Draghi presenta la squadra a Mattarella: ecco i 23 ministri del nuovo governo

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 3 minutiIl governo di Mario Draghi è nato. Sono 23 i ministri scelti dall’ex presidente della Banca Centrale Europea, inaricato dal presidente Sergio Mattarella dopo le dimissioni di Giuseppe Conte. Si tratta di 14 rappresentanti politici e di 9 tecnici. Otto i ministri uscenti riconfermati. Otto le donne. I Cinque Stelle tornano a governare con la Lega e, soprattutto, governeranno con Forza Italia di Berlusconi. Una scelta che ha già determinato l’allontanamento di Alessandro Di Battista. In serata Draghi ha sciolto le riserve ed è salito al Colle con la lista dei ministri. Molte le incongruità presenti soprattutto al ruolo dato ad alcuni politici, cui sono stati assegnati ministeri non certo per la loro competenza. Ecco la lista (a partire dai tecnici) sottoposta all’attenzione del capo dello Stato.

Mario Draghi comunica la lista dei Ministri del nuovo Governo (foto di Francesco Ammendola)

Tecnici, politici e politici-tecnici

ROBERTO GAROFOLI. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri è un tecnico. Magistrato, giudice del Consiglio di Stato, Garofoli ha una collaudata esperienza come capo di gabinetto del ministero dell’Economia e Finanza.

DANIELE FRANCO. Il nuovo ministro dell’Economia e Finanza è un fedelissimo di Draghi e ha lavorato con lui in Bankitalia. È entrato negli uffici del centro studi di via Nazionale nel 1979, e dal 1994 al 1997 è stato consigliere della direzione generale degli Affari Economici dell’Unione Europea. Tornato in Bankitalia, si è occupato di finanza pubblica per poi dirigere l’ufficio studi quando Draghi era governatore. Ha studiato i sistemi di protezione sociale e le politiche fiscali in Europa. Nel 2013 è stato chiamato alla Ragioneria generale dello Stato e ha firmato sei manovre finanziarie.

MARTA CARTABIA. Costituzionalista, giurista e accademica, Marta Maria Cartabia è la nuova ministra della Giustizia. Nel 2019 era stata nominata dal presidente della Repubblica presidente della Corte Costituzionale, prima donna a rivestire tale carica.

ROBERTO CINGOLANI. Fisico laureato alla Normale di Pisa, il nuovo ministro alla Transizione ecologica è il responsabile dell’innovazione tecnologica della società Leonardo, azienda attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della difesa.

VITTORIO COLAO. Dirigente d’azienda di esperienza internazionale, coprirà il ruolo di ministro dell’Innovazione e transizione digitale. Dopo l’addio a Vodafone è stato senior advisor del fondo americano General Atlantic. Nell’aprile del 2020 era stato incaricato da Conte alla guida della task force composta da 17 esperti che avrebbe dovuto preparare la ripartenza nella Fase 2.

MARIA CRISTINA MESSA. È la nuova ministra dell’Università. Ex rettrice dell’Università Milano Bicocca, è specializzata in Medicina Nucleare.

PATRIZIO BIANCHI. Professore di Economia applicata all’Università di Ferrara, il ministro dell’Istruzione ha guidato la task force di esperti dell’ex ministro Lucia Azzolina.

ENRICO GIOVANNINI. È il nuovo ministro delle Infrastutture e dei Trasporti. Professore ordinario di Statistica economica all’Università di Roma Tor Vergata e di Sviluppo sostenibile alla Luiss, è stato presidente dell’Istat e ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta. È co-fondatore dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile (Asvis) ed è ritenuto uno dei massimi esperti di sviluppo sostenibile in Europa.

LUCIANA LAMORGESE. L’ex prefetto di Milano e ministra uscente del governo Conte è stata riconfermata ministro dell’Interno da Mario Draghi.

LORENZO GUERINI (PD). Confermato ministro della Difesa.

LUIGI DI MAIO (M5S). Confermato ministro degli Affari Esteri.

ROBERTO SPERANZA (LEU). Confermato ministro della Salute.

DARIO FRANCESCHINI (PD). Confermato ministro della Cultura (ma senza più il Turismo).

STEFANO PATUANELLI (M5S). Passa dal ministero dello Sviluppo Economico a quello dell’Agricoltura.

ELENA BONETTI (IV). Confermata alle Pari Opportunità e alla Famiglia.

FEDERICO D’INCÀ (M5S). L’ex ministro delle Riforme Istituzionali ora si occuperà dei Rapporti con il Parlamento.

GIANCARLO GIORGETTI (Lega). Esponente di spicco della Lega per Salvini, sottosegretario di Stato durante il primo governo Conte, sarà il ministro dello Sviluppo Economico.

ROBERTO BRUNETTA (FI). Economista e accademico, il professore veneziano torna alla poltrona del ministero della Pubblica Amministrazione dopo dieci anni.

MARA CARFAGNA (FI). Già ministro per le Pari opportunità del governo Berlusconi, è stata nominata al dicastero delle Politiche per il Sud.

ERIKA STEFANI (Lega). Già ministro degli Affari regionali nel governo Conte 1, con Draghi è chiamata a guidare il ministero della Disabilità.

ANDREA ORLANDO (PD). All’ex ministro della Giustizia dei governi Renzi e Gentiloni Draghi ha affidato il dicastero del Lavoro.

MASSIMO GARAVAGLIA (Lega). Già sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e delle Finanze e poi viceministro dell’Economia del governo Conte, è il coordinatore del settore Turismo con portafoglio del nuovo governo.

FABIANA DADONE (M5S). Da ministro per la Pubblica amministrazione del governo Conte ha governato la rivoluzione dello smart working. Adesso guiderà il ministero delle Politiche Giovanili.

Parlamento italiano
Photo by Marco Oriolesi on Unsplash

Equilibrio raggiunto, ma a che costo?

Quattro ministeri al Movimento 5 Stelle (ma non quello della Transizione ecologica voluto da Beppe Grillo), tre al Partito democratico, tre alla Lega e a Forza Italia, uno a Leu e uno a Italia Viva. Non si capisce chi avrà il dicastero dello Sport. Draghi ha agito come il suo maestro Carlo Azeglio Ciampi, utilizzando per il governo un misto di forze tecniche e politiche per mantenere l’equilibrio con la maggioranza che lo sostiene. Le critiche non sono mancate. A parte la reazione di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, ancora più convinta di restare all’opposizione dopo la lettura della lista dei ministri (non è stata rispettata neanche la discontinuità con il governo precedente), c’è chi contesta a Draghi il fatto di non aver scelto i nomi dei ministri in base alle competenze, come promesso in fase di consultazione.

Cosa può saperne Patuanelli di agricoltura? E perché dare i trasporti al massimo esperto di sostenibilità in Europa? Che competenza può avere la Stefani sulla disabilità? Nessuna obiezione invece sulla qualità e l’alto profilo dei tecnici. Sabato 13 febbraio, a mezzogiorno, il giuramento del nuovo governo davanti a Sergio Mattarella.

 

 

 

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