Dare voce agli ultimi: nasce il Last 20, il summit alternativo al G20 con i Paesi più poveri del mondo

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

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Photo by Sohaib Ghyasi on Unsplash

Il tentativo è quello di cambiare prospettiva, di avere uno sguardo diverso sulla povertà. Ma soprattutto quello di smetterla di parlare al posto dei poveri e di chi subisce le guerre. Di decidere al posto loro. L’Italia non si appresta a ospitare soltanto il summit dei Grandi della Terra (il G20), in programma il 30 e 31 ottobre a Roma sotto la presidenza italiana, ma anche ad essere la sede del “The Last Twenty”, ovvero della conferenza dei venti Paesi più poveri del mondo (L20). Dal 10 al 12 settembre la capitale d’Italia aprirà le sue braccia anche a Capi di Stato, ambasciatori, rappresentanti delle Diaspore Africane e alle associazioni internazionali di Afghanistan, Burkina Faso, Burundi, Repubblica Centroafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Guinea, Libano, Liberia, Malawi, Mali, Mozambico, Niger, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan e Yemen. I venti Paesi più poveri del mondo. Il mondo capovolto. I leader di L20 stileranno un documento che verrà consegnato ai leader del G20.

I più piccoli con i più poveri

Nato come progetto nel mese di febbraio, il Last 20 ha preso ufficialmente il via il 22 luglio scorso a Reggio Calabria, con l’inaugurazione di un ponte dedicato all’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio. Insieme alla moglie Zakia, Attanasio aveva fondato in Congo l’associazione “Mama Sofia”, che si occupa dei bambini di strada. In Calabria, ultima regione italiana da sempre, nei giorni 24 e 25 luglio si è svolto il primo “minimit” (volendo usare il contrario di summit per gli ultimi della Terra) in cui è stato fatto un primo appello a frenare il “brutalismo” e l’accanimento contro la Madre Terra. Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti, il Last 20 si sposterà dal 9 all’11 settembre a Roma (sul tavolo della discussione fame, povertà ed emergenza sanitaria) e dal 17 al 21 settembre in Abruzzo e Molise – due regioni “piccole” ma che fino alla divisione amministrativa del 1963 sono state una sola terra. In programma convegni, incontri, laboratori ed eventi culturali (cinema, concerti, recital) che si svolgeranno a L’Aquila, Sulmona, Agnone, Castel del Giudice, Piana dei Mulini e Castelpietroso. Martedì 21 settembre, dal santuario di Castelpietroso (Isernia) partirà la Marcia della Pace in concomitanza con la giornata mondiale per la Pace. A conclusione della marcia si terrà la Festa degli Aquiloni, organizzata dalle donne delle comunità afgane in Italia. Questa importante appendice del Last 20 vedrà il pieno coinvolgimento dei giovani, ai quali è demandato il difficile compito di riportare pace ed equilibrio sul Pianeta. Il Last 20 prevede anche una tappa a Milano, dal 26 al 30 settembre, per parlare di emergenza climatica, dopodiché il 3 e il 4 ottobre un educational tour con campo internazionale per la pace, in programma a Santa Maria di Leuca, chiuderà l’evento.

Tante piccole realtà per un grande progetto

A realizzare questo progetto sono: Villaggio della Pace, ITRIA (Itinerari turistico-religiosi interculturali accessibili), Diocesi di Sulmona, Diocesi di Trivento, Diocesi di Campobasso e Bojano, Università degli Studi dell’Aquila, CEI (Ufficio nazionale turismo, sport e tempo libero), Fondazione Giovanni Paolo II e Parco Culturale Ecclesiale De Finibus Terrae, WHAD (World Halal Development), Italia Bayti (Muslim Friendly Hospitality). In collaborazione con i Comuni di Agnone, Castelpetroso, Castel del Giudice, Comune di Colle d’Anchise, Sulmona, CAMROL, FeDAI (Federazione delle Diaspore Africane in Italia), la Comunità Afghana in Italia e la Salam APS e il sostegno della Regione Abruzzo. Le aree interne di Abruzzo e Molise, martoriate anch’esse da anni di guerre, povertà, emigrazione e sconvolgimenti naturali (terremoti), accoglieranno i protagonisti dell’alternativa al G20.

Il professor Francesco Barone con il premio Nobel Denis Mekwege

La presentazione a Campobasso

Il progetto è stato presentato ieri nella sede della Diocesi di Campobasso alla presenza dell’arcivescovo monsignor Giancarlo Bregantini, dal presidente di ITRIA Dino Angelaccio, dalla fondatrice del Villaggio della Pace Clara Habte, dal presidente della Federazione delle Diaspore Africane in Italia (FeDai) Godwin Chukwu, dall’Imam Nader Akkad della Grande Moschea di Roma e co-presidente della Commissione internazionale mariana musulmano-cristiana, da Bertrand Honore Mani Ndongboue, presidente dell’associazione dei camerunesi in Italia CAMROL, da Mario Ialenti, direttore della pastorale del turismo CEAM, da Emanuela Grimaldi, capo dipartimento della Regione Abruzzo, dalla professoressa di Pedagogia Sperimentale all’Università degli Studi dell’Aquila Antonella Nuzzaci e da altri esponenti di associazioni e istituzioni. Durante la conferenza stampa, Angelaccio ha trasmesso un messaggio audio del professor Francesco Barone, presidente della Onlus Help senza Confini, alla sua 54^ missione umanitaria. Barone, attualmente in missione nella Repubblica Democratica del Congo, tra Bukavu e Goma, ha consegnato più di 10 tonnellate di cibo, oltre a scarpe, vestiti, giochi, colori, quaderni e un quintale di medicine. Inoltre ha incontrato il premio Nobel per la Pace Denis Mukwege, il quale gli ha consegnato un documento riservato da rendere pubblico in Italia, indirizzato ai leader del G20.

Aiutare gli ultimi per salvare il mondo

«The Last 20 invita tutti a cambiare lo sguardo, ad ascoltare le persone che vivono nel loro paese di origine o in quello di arrivo e di smetterla di parlare al loro posto. Insieme è possibile, soprattutto coinvolgendo le nuove generazioni, costruire un futuro diverso», ha detto Dino Angelaccio nel presentare il summit degli ultimi. Cinque i temi portanti del Last 20 che saranno affrontati dai partecipanti durante gli incontri: il climate change e gli effetti su questi 20 Paesi, ma in particolare su quelli dell’Africa sub-sahariana; la questione sanitaria, aggravata dalla pandemia e dalla carenza di vaccini; fame e povertà, e analisi della risposta dei soggetti sociali locali che reagiscono; immigrazione, accoglienza, intercultura; il ruolo dei corridoi umanitari e della cooperazione decentrata; quale ruolo politico deve avere l’L20 per far sentire la sua voce nei consessi mondiali.

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