Decreto Covid, la Pasqua rossa degli italiani. Vaccini, Draghi: «Presto la produzione anche in Italia»

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 4 minutiIl secondo provvedimento scelto da Mario Draghi per combattere la pandemia di Coronavirus è un Decreto Legge – e non un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpmc) – che entrerà in vigore da lunedì 15 marzo, e che come tutti i DL dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Lo ha approvato il consiglio dei ministri riunitosi oggi e le restrizioni decise coprono anche le festività pasquali, fino al 6 aprile. Il Consiglio dei ministri è stato preceduto in mattinata da un incontro tra le Regioni assieme ai rappresentanti di Comuni e Province con il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini, della Salute Roberto Speranza e i membri del Comitato Tecnico Scientifico, durante il quale sono state illustrate le nuove misure.

Cosa prevede il Decreto Legge

Dal 15 marzo e fino al 6 aprile le Regioni che avranno un numero settimanale di contagi superiore a 250 ogni 100.000 abitanti passeranno automaticamente in zona rossa. Questo vuol dire che per istituire la zona rossa in una regione con ordinanza del ministro della Salute non si considererà più solo l’indice di trasmissibilità (Rt) superiore a 1,25 nell’ultima rilevazione, ma anche l’incidenza settimanale dei casi riscontrati. Secondo questa regola, la provincia autonoma di Trento e le regioni Basilicata (ancora in fase di valutazione), Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e Marche andranno in fascia rossa. Vietate le visite a parenti e amici. Sono invece 8 quelle che sono o dovrebbero diventare arancioni: Abruzzo, Calabria, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta. La Sardegna dovrebbe rimanere bianca.

Il presidente Draghi durante la visita al centro vaccinale di Fiumicino (governo.it)

Italia tutta rossa per le feste

Per le festività di Pasqua, ovvero sabato 3, domenica 4 e lunedì dell’Angelo 5 aprile, le misure previste per la zona rossa si applicheranno su tutto il territorio nazionale, ad eccezione delle eventuali regioni bianche (al momento solo la Sardegna lo è). Sarà comunque possibile spostarsi all’interno della propria regione verso una sola abitazione privata, una volta al giorno, e due persone adulte al massimo, con minori di 14 anni o disabili o non autosufficienti conviventi, tra le ore 5 e le 22. Una piccola deroga rispetto a quanto accadde il 12 aprile dello scorso anno, con l’Italia in pieno lockdown e nel mondo 3 miliardi di persone chiuse a casa nelle festività pasquali a causa del Covid-19.

Da zona gialla ad arancione

Nei restanti giorni, dal 15 marzo al 2 aprile e martedì 6 aprile, tutte le regioni in giallo passeranno all’arancione e sarà possibile una visita al giorno con le stesse limitazioni di Pasqua, ma solo all’interno del territorio comunale. In queste giornate lo spostamento non sarà invece permesso nelle zone rosse. Sarà come sempre possibile spostarsi per motivi di lavoro, salute o necessità. Nella zona arancione sarà possibile, una volta al giorno, fare visita a parenti e amici, sempre fino alle ore 22. Slitta a dopo il 27 marzo la riapertura di cinema e teatri.

Congedi parentali e bonus baby sitter

Il decreto stanzia 290 milioni di euro per i congedi parentali, a partire dal 1° gennaio e quindi anche retroattivi. Saranno retribuiti al 50% per chi abbia figli minori di 14 anni, mentre dai 14 ai 16 anni non saranno retribuiti. Alternativo al congedo un bonus baby sitter fino a 100 euro a settimana per i lavoratori autonomi, i sanitari e le forze dell’ordine. Ribadito il diritto allo smart working per i lavoratori che hanno figli fino a 16 anni. «Il decreto che comprende tutte le altre misure di sostegno all’economia è previsto per la settimana prossima. Per questo i 32 miliardi già autorizzati sono interamente impegnati», ha sottolineato Draghi dopo la riunione di governo.

I 32 miliardi saranno impegnati nel decreto Sostegni «ma non basta. Ho intenzione di proporre al Parlamento, in occasione della presentazione del Documento di Economia e Finanza, un nuovo scostamento di bilancio», ha spiegato il presidente del Consiglio nel suo intervento nel corso della visita all’hub vaccinale di Fiumicino.

