Zohra, bambina di 8 anni uccisa in Pakistan dai datori di lavoro. Il lavoro minorile uccide l’infanzia

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8 anni. Zohra aveva solo 8 anni quando è stata uccisa. Ammazzata dai suoi datori di lavoro, malmenata e picchiata fino alla morte, perché aveva fatto scappare i pappagallini domestici. Zohra aveva solo 8 anni, ma già da tempo lavorava. Ed è stata uccisa da quei datori di lavoro che la trattavano come una schiava. Disponendo di lei come meglio credevano. E arrivando anche a toglierle la vita, non solo l’infanzia.

Il lavoro minorile uccide ancora. Nell’indifferenza generale.

bambina uccisa in India

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Bambina uccisa in Pakistan per aver fatto scappare i pappagalli.

Zohra Shah proveniva da una famiglia molto povera che viveva in un villaggio del Punjab, in Pakistan. È stata comprata da una famiglia benestante di Rawalpindi, che l’ha sfruttata come domestica. Aveva solo 8 anni.
Il 31 maggio 2020 Zohra è stata uccisa. La piccola è morta a causa delle botte ricevute dai datori di lavoro. Secondo quanto emerso l’avrebbero ammazzata perché aveva fatto scappare due pappagalli da una gabbia.
Tutto il mondo ha letto con incredulità una notizia terribile. E anche la società civile pakistana si è interrogata su una piaga che, purtroppo, nel paese è molto diffusa.

Le bambine delle famiglie più povere, anche in tenera età, vengono “assunte” per fare i lavori domestici a casa delle famiglie più ricche. E spesso i loro diritti vengono calpestati. I genitori vivono in povertà e talvolta sono costretti a mandare i figli a lavorare, quando invece dovrebbero pensare a studiare e a giocare. Le famiglie benestanti promettono loro di dare un’istruzione adeguata. Ma nella maggior parte dei casi lavorano solo come schiavi.

lavoro minorile

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Il lavoro minorile uccide l’infanzia.

Di storie come quelle di Zohra, purtroppo, ce ne sono molte, troppe in giro per il mondo.
Bambini a cui è stata rubata l’infanzia, che non tornerà mai più. E a cui spesso viene anche tolta la vita. Mentre i colpevoli, nella maggior parte dei casi, non pagano mai abbastanza per le violenze inflitte.

Quando non uccide i bambini. Anche papa Francesco recentemente è intervenuto sul tema, augurandosi che tutti possano sforzarsi a lottare per porre fine a questa piaga, “un fenomeno che priva i bambini e le bambine della loro infanzia e che ne mette a repentaglio lo sviluppo integrale“.
Il pontefice fa riferimento anche all’attuale situazione di emergenza sanitaria, che costringe in molti paesi bambini e ragazzi a lavorare per aiutare le famiglie che si trovano in condizioni di estrema povertà. Spesso si tratta di schiavitù e reclusioni che possono avere conseguenze fisiche e psicologiche che non possono essere sottovalutate.

Tutti noi siamo responsabili di questo. I bambini sono il futuro della famiglia umana: a tutti noi spetta il compito di favorirne la crescita, la salute e la serenità!
Papa Francesco

giornata mondiale contro il lavoro minorile

Photo by Ben Dutton on Unsplash

Giornata mondiale contro il lavoro minorile.

Il 12 giugno si celebra la Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile.
Nel 2002 l’International Labour Organization (ILO) ha deciso di indire questa giornata per parlare di un fenomeno diffuso in tutto il mondo. Bambini costretti ai lavori forzati, obbligati a lavorare in condizioni disumane, sottopagati, maltrattati, picchiati e vittime di un sistema che non li tutela.
La giornata è stata indetta per chiedere ai governi, alle organizzazioni, alle aziende e ai cittadini di dire basta a tutto questo. Di chiedere azioni tali per poter impedire che nessun bambino venga più sfruttato.

152 milioni di bambini con età tra i 5 e i 17 anni in tutto il mondo sono vittime del lavoro minorile. 12 milioni solo in Pakistan. A inizio giugno il ministro pakistano dei Diritti umani, Shireen Mazari, ha chiesto una modifica della legge sul lavoro dei bambini, aggiungendo che il lavoro domestico è un’occupazione pericolosa. Salvando così tanti bambini. In Pakistan non si possono usare minori in fabbrica o altre attività produttive, ma non nelle case private.

Una vergogna mondiale di cui tutti dobbiamo sentirci responsabili. Per fare in modo che nessun bambino e nessuna bambina debba più soffrire quello che ha patito Zohra. E le tante Zohra di cui non conosciamo la storia.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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