Dova va a finire il 5 per mille degli italiani?

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Inizia la compilazione della modulistica della dichiarazione dei redditi e con essa la scelta del beneficiario del 5 per mille: enti di volontariato e di ricerca, società sportive dilettantistiche, Comuni?
Ogni ente ed associazione cerca ovviamente di ritagliarsi una fetta di questa torta, che contribuisce ai bilanci sociali facendo leva sulla sensibilità dei contribuenti, mettendo in tavola tutte le carte buone disponibili: pubblicità, campagne social, attività sui sostenitori fidelizzati e via dicendo.

Gli italiani a chi danno il loro 5 per mille?

E che impatto hanno gli advertising ed i mezzi di comunicazione, contro la rilevanza delle cause sociali, se non locali?
Incuriositi da un articolo de Il Sole 24 ore , abbiamo voluto fare una veloce indagine per capire quali sono i destinatari più premiati in Italia, con una panoramica generale a cui si aggiunge il dettaglio di alcune città italiane, un po’ rappresentative del nord, centro e sud Italia.

In linea generale, gli italiani hanno a cuore la salute, con particolare attenzione o preoccupazione per il cancro e l’assistenza ai bambini ed alle zone del mondo in cui l’assistenza sanitaria non è garantita.
Quando si osserva il dettaglio per città, si nota anche che gli enti e le associazioni locali, che godono di riconoscibilità e fiducia, ricevono consensi (e fondi).

Nel 2016 su tutti ha vinto

  1. Associazione italiana per la ricerca sul cancro
  2. Emergency
  3. Medici senza frontiere
  4. Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro onlus
  5. Istituto europeo di oncologia
  6. AIL, associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma onlus
  7. Comitato italiano per l’Unicef onlus
  8. Save the children Italia onlus
  9. Lega del filo d’oro onlus
  10. Fondazione italiana sclerosi multipla onlus

5 per mille: i dati riportati nella tabella sottostante si riferiscono al 2016

5 per mille: i dati riportati nella tabella sottostante si riferiscono al 2017

Nel 2017, la scelta è rimasta pressoché uguale con qualche cambio di posizione.

  1. Associazione italiana per la ricerca sul cancro
  2. Emergency
  3. Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro onlus
  4. Medici senza frontiere
  5. Istituto europeo di oncologia
  6. AIL, associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma onlus
  7. Save the children Italia onlus
  8. Comitato italiano per l’Unicef onlus
  9. Lega del filo d’oro onlus
  10. Fondazione italiana sclerosi multipla onlus
  11. Fondazione dell’ospedale pediatrico A Meyer
  12. Fondazione Umberto Veronesi
  13. Fondazione ANT Italia
  14. Istituto Giannina Gaslini (ndr. bambini)
  15. Fondazione Theleton
  16. Fondo per l’Ambiente italiano

Classifica 5 per mille per città italiane

Guardiamo ora i primi tre, per città italiane (sempre dati 2016)

Milano

Associazione italiana per la ricerca sul cancro, Emergency, Istituto europeo di oncologia

Bologna

Fondazione ANT italia, Istituto ortopedico Rizzoli, Alma mater studiorum Università di Bologna

Roma

Medici senza frontiere, AIL- associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma, Comitato italiano per l’Unicef

Napoli

Istituto nazionale tumori G. Pascale, Associazione di volontariato Anteas Campania (ndr. terza età), Università telematica Pegaso

Palermo

Missione speranza e carità, Associazione Piera Cutino (ndr. talassemia), Fondazione Maria Teresa Sammartino onlus (ndr. valori cristiani)

Bolzano

Associazione provinciale soccorso Croce bianca onlus, Caritas diocesi Bolzano-Bressanone, Bauelicher Notstandsfonds bnf (ndr. solidarietà rurale)

Aosta

LILT lega italiana per la lotta contro i tumori, Sanonani onlus (ndr. bambini), Oratorio interparrocchiale del centro

Cagliari

Fondazione domus de Luana onlus (ndr. bambini, mamme), Associazione mondo per Sardegna, Università degli studi di Cagliari

Photo by Zan Ilic on Unsplash

In pochi prendono la maggior parte e non tutti versano il 5 per mille

Nel 2016 e nel 2017 la quota destinata al 5 per mille 2016 si aggirava su quasi 500 milioni di euro. Un introito non da poco per enti del terzo settore e comuni che ne beneficiano.
Anche se i primi 127 enti in classifica assorbono il 50% del totale assegnato (dati 2016) e, nello stesso anno, il 51% non ha destinato la somma ad una no profit.

I motivi del mancato versamento di una somma, che comunque al cittadino non costa nulla, ma in caso di non scelta finisce delle casse dello Stato, risiedono principalmente nella mancanza di fiducia e sensazione di non poter verificare come questi fondi vengono investiti, nella dispersione fra la moltitudine di possibilità, nel disinteresse.  E fra questi ultimi, i disinteressati, ci sono i giovani under 34 con bassi livelli di istruzione.

Aspettiamo quindi le prossime dichiarazione dei redditi, per vedere quale causa o ente ha avuto maggiormente presa sugli italiani. E osservare anche se la discussione sui temi ambientali e sui cambiamenti climatici ha fatto salire in classifica qualche associazione di spirito ecologista.

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