il contributo di tutti e le partecipazione dei cittadini.
  3. La sfida da affrontare insieme per azzerare il contributo netto di gas serra entro il 2050 può rafforzare la missione dell’Europa, mettendo l’Italia in prima fila.
  4. Quell’Italia già protagonista nel campo dell’economia circolare e sostenibile.
  5. Puntare sempre più di più sulla green economy.
  6. Avere obiettivi di coesione sociale.
  7. Unire empatia e tecnologia.
  8. Ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali.
  9. Provare a costruire insieme con il contributo di tutti un mondo più civile e più gentile.
  10. Lavorare insieme. Non separati.
assisi

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Da San Francesco a Greta Thunberg, passando per papa Bergoglio.

Il Manifesto d’Assisi è un elenco di ottimi propositi che potrebbero davvero servire a creare un futuro migliore.
E la scelta della città del santo patrono d’Italia non è casuale. San Francesco con il suo Cantico delle Creature ha scritto un vero e proprio inno alla difesa dell’ambiente. E dell’essere umano.
Lo stesso Giuseppe Conte nel suo intervento al Sacro Convento ha spiegato:

È un onore partecipare a questa iniziativa in una città in cui c’è una spiritualità fortemente avvinta alla natura e al mistero della creazione, che San Francesco ha sublimato nel Cantico delle Creature.
Giuseppe Conte

Perché San Francesco può essere considerato come un antesignano degli attivisti per il clima, come Greta Thunberg, che oggi si battono per difendere il pianeta. Perché la nostra casa è in fiamme. E non dobbiamo mai dimenticarlo.

Prenderci cura del pianeta significa prenderci cura di noi stessi. Tutti noi siamo qui ad Assisi per condividere, nel segno di Francesco, un obiettivo fondamentale, il cui perseguimento riteniamo tutti ormai non più differibile: tornare a prenderci cura di quella che papa Francesco, nell’enciclica Laudato si’, definisce la nostra casa comune.

Continua Giuseppe Conte, ricordando anche un altro Francesco, che ha raccolto l’eredità del santo di Assisi, a partire dal nome scelto per il suo pontificato.
L’enciclica Laudato si’ parla di ecologia, di preoccupazione per il pianeta, di impegno a migliorare la società, includendo la partecipazione di tutti per una nuova giustizia sociale.
Papa Bergoglio sottolinea che la terra, la nostra casa, ha bisogno di una conversione ecologica e di un cambiamento di rotta. L’umanità deve assumersi la responsabilità di un impegno concreto per prendersi cura della casa comune che è il pianeta.

Non lo diceva solo San Francesco. E non lo dicono solo oggi Greta Thunberg e papa Francesco. Lo sancisce anche la Costituzione italiana.

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Ambiente e Costituzione, un articolo dimenticato.

L’Articolo 9 recita:

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Un articolo forse un po’ troppo generico, ma che pone le basi per per l’aggiunta di possibili riferimenti alla protezione dell’ambiente e della biodiversità. Oltre che di riferimenti allo sviluppo sostenibile.
Ci sono state nel corso della storia della Repubblica tentativi di riforma costituzionale. La commissione Bozzi negli anni Ottanta chiedeva di introdurre il riconoscimento costituzionale del diritto all’ambiente.
Mentre la Cassazione nel 1979 con la sentenza n. 5172 del 6 ottobre aveva già sottolineato che ogni essere umano ha diritto alla salute non solo come singolo, ma anche per essere membro di una comunità, estenendo tale diritto a quello di vivere in un ambiente salubre.
Nel 2003 si era parlato poi di introdurre un riferimento alla tutela dell’ambiente naturale come compito della Repubblica, da aggiungere alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico.

Mentre al momento sono in esame quattro proposte di legge per introdurre in Costituzione la tutela ambientale, a firma di senatori di Leu, Pd, M5s ed Fi. Si chiede di introdurre tra i compiti dello stato quello di “tutela dell’ambiente e degli ecosistemi come diritto fondamentale della persona e della comunità, promuovendo le condizioni che rendono effettivo questo diritto“.
E aggiungendo che è compito della Repubblica perseguire “il miglioramento delle condizioni dell’aria, delle acque, del suolo e del territorio, nel complesso e nelle sue componenti, protegge la biodiversità e promuove il rispetto degli animali“.

Il Manifesto d’Assisi sarà in grado di accelerare l’approvazione di queste proposte?

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