USA VS Iran, verso la terza guerra mondiale? Mentre in Italia si pensa a boicottare Rita Pavone a Sanremo 2020

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Il mondo guarda con apprensione alla crisi Medio-Orientale.
L’attacco degli USA all’Iran, con l’uccisione del generale Qassem Suleimani, fa paura. E c’è già chi parla di terza guerra mondiale.
Il paese asiatico non ha esitato a rispondere.
Anche in Libia la situazione appare in queste ore molto delicata.

E in Italia, di cosa si parla? Di come boicottare Rita Pavone a Sanremo 2020. O di come far stare zitta una super ospite come la giornalista palestinese Rula Jebreal sullo stesso palco.
Ma anche di Grande Fratello Vip, di pupe e secchioni, di calciomercato. Come se il resto ci interessasse marginalmente. Non ci toccasse. Quando invece ne siamo più che coinvolti.

usa-iran

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USA-Iran, cosa sta succedendo.

La notte del 3 gennaio 2020 un drone americano ha ucciso il generale iraniano Qassem Suleimani.
L’Iran ha risposto pochi giorni dopo con un attacco di avvertimento in Iraq. Ai danni di due basi USA dove sono ospitati anche soldati di altre nazionalità. Tra cui l’esercito italiano. Un attacco annunciato, secondo quanto stabilito dalle autorità iraniane. E che, quindi, per fortuna non ha avuto vittime.
Il rischio di una terza guerra mondiale è sempre più alto.

Tra Iran e USA i rapporti sono tesi da anni. Almeno dal 2013. Come lo sono in tutto il Medio Oriente.
Dopo la caduta dello Stato Islamico la situazione è delicata. Una bomba a orologeria pronta a esplodere, sostiene qualcuno. Anche se il rapporto Eurasia 2020 sottolinea che non ci sarà alcuna guerra tra USA e Iran.
Il timore però è che dalle parole, dalle tante parole che in questi giorni volano da una parte all’altra del mondo, si possa passare ai fatti. Con armi nucleari. Oppure con la tecnologia. E la guerra informatica.

Il Parlamento italiano  si è mosso in ritardo. Dopo 130 ore dall’uccisione del generale. Nelle stesse ore in cui si trovava ad affrontare un’altra crisi internazionale.

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E in Libia cosa succede?

Non solo l’Iran dovrebbe preoccuparci. Anche la Libia è in una situazione che definire delicata è dire poco.
Da aprile 2019 il generale Khalifa Haftar ha iniziato una campagna militare sulla città di Tripoli. Il 6 gennaio 2020 è stato aperto un nuovo fronte a Sirte.
Il giorno seguente i ministeri degli esteri di Francia, Italia, Germania e Regno Unito hanno discusso della situazione a Bruxelles, cercando di scongiurare un intervento militare dell’Unione Europea. Anche se il rischio di guerra è altissimo. Anche la Russia e la Turchia potrebbero essere coinvolte. Vladimir Putin sostiene Haftar.

Il governo italiano cerca di mediare. Ma ha fallito il tentativo di incontrare nella stessa giornata Fayez al Sarraj, presidente del governo di accordo nazionale (Gna), e il generale Khalifa Haftar. Il primo, dopo aver saputo che il secondo era a Roma da Giuseppe Conte, ha dato forfait all’incontro.
Erdogan e Putin hanno dei piani per scongiurare il peggio. Che non dovrebbero prevedere il ricorso alle armi.
Come in Medio Oriente, anche in questo caso l’apprensione internazionale è alta. E il nostro paese dovrebbe essere particolarmente coinvolto.

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Photo by Benjamin Behre on Unsplash

In Italia, però, si pensa a Rita Pavone a Sanremo 2020. O al Grande Fratello VIP.

Sulle ricerche di Google, che giorno per giorno ci tiene aggiornati su cosa si cerca in Italia e nel mondo, ma anche su Twitter sembra che gli italiani non abbiano compreso la situazione delicata che l’umanità sta attraversando.
In Italia siamo già distratti da altre notizie, da altre faccende, da altre questioni che ci sembrano di primaria importanza. Mentre missili e attacchi sconvolgono il mondo. Mentre in Libia la situazione è tesa e il nostro paese rischia molto.

Rula Jebreal a Sanremo 2020. Sì o no?

Siamo distratti dal Festival di Sanremo, che nessuno segue mai, ma del quale siamo sempre tutti informati.
Prima c’è stato il caso di Rula Jebreal, giornalista palestinese con doppio passaporto israeliano e italiano, che sarà una delle ospiti di Sanremo 2020. Il suo è stato un caso politico. Amadeus aveva annunciato la sua presenza alla 70esima edizione del Festival della Canzone Italiana. Ma la Rai non era d’accordo sulla scelta. Sovranisti e centrodestra erano insorti. Alla fine tutto a posto. La giornalista ci sarà, ma forse dovrà limitarsi a parlare di violenza contro le donne. E non toccare altri argomenti politici e internazionali delicati.

Boicottare Rita Pavone a Sanremo 2020: no al razzismo.

E mentre si invocava di non censurare una voce come quella della giornalista palestinese, ecco un altro paradosso. La scelta del cast di Sanremo 2020 ha fatto strabuzzare gli occhi a più persone sui social. Persone imbufalite per la decisione di “accogliere” sul palco Rita Pavone. Famosa online per le sue parole razziste e per i suoi recenti attacchi contro Greta Thunberg.
Apriti cielo. Si è subito parlato di boicottaggio. Del Festival e della cantante.

E poi c’è il Grande Fratello Vip. Con il ritorno di volti storici del reality show. O il calciomercato. O programmi considerati “trash” come la Pupa e il Secchione.
E quando sui social decidiamo di parlare di Medio Oriente, di Libia, di missili, di Donald Trump, di guerra lo facciamo con i meme. Per ridere di tutto. Anche di cose sulle quali non c’è nulla da ridere. Perché la guerra è sempre un affare sporco.
Anche quando pensiamo che sia distante da noi, in realtà ci riguarda. Riguarda sempre tutti. Tutta l’umanità. Che spesso, però, si distrae facilmente. Troppo facilmente.

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Redazione i404

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