Economia, la locomotiva Italia in piena corsa: sì alla vaccinazione obbligatoria e alla terza dose

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

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Il presidente del consiglio Mario Draghi durante la conferenza stampa (governo.it)

Anche l’Italia, in linea con l’Europa, sceglie la strada dell’obbligo di vaccinazione anti Covid per le categorie più esposte come medici, infermieri, insegnanti, forze dell’ordine, addetti al trasporto pubblico, baristi, camerieri, commercianti. Non appena Ema e Aifa riconosceranno il vaccino come farmaco non emergenziale, verrà decretato l’obbligo vaccinale. L’annuncio è stato dato dallo stesso premier Mario Draghi oggi, durante la conferenza stampa convocata subito dopo la riunione del Consiglio dei Ministri. Vaccino e ripresa economica: un legame indissolubile. «Come sapete», ha detto il premier affrontando il tema del rilancio «l’economia continua a crescere anche molto più delle aspettative, basta vedere le cifre previste dal Mef a marzo, questo ci dà incoraggiamento e anche il mercato del lavoro va bene», anche se non mancano «situazioni riprorevoli». Intanto il Pil è cresciuto del 2,7%, più che in Germania e in Francia. Ora l’Italia per crescita di prodotto interno lordo è seconda solo alla Gran Bretagna. Una locomotiva in piena corsa, ma solo – avverte Draghi – perché la crisi è stata spaventosa. Il “rimbalzo” era atteso, dunque, ma non con queste cifre.

Verso l’estensione dell’uso del Green pass

Alla presenza dei ministri Roberto Speranza (Salute) e Patrizio Bianchi (Istruzione), il presidente del consiglio ha detto che sulla scelta dei settori che saranno obbligati a verificare la certificazione verde (Green pass) si terrà una cabina di regia come richiesto dal leader della Lega Matteo Salvini. Il premier non si è soffermato sulle polemiche tra partiti dopo il voto contrario della Lega Nord all’uso del Green pass, ma ha affermato che «il governo va avanti perché il Parlamento lo vuole. Il chiarimento riguarda le forze politiche». E il governo dopo bar, ristoranti, piscine, palestre, scuole e trasporti è intenzionato a estendere l’obbligo del Green pass in altri settori. D’altronde sono i numeri a dare ragione all’azione di contrasto contro la pandemia. «La campagna vaccinale prosegue spedita», ha proseguito Draghi «verso la fine di settembre sarà vaccinata l’80% della popolazione, già oggi siamo al 70% completamente vaccinato». Dopo aver ribadito l’invito a tutti gli italiani a vaccinarsi, Draghi ha sottolineato come la campagna vaccinale sia stata «abbracciata con grande entusiasmo dai giovani. L’adesione massiccia dei giovani e la copertura estesa a livello nazionale ci permette di affrontare con una certa tranquillità e con minore incertezza dell’anno scorso l’apertura delle scuole. La scuola in presenza è sempre stata una priorità». Quindi un’altra buona notizia: «Il 91,5% degli insegnanti ha ricevuto almeno una dose di vaccino».

E a proposito della responsabilità dei tanti, il premier ha voluto esprimere la propria «solidarietà piena a tutti coloro che sono stati oggetto di violenza da parte dei no vax». Una violenza «particolarmente odiosa e vigliacca quando fatta nei confronti di chi fa formazione e di chi è in prima linea a combattere la pandemia».

Photo by CDC on Unsplash

Cosa accadrà ad ottobre dopo la riapertura delle scuole?

Il 13 settembre è la data fissata per il rientro a scuola. In questo momento la situazione epidemiologica nel Paese è stabile. «Ad agosto si sono tenute limitazioni molto leggere rispetto ai mesi precedenti e ciò significa che la campagna di vaccinazione è la vera arma che abbiamo», ha sottolineato il ministro Speranza, mentre il ministro dell’Istruzione ha ricordato che «ieri, 1° settembre, «tutte le nostre 8.500 scuole hanno riaperto con il mandato di portare dal 13 settembre tutti i ragazzi in presenza e in piena sicurezza». Quindi Bianchi ha proseguito: «Dove ci sono classi di vaccinati i ragazzi si possono togliere la mascherina e si può tornare a sorridere». Le regole a scuola, ha ribadito Bianchi, «sono quelle indicate dal Comitato Tecnico Scientifico: mascherina, distanziamento e regole di igiene fondamentale». Per gli studenti più piccoli, quelli che vanno dai 6 ai 14 anni, il generale Figliuolo ha garantito screening e tamponi periodici. Ministri e premier sono ottimisti: a ottobre la percentuale di vaccinati sarà superiore all’80% e saranno gli stessi giovani, grazie al loro alto senso di responsabilità, a garantire che lo studio da remoto resti soltanto un ricordo.

Ma non bisogna abbassare la guardia

In attesa che la polemica interna ai partiti della coalizione si plachi, e che la cabina di regia stabilisca al più presto quali altri settori sottoporre a obbligo di Green pass, non bisogna assolutamente abbassare la guardia contro la variante Delta e la più pericolosa Lambda, già presente da mesi in Europa. E mentre il Tar del Lazio ha stabilito che è corretto sospendere i docenti sprovvisti di Green pass, la commissione Affari sociali della Camera ha approvato alcune modifiche del decreto-legge sul Green Pass, come l’estensione della validità del certificato verde a 12 mesi per vaccinati e guariti che hanno effettuato una dose. Da oggi inoltre si potrà ottenere il pass di 48 ore anche con i test salivari, e il governo ha deciso di calmierare il prezzo dei tamponi. Sul fronte dell’epidemia, sono 6.761 i nuovi casi di Coronavirus in Italia, mentre sono stati registrati 62 decessi. Il tasso di positività è al 2,3%: aumentano i ricoveri nelle terapie intensive (+15%), ma diminuiscono i ricoveri ordinari (-26%). La battaglia è lunga: l’importante è evitare che la pandemia torni a circolare con forza e a mietere ancora tante vittime.

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