Violenza sulle donne, femminicidi in aumento in Italia

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Redazione i404
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violenza sulle donne
Photo by Gemma Chua-Tran on Unsplash

I femminicidi in Italia sono in aumento. Nella Giornata contro la violenza sulle donne, i dati resi noti fanno venire i brividi. Si parla di un incremento dell’8% nel nostro paese. Con il 62% dei casi denunciati che avvengono all’interno delle famiglie. La pandemia, purtroppo, ha peggiorato una situazione già delicata.
Troppe donne vengono abusate, maltrattate, violentate, uccise. E troppe donne si ritrovano sole di fronte ai loro aguzzini senza essere aiutate da nessuno.

Femminicidi in Italia

Da inizio anno sono morte 109 donne. L’8% in più rispetto all’anno scorso. 63 donne sono state uccise dal partner o dall’ex compagno.
L’ultima donna a perdere la vita è stata una donna di 34 anni, Juana Cecilia Loayza, uccisa venerdì notte in un parco a Reggio Emilia.

Ogni giorno 89 donne sono vittime di reati di genere in Italia. Nel 62% dei casi sono maltrattamenti in famiglia, come emerso dai dati resi noti in occasione della presentazione a Catania della campagna di prevenzione della Polizia contro la violenza sulle donne, “Questo non è amore“.

Nel 2021 il 41% delle donne uccise è stata vittima di femminicidio, nel 72% dei casi l’assassino è il marito, il fidanzato, il compagno o l’ex. Il 70% delle vittime è italiano, mentre il 31% delle donne uccise per mano di un uomo lascia bambini piccoli e molto piccoli a crescere senza più avere la loro mamma.
E purtroppo sempre più persone, almeno 1 italiano su 4, crede che non si possa davvero considerare una forma di violenza quella sulle donne. Il 30% degli uomini e il 20% delle donne incolpa sempre le vittime per gli atteggiamenti, l’abbigliamento, l’aspetto, come emerso da una recente ricerca presentata in senato. Indagine che sottolinea come il nostro sia un paese ancora fortemente patriarcale e non a misura di donna. Bisogna fare di più per informare e sensibilizzare.

femminicidi in Italia
Photo by Marco Bianchetti on Unsplash

Una vergogna per il nostro Paese

«Troppe le donne uccise, troppe le richieste di aiuto non adeguatamente e tempestivamente raccolte. Una vergogna della nostra civiltà». Queste le parole della ministra per la Giustizia Marta Cartabia, che sottolinea che le cose in Italia non stanno per niente funzionando.
«La gravità dei fatti chiama le istituzioni a ripensare norme e procedure più adeguate». Perché come sottolinea la violenza non si cancella solo a suon di leggi, anche se le leggi servono e sono indispensabili per proteggere ogni donna.

Bisogna rendere le misure più efficaci, come l’allontanamento dalla casa famigliare e il divieto di avvicinamento, perché molte volte la violazione di queste prescrizioni dà esito drammatico. Nel nuovo pacchetto di riforme, al quale stanno lavorando cinque ministre, si vuole intervenire sul codice penale e di procedura penale per rendere migliori gli strumenti di prevenzione. Anche aumentando la pena per i delitti di percosse e lesioni. Ma anche studiando un’estensione dell’uso del braccialetto elettronico e gli arresti domiciliari in caso di rifiuto.
Pm e giudici devono essere formati, perché da loro ci si aspettano decisioni importanti da cui dipende la vita di ogni donna che riesce a denunciare abusi e maltrattamenti.

vittime di violenza
Photo by Eric Ward on Unsplash

Dove stiamo sbagliando?

È quello che si è chiesta la Commissione d’inchiesta sul femminicidio, presieduta da Valeria Valente, dopo aver analizzato i fascicoli di due anni di inchieste.
Fascicoli che riguardano 211 procedimenti penali su omicidi compiuti da uomini tra il 2017-2018 che hanno causato la morte di 216 donne. Da questa indagine sono emersi punti di debolezza impressionanti: solo il 15% delle donne uccise aveva denunciato e nel 63% dei casi le vittime non avevano parlato dell’inferno che subivano ogni giorno con nessuno.
Come sottolineato da Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale, serve un intervento forte per intercettare tutte le donne vittime di violenza. Per non lasciarle più sole e non sottovalutare nessun segnale.

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