Diego Della Valle. Quando un imprenditore è un esempio da seguire

Indiscutibilmente ci sono leader capaci di ispirare.
Fra gli altri, Mr Tods. Ma anche di Hogan, Fay e Roger Vivier, alias Diego della Valle.
Vuoi se non altro per lo stabilimento realizzato ad Arquata del Tronto dopo il terremoto del 24 agosto 2016: 10 milioni di euro e poco meno di un anno di lavoro e, a regime, lavoro per cento dipendenti. Poche parole e fatti concreti.
Vuoi perché, da moderno magnate, si dedica e investe nella cultura: 25 milioni di euro per il restauro del Colosseo.  Poi diventa il nono socio fondatore permanente privato della Fondazione teatro alla Scala con un investimento di 5,2 milioni di euro (e chiama a raccolta gli imprenditori lanciando il Progetto Italia). E illumina pure l’obelisco egizio della città di Benevento.
Vuoi perché ha raccolto consensi anche al di fuori del suo settore di competenza, con l’acquisto della Fiorentina. E si sa che in Italia il calcio non è solo sport nazional popolare, ma un’arma di consenso di massa.

In patria lo venerano come una divinità.

Ovvero tra le colline e gli artigiani calzaturieri di Casette d’Ete, che sì, è solo una semplice frazione, ma i locali si offendono se leggono sulla stampa che lui è originario di Sant’Elpidio a Mare, il paese che fa comune, in provincia di Fermo. Anche Della Valle stesso, parlando delle sue origini e di dove vive, preferisce la citazione della frazione “Voglio tornare il più possibile a casa mia, a Casette d’Ete“, dice.

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Mara Stazzone (@marittima) in data:

Perché difficile non amare qualcuno, dal cui business ricavano benessere in molti. Sia perché si è dipendenti dell’azienda o terzisti o fornitori. Sia perché, anche da competitor o proprietari di attività di servizi, si traggono entrate dal flusso di clienti che Mr Tods porta in loco con il suo brand. E l’amore è corrisposto e rafforzato da una serie di attività.

A Casette d’Ete Diego della Valle ha azienda, casa e famiglia.

Ha acquistato la vecchia dimora del signorotto locale per farne la sua abitazione, villa Brancadoro, sua residenza dal 2000. Nella stessa fu anche celebrato il matrimonio di Enrico Mentana con Michela Rocco di Torrepadula.
Con l’acquisto della villa, l’imprenditore realizza un percorso di jogging per tenere lontano gli sguardi indiscreti dei locali che erano soliti passeggiare fra quelle colline, offrendo, nel contempo, qualcosa in cambio capace di migliorare la loro qualità di vita.
Poi, nel 2010, la realizzazione di una nuova scuola elementare e un centro di aggregazione giovanile nella vecchia scuola.

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Simona Anghileri (@simona_anghileri) in data:

E per i dipendenti?

Per loro palestra e asilo aziendale. Bonus (1.400 € nel 2012), assicurazione dei costi sanitari per cure specialistiche e interventi chirurgici e la copertura dei costi per l’acquisto dei libri scolastici dei figli.
Un modo di praticare il welfare aziendale, in stile olivettiano, che va incontro alle necessità dei dipendenti, ma che non vede di buon occhio i sindacati in casa (con rapporti tesi fra gli stessi e il Patron e anche il licenziamento di un delegato sindacale).  Perché il “buon datore di lavoro”, dichiara: “Bisogna rimettere la palla al centro e questo significa occuparsi delle famiglie italiane, soprattutto di quelle che hanno più bisogno, significa occuparsi di sicurezza, lavoro, occupazione e cultura”.

Un imprenditore che nelle sue scelte esprime da sempre sostenibilità e solidarietà.
Solidarietà con il territorio, vuoi che sia locale o nazionale. Con la sua identità e valorizzazione. Anche nell’arte e nelle zone che hanno bisogno di aiuti, vedi quelle post terremoto.
Una concezione della sostenibilità che Diego Della Valle interpreta come “non limitarsi a considerare solamente il qui e adesso ma avere una prospettiva più lunga che non dimentica gli effetti delle nostre azioni. Una specie di contratto con le prossime generazioni”.

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da 干場義雅(Yoshimasa Hoshiba) (@yoshimasa_hoshiba) in data:

Ma come è diventato ricco un uomo così: lo era di famiglia?

