Pagare con bancomat e carte è meglio. I contanti sono sporchi e inquinano

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Preferire il pagamento con bancomat e carte di credito per prevenire gli acquisti in nero, senza scontrini o ricevute. E di conseguenza l’evasione delle tasse.
Oltre che per ricevere il fantomatico Bonus Befana promesso dal governo Conte bis.
E per far bene all’ambiente. Perché i contanti sono sporchi. Inquinano. Le carte un po’ meno.

Soldi in fiamme

Photo by Jp Valery on Unsplash

L’impatto ambientale dei pagamenti.

Tutto ha un impatto sull’ambiente. Anche quello che meno ci aspettiamo. Anche banconote e monete che siamo soliti maneggiare ogni giorno per i nostri pagamenti. Fin da bambini.
I soldi sono sporchi. Sempre e comunque. E non perché passano di mano in mano. Ci sono dei costi di produzione e di smaltimento che non devono essere sottovalutati nel calcolo dell’impatto ambientale che il metodo di pagamento classico ha sulla Terra.

Pagamenti in contanti.

Un recente studio commissionato dalla De Nederlandsche Bank e analizzato da Rete Clima, ente no profit che promuove azioni di sostenibili e CSR per le organizzazioni, per SumUp, ha stimato che l’impatto ambientale di ogni pagamento in contanti è di 4,6 grammi di CO2 equivalenti.
La fase di produzione delle monete incide per il 32%, mentre la fase operativa del 64% (compreso il trasporto).

Pagamenti con bancomat e carte di credito.

Le transazioni con carta, invece, hanno un impatto leggermente inferiore, sempre secondo i dati riportati dallo stesso studio. 3,78 grammi di CO2 per ogni pagamento.
Pagare con bancomat o carte di credito incide a livello ambientale come una lampadina a basso consumo energetico da 8 Watt accesa per poco più di un’ora.
L’impatto più forte è quello dei terminali usati per i pagamenti (il 75% dell’impatto totale). Il materiale del 37%, il consumo di energia del 27%.

Non dobbiamo però dimenticare altre voci legate al pagamento cashless. Come il consumo di energia, che sarebbe in media per transazione e per terminale di 0.23 Wh.
Dati che si potrebbero ridurre anche del 44% ideando POS e data center alimentati con energia rinnovabile, aumentando la durata delle carte.

Scontrino fiscale

Photo by Michael Walter on Unsplash

Scontrini fiscali.

Un discorso a parte riguarda gli scontrini fiscali. Che sono una fonte di inquinamento impressionante. Perché non sono stampati su carta riciclabile.
Forse non tutti lo sanno. Quanti hanno buttato gli scontrini nel bidone della carta finora? Invece vanno nella raccolta indifferenziata: scontrini fiscali e ricevute del bancomat non sono riciclabili (così come i biglietti che si prendono in posta per fare la fila con il numero).
Questo perché sono realizzati in carta termica. Carta che spesso contiene anche Bisfenolo A (Bpa), sostanza plastica potenzialmente tossica (che può aumentare il rischio di ammalarsi di malattie oncologiche o diabete di tipo 2).

Gli scontrini sono tossici per l’uomo, per la carta, il colorante e il reattivo usati, così come lo sono per l’ambiente.
La California ha già bandito , dopo sacchetti di plastiche e cannucce, anche gli scontrini fiscali. Dal primo gennaio 2022 saranno introdotte le ricevute elettroniche, più pratiche e comode anche per l’utente. Sostenibili per l’ambiente.
Si risparmiano 10 milioni di alberi, 79 miliardi di litri di acqua, 300mila tonnellata di spazzatura, 5,5 milioni di diossido di carbonio.
La soluzione già c’è. Ed è disponibile, ad esempio, per i pagamenti con carta. Ma non dappertutto (con i prelievi in banca si può già scegliere, per i pagamenti in negozio solo alcuni POS lo consentono).

E i bitcoin?

I bitcoin meritano un discorso a parte. Sono virtuali, ma non per questo non inquinano.
Per ogni dollaro in bitcoin servono 19 Mega Joule di energia, più del doppio dell’oro e quattro volte del rame.
Le criptovalute consumano oggi 100 milioni di KWh.
Pensati come sono pensati oggi, i bitcoin e affini inquinano e consumano molto.

pagamenti

Foto di Rose McAvoy da Pixabay

Come inquinare meno?

Il Bonus Befana è un incentivo che dovrebbe essere inserito nella Legge di Bilancio del governo giallorosso per invogliare i pagamenti con carta e bancomat. Più tracciabili. Per combattere dal basso evasione fiscale e acquisti e pagamenti in nero. Soprattutto per grosse spese, ma anche per le più piccole.
Potrebbe essere un incentivo anche ad avere un impatto ambientale minore. A patto di cambiare le cose.

  • Abbandonare gli scontrini fiscali. Passare alle ricevute elettroniche. Più sicure, meno inquinanti e garantite. O ideare scontrini che non inquinano e non fanno male alla salute, dell’uomo e della natura.
  • Utilizzare energia rinnovabile e materiale da economia circolare per la produzione e l’utilizzo delle carte.
  • Ridurre il consumo di energia di POS e sistemi utilizzati per i pagamenti digitali.
  • Sfruttare nuove tecnologie e app per pagamenti da e con telefonino. Per eliminare anche le carte.
  • Essere consapevoli. Sempre. Quello è il punto di partenza per un cambiamento che sia radicale.

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Redazione i404

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