Bitcoin: la moneta virtuale vola, ma il costo per l’ambiente è alto

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiAffrontare il tema Bitcoin non è facile. La moneta virtuale divide le opinioni. Tra chi li considera il futuro della finanza e chi continua a ritenere che alla lunga risulteranno un colossale flop.

Visti gli ultimi dati che riguardano il settore, parlare di fallimento è forse inopportuno dal punto di vista finanziario. Si può, invece, tranquillamente utilizzare il termine se si fa riferimento all’impatto ambientale delle criptovalute. Le conseguenze sulla salute del pianeta di questi scambi economici virtuali meritano ben più di una riflessione.

Le monete virtuali volano

In tempi recenti c’è chi ha parlato di Bitcoin e monete virtuali considerandoli un flop della finanza moderna. Mentre oggi tutto il comparto è in costante crescita.
Bitcoin ha infanto un nuovo record, con quotazione a 63mila dollari. Probabilmente tutto merito dell’annuncio della quotazione di Coinbase al Nasdaq, che ha fatto volare le criptovalute. La capitalizzazione totale è stabile oggi sopra i 1.150 miliardi di dollari.
Anche Ethereum, seconda criptovaluta per valore, ha ottenuto un rialzo di circa il 5% al record sopra 2.250 dollari, con una capitalizzazione di oltre 260 miliardi. Ripple ha avuto un rialzo del 25%, portando all’80% il guadagno nell’ultima settimana. Mentre Binance Coin, nonostante abbiamo perso in 24 ore il 2%, si mantiene stabile grazie all’incremento del 50% sulla settimana.
Tutto il comparto ha un valore complessivo sopra i 2.100 miliardi.

criptovalute
Photo by Austin Distel on Unsplash

Le banche pensano di offrire le criptovalute ai clienti

Altro che flop. La quotazione diretta di Coinbase, secondo alcuni esperti, potrebbe essere un passaggio decisivo per sdoganare le monete virtuali. «Segnerà l’occasione di una congiunzione tra la finanza tradizionale e il mondo cripto. E uno sbarco successivo può essere l’endorsement ufficiale delle criptovalute da parte degli investitori tradizionali». Secondo gli analisti economici, il Bitcoin potrà uscire dalla sua gabbia.
Ci sono molti istituti bancari che stanno pensando di inserire le criptovalute tra le proposte di investimento per i clienti. Goldman Sachs e Jpmorgan, ad esempio, hanno deciso di offrire anche monete virtuali, vista la domanda e il largo interesse suscitato soprattutto dalle ultime valutazioni. Visa, invece, sta pensando di consentire il pagamento in monete elettroniche attraverso il proprio circuito.
Non mancano, ovviamente, gli scettici, che continuano a vedere in questo mercato finanziario una grossa bolla, pronta a esplodere a breve. Se le autorità di tutto il mondo continuano a credere che possa trattarsi solo di uno strumento speculativo, c’è chi strizza l’occhio alle criptovalute. Pechino avrebbe in mente di lanciare il suo yuan digitale, controllato direttamente dalla Banca Centrale. Una sfida al dollaro, dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha ammesso che è meglio non correre per quello che riguarda il dollaro digitale.

monete virtuali e ambiente
Photo by Dmitry Demidko on Unsplash

Monete virtuali in cerca sostenibilità

Oltre a tutto questo, c’è un’altra questione che tiene banco: le criptovalute sono sostenibili? Il consumo di energia elettrica usata per l’estrazione del bitcoin equivale a più di quella consumata in Italia. Tre quarti delle miniere mondiali di criptovaluta si trovano in Cina e hanno un consumo energetico pari a quello di un paese intero. L’energia prodotta dal carbone e da computer sempre più potenti non è in linea con gli accordi di Parigi sul clima. Il rilascio di anidride carbonica sarebbe altamente inquinante per tutto il pianeta.
L’impatto ambientale non può più essere trascurato, anche nell’ottica di una lotta sempre più serrata ai cambiamenti climatici. Si usa molta elettricità e nella maggior parte dei casi questa fonte di energia deriva da combustili fossili. Ecco perché non è sostenibile.
Anche Bill Gates si è schierato apertamente contro questo settore, proprio perché sarebbero dannose per l’ambiente. Secondo l’ex numero uno di Microsoft, «utilizzano più elettricità per singola transazione rispetto a qualsiasi altro metodo di pagamento noto all’umanità». Una transazione in bitcoin equivale, come impatto sull’ambiente, a 750mila pagamenti con carta di credito.

La svolta potrebbe avvenire solo quando si inizierà a usare energia green per sfruttare questo sistema di pagamento e transizione finanziaria. Fino ad allora tutto il “gioco” della compravendita a livello internazionale potrebbe avere un costo troppo alto per la Terra. Che non possiamo più permetterci.

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