Tutto ha origine con Filippo, nonno di Diego Della Valle, che ai primi del Novecento, lavora come ciabattino. Il figlio, Dorino, impara il mestiere del padre e si mette in proprio con un piccolo calzaturificio artigianale.
La svolta industriale si ha con Diego della Valle, che a metà anni ‘70, dopo gli studi in Giurisprudenza e un periodo negli Stati Uniti, inizia a dedicarsi all’azienda di famiglia.
Su di lui e le strategie adottate si contano numerosi manuali di marketing che raccontano di come l’idea dei pallini sulla suola gli fosse venuta dopo aver visto un mocassino da pilota negli States (qualcuno dice da una scarpa vista in Portogallo), di come per promuovere le “scarpe da barca” avesse acquistato la barca dei Kennedy, regalato le calzature a personaggi influenti della politica e della tv. L’amico Luca Cordero di Montezemolo per anni indossa ovunque le scarpe con i pallini e probabilmente convince lui Giovanni Agnelli a presentarsi a un’intervista Tv calzando Tod’s. Da lì in Italia è boom. Campagne ad hoc con personaggi del jet set internazionale aiutano a fare il resto.

Sembra non sbagliare una mossa Mr Tods. Che alle abili strategie di marketing, abbina acquisizioni economiche di tutto rispetto: nel 1998 acquisisce il 4% di BNL (che nel 2006, con l’entrata nel gruppo BNP Paripas gli fa guadagnare 250 milioni di euro di plusvalenza).
Dopo il debutto in Borsa a Milano, insieme a Montezemolo crea il fondo Charme, acquisendo il brand Poltrona Frau. Con l’amico anche il progetto Italo Ntv, mobilità veloce che fa concorrenza a Trenitalia. La società è stata acquistata nel 2018 dal fondo statunitense Global Infrastructure Partners, Gip, con l’obiettivo di portare il modello di concorrenza su rotaie nel resto d’Europa. Per Della Valle, l’affare ha portato un introito di 320 milioni di euro.
Tra i tanti affari anche l’ingresso in RCS, Mediobanca, Piaggio, Bialetti.

Poi la Fiorentina, acquistata a poco prezzo da Vittorio Cecchi Gori, squadra che dalla serie C2 rilancia in A, per poi rivenderla nel 2019 dopo 17 anni di presidenza del fratello Andrea Della Valle e una stagione finita in salvezza, solo all’ultima giornata. I rapporti con la città erano in crisi, ma nel periodo della Valle si contano anche 5 volte al quarto posto in serie A e due annate in Champions League.

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da @tonybenaglia in data:

Un uomo, non unico ma raro in Italia, che fa del suo business motivo di vanto italiano all’estero e strumento di costruzione sociale. Non sempre senza critiche. Vedi i sindacati: che sentitisi inascoltati hanno chiesto all’amico Montezemolo: “Parli lei del contratto con Della Valle” (2008). Vedi i tifosi fiorentini: che hanno riempito di striscioni del tipo “Della Valle vattene” la città (2019). Vedi anche chi fa i conti dei profitti che fa dalle sue mosse di acquisto societarie o dalle opere di benevolenza: i francesi ed il caso donazioni per Notre-Dame, hanno insegnato che a fare del bene si guadagna. In consenso e agevolazioni fiscali. Vedi la famiglia Agnelli a cui non ha lesinato attacchi pubblici per la mal gestione dell’attività o l’incapacità manageriale di Lapo Elkann: “Il poveretto di Jaki non perde mai tempo di ricordare agli italiani che è un imbecille” aveva tuonato della Valle
Scusa hai le Hogan non ti posso parlare“, “Some brands have history…fra le tante repliche a suon di post social del rampollo Agnelli. E poi fanno pace e addirittura collaborano “Io e Diego crediamo negli stessi valori del made in Italy” (Lapo Elkann, 2018).

Strategia, marketing, abilità a tenere fuori dalla porta i contestatori e a mostrare il lato bello di sé.
Fatto sta che Della Valle è di certo uno di quegli imprenditori da cui prendere ispirazione.
Perché il business può non essere solo una questione di affari.

È molto facile accumulare fortuna od avere successo se lo fai a tutti i costi. Se lo vuoi fare cercando di non disturbare il prossimo è un po’ più difficile ma dà molte più soddisfazioni.
(Diego Della Valle)

 

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Monia Donati
Monia Donati

Direttore responsabile. Giornalista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.


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