Vaccinazioni all’hub di Fiumicino (governo.it)

«Vaccinazioni nelle aziende e nelle palestre»

«Il nostro obiettivo, in accordo con il ministro della Salute, Roberto Speranza, il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e il Commissario straordinario all’emergenza, generale Francesco Paolo Figliuolo, è quello di utilizzare tutti gli spazi utili disponibili per le vaccinazioni. Ci si potrà vaccinare non solo negli ospedali, ma anche nelle aziende, nelle palestre e nei parcheggi come questo di Fiumicino. In Italia sono già operativi 1694 siti vaccinali fissi e altri verranno individuati», ha proseguito Draghi nell’illustrare la campagna vaccinale. «Fondamentale è la partecipazione di tutti i cittadini. Pensiamo solo che con una vaccinazione diffusa potremo fare a meno di restrizioni come quelle che abbiamo dovuto adottare». (Leggi qui il Piano strategico per le vaccinazioni)

Controlli sul vaccino Astra Zeneca

«Nella giornata di ieri, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha bloccato un lotto di vaccini AstraZeneca, dopo la segnalazione di alcuni gravi eventi avversi», ha detto Draghi. «È una decisione precauzionale, in linea con quanto fatto in altri Paesi europei, e che dimostra l’efficacia dei sistemi di farmacovigilanza. Il parere dell’Aifa, condiviso dagli scienziati, è che non ci sia alcuna prova che questi eventi siano legati alla somministrazione del vaccino.  L”Ema sta esaminando i casi sospetti, ma ha anche consigliato di proseguire col suo utilizzo. Qualunque sia la decisione finale dell’Ema, posso assicurarvi che la campagna vaccinale proseguirà con rinnovata intensità. Ad oggi, si vedono già i primi risultati di questa accelerazione», ha detto il presidente del Consiglio.

Presto la produzione anche in Italia

«Di oggi è la conclusione del primo contratto tra un’azienda italiana e un’azienda titolare di un brevetto. Continueremo a sviluppare la capacità produttiva di vaccini in Italia», ha affermato il presidente del Consiglio. Che ha aggiunto: «Ad oggi si vedono già i primi risultati di un’accelerazione. Solo nei primi undici giorni di marzo è stato somministrato quasi il 30% di tutte le vaccinazioni fatte fino all’inizio di questo mese: è il doppio della media dei due mesi precedenti. Il ritmo giornaliero attuale è di circa 170.000 somministrazioni al giorno. L’obiettivo è triplicarlo presto. Abbiamo già ricevuto 7,9 milioni di dosi», ha aggiunto il premier, «ma contiamo su una forte accelerazione nelle prossime settimane, anche a seguito della recente approvazione del vaccino Johnson & Johnson».

L’esempio di Mattarella per tutti gli italiani

«L’Italia ha scelto di cominciare la sua campagna vaccinale dal personale delle strutture sanitarie», ha aggiunto Draghi. «Abbiamo proceduto a vaccinare nelle Rsa, dove vivono i nostri concittadini più fragili. Infine, abbiamo dato priorità agli ultra-ottantenni, insieme a chi opera nella scuola, nell’università e nel soccorso pubblico. Mentre completeremo la vaccinazione di queste categorie, procederemo rispettando un ordine dato dall’età e dalle condizioni di salute. A tutti, chiedo di aspettare il proprio turno, come ha fatto in maniera esemplare il Presidente della Repubblica. È un modo di mostrarci una comunità solidale».

Il Presidente Mattarella all’Ospedale Spallanzani in occasione della somministrazione del vaccino (Foto di Paolo Giandotti)

Dieci indagati per gli insulti al Presidente

E a proposito del presidente Sergio Mattarella, ieri in tutta Italia ci sono state perquisizioni da parte degli uomini della Digos e della polizia delle comunicazioni. Gli inquirenti hanno proceduto ad acquisire i cellulari e i personal computer dei presunti autori dei “post” di minacce e insulti che hanno riguardato il Capo dello Stato, ma anche altre figure istituzionali e politiche di primo piano come l’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e l’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Dieci gli indagati, quasi tutti No Vax e contrari all’uso delle mascherine come “bavaglio dei popoli”. Se riconosciuti colpevoli delle gravi minacce scritte sul web contro Mattarella, rischiano fino a cinque anni di carcere. Allo studio anche la posizione delle decine di persone che hanno condiviso o ripostato gli insulti su Twitter e Facebook.

 

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