8xmille, 5xmille, 2xmille: non sono la stessa cosa, le differenze che devi conoscere

In evidenza

Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

dichiarazione dei redditi
Photo by Melissa Walker Horn on Unsplash

In tempo di dichiarazione dei redditi, conoscere le donazioni che si possono fare con i nostri soldi è fondamentale. Per compiere scelte consapevoli.
8xmille, 5xmille, 2xmille: percentuali che potrebbero mandare in confusione anche i più bravi in matematica. Se non hai mai osato chiedere al commercialista di cosa si tratta e quali sono le differenze, oggi cerchiamo di fugare ogni dubbio. Per comprendere chi potrebbe beneficiare di quelle piccole o grandi somme che possiamo devolvere con il 730.

8xmille, 5xmille, 2xmille: cosa sono

Con queste percentuali si intendono delle misure fiscali che possono supportare enti di diversa natura. Sono percentuali delle imposte sul reddito che possono essere destinate a determinati settori che operano nel sociale.
Ogni cittadino tramite la dichiarazione dei redditi può scegliere a chi devolverli e si possono donare tutti e tre insieme, dal momento che sono strumenti complementari. L’uno non esclude l’altro.
I tre strumenti servono per sostenere l’operato di diverse realtà ed è possibile scegliere chi sarà il beneficiario. Se sei solito rivolgerti a un commercialista, ti avrà fatto la fatidica domanda: a chi devolvi l’8×1000? E il 5×1000? E il 2×1000?

irpef
Photo by Markus Spiske on Unsplash

Se ti sei trovato in difficoltà è assolutamente normale. In realtà si tratta di tre strumenti completamente differenti, ma è facile confondersi. Per il contribuente non si tratta di oldi in più da sborsare, ma di percentuali “sottratte” dall’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) per aiutare tre diverse tipologie di realtà operanti sul territorio nazionale e non solo.

8×1000: sostegno alle confessioni religiose

Scegliendo di devolvere l’8×1000 si decide di sostenere una confessione religiosa. Questa è la quota del gettito fiscale dell’Irpef diviso tra lo Stato italiano e alcune fedi che hanno firmato con il governo un protocollo di intesa.
Questo strumento di sostegno non è nuovo. È stato introdotto nel 1984 dopo la firma del nuovo concordato tra Stato e Chiesa, per aiutare alcune confessioni religiose a finanziare attività e progetti di natura assistenziale, umanitaria, culturale, religiosa. In alternativa l’8×1000 può essere lasciato allo Stato italiano.

Le confessioni a cui devolvere la quota di Irpef dedicata sono:

  • Chiesa Cattolica
  • Unione Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno
  • Assemblee di Dio in Italia
  • Chiesa Evangelica Valdese
  • Chiesa Evangelica Luterana in Italia
  • Unione Comunità Ebraiche Italiane
  • Sacra Diocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale
  • Unione Buddista Italiana
  • Chiesa Apostolica in Italia
  • Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia
  • Unione Induista Italiana

5×1000: sostegno al terzo settore

Questa è la quota dell’Irpef che ogni cittadino in fase di dichiarazione dei redditi può destinare agli enti del terzo settore, che lavorano in ambito sociale. Appartengono a questo settore le associazioni di ricerca, le fondazioni, i gruppi di volontariato, anche la Protezione Civile.

8x1000 5x1000 2x1000
Photo by Michael Longmire on Unsplash

La misura fiscale è stata introdotta dai commi 337-340 dalla legge 23 dicembre 2005 n. 266 con la legge Finanziaria del 2006, ottenendo subito un grande successo. Il primo anno, infatti, 16 milioni di cittadini italiani hanno permesso di devolvere ad enti no profit 345 miliardi di euro.
Molti gli enti beneficiari a cui donare questa percentuale dell’imposta sul reddito delle persone fisiche: organizzazioni non lucrative, enti di ricerca sanitaria e scientifica, associazioni socialmente utili, organizzazioni sportive dilettantistiche e molte altre ancora. Il contributo è stato definitivamente stabilizzato con la legge n.190 del 23/12/2014, permettendo agli italiani di contribuire al settore con una risorsa davvero molto preziosa.

2×1000: sostegno ai partiti politici

Infine, c’è il 2×1000, ideato per sostenere i partiti politici che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa. La misura fiscale può essere destinata a un solo movimento.
L’elenco dei partiti politici è trasmesso all’Agenzia delle Entrate dalla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici”.
Per donare la quota bisogna firmare nel riquadro della scheda indicando il codice del partito scelto.

Il 2×1000 si possono anche donare alle associazioni culturali che si sono registrati seguendo le indicazioni riportate sul sito del Ministero della Cultura. L’importo si può destinare sia a un partito si a un’associazione.

- Pubblicità -spot_imgspot_img

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome

- Pubblicità -spot_img