Basta Black Friday, meglio valorizzare il second hand: l’usato contro il consumismo sfrenato

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

black friday
Photo by Onur Bahçıvancılar on Unsplash

Il Black Friday è uno di quei giorni dell’anno che molti attendono, per fare affari con acquisti online e offline, anche di tecnologia (anche se per quello bisogna aspettare il lunedì successivo, il Cyber Monday). Quanto spesso ci siamo soffermati a pensare quanto quello che compriamo in occasioni come questa ci servono per davvero? O quanto sono solo acquisti fatti di impulso, sull’onda emotiva di un momento condiviso praticamente in tutto il mondo? Tutto questo potrebbe portare ad aumentare quel consumismo sfrenato di cui spesso siamo vittime.

Ma perché al posto di celebrare il Black Friday, non incentiviamo il second hand, il mercato dell’usato? Dal punto di vista etico e ambientale è una scelta decisamente migliore, che ci spinge a circondarci solo di oggetti che ci servono, recuperando il recuperabile, riparando quello che è rotto, ricordando quanto sia fondamentale il diritto alla riparazione. E a garantire una seconda vita agli oggetti che non usiamo più.

Il mercato dell’usato in Italia

Quanto vale il mercato del second hand in Italia? Una recente indagine dell’Osservatorio Second Hand Economy, condotta da Bva Doxa, svela che il volume d’affari del 2020 è pari a 23 miliardi di euro (l’1,4% del Pil italiano). Il settore riguarda tantissimi beni fisici, ma anche prodotti immateriali, che trovano una “nuova vita” passando, appunto, di mano in mano.
Già prima della pandemia il mercato era in forte crescita. Ma nel 2020 è decisamente decollato. In particolare è la moda usata che attira di più, per un valore stimato tra i 30 e i 40 miliardi di dollari in tutto il mondo, con una crescita prevista nei prossimi 5 anni dal 15% al 20% all’anno.

Un modello di economia circolare che fa bene al pianeta e anche alle nostre tasche. E che piace particolarmente a chi ha una laurea (66%), alla Generazione Z, alle famiglie con bimbi piccoli.
La maggior parte di noi compra online di seconda mano, perché è più comodo e veloce. Tra i prodotti maggiormente acquistati quelli per la casa e per la persona, oggetti sportivi o dedicati a diversi hobby, elettronica, veicoli, ma anche libri, riviste, arredamento, casalinghi, informatica. Molto in voga il mercato del software usato che nel mondo ha superato un giro di affari pari a 130 milioni di euro l’anno (10 milioni riguardano l’Italia).

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Photo by Reiseuhu on Unsplash

Ikea, dopo il diritto alla riparazione punta sul second hand

Il mercato è in crescita, anche sull’onda di brand che credono nell’economia circolare e cercano di proporre modelli più etici. Come Ikea, che dal 22 novembre al 5 dicembre ha annunciato l’impegno ad aiutare chi vuole rivendere i mobili del marchio svedese che non servono più, incentivando l’acquisto di prodotti di seconda mano in tutti gli store. Al posto del Black Friday, un Green Friday che spinge e motiva a essere più sostenibili nelle scelte che si compiono ogni giorno. Anche perché conviene: chi compra risparmia e chi vende qualcosa di cui non ha più bisogno guadagna. E a guadagnarci è anche il pianeta.

Asunta Enrile, country retail manager & chief sustainability Officer di Ikea Italia, spiega: «Sempre più le persone vogliono sentirsi parte attiva nel far fronte al cambiamento climatico attraverso piccoli gesti quotidiani. Con la campagna Green Friday vogliamo continuare a sperimentare nuove strade, scoprire nuove possibilità sul modo in cui Ikea può aiutare i clienti a prolungare la vita dei prodotti, ma soprattutto vogliamo essere ancora più accessibili e convenienti per la maggioranza delle persone».

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Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Basta Black Friday. Ben venga il Green Friday

Ma un venerdì verde da celebrare ogni giorno dell’anno, per ricordarci quali sono quei piccoli gesti quotidiani per compiere scelte sostenibili che su larga scala, se adottati da tutti, possono fare una grande differenza. Il Black Friday potrebbe non essere sostenibile così come è stato progettato e così come viene fruito. Ripensare il modello potrebbe essere un’occasione per tutti per dimostrare di avere la volontà di cambiare le carte in tavola quando ci accorgiamo che il nostro stile di vita non è più green.

Di Green Friday ne abbiamo già parlato in occasione di edizioni passate. E il fatto che un colosso come Ikea, che si dimostra attento alla sostenibilità, abbia scelto di intraprendere questa strada fa ben sperare per il futuro. Soprattutto in questi giorni di Cop26 a Glasgow, in Scozia, e di promesse dei leader del mondo per salvare la terra.

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