Smart working e lavoro da casa, le professioni più richieste dal mercato

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiLo smart working non è per tutti. Ci sono lavori che si possono comodamente fare da casa, da uno spazio di coworking e potenzialmente ovunque ci sia una connessione e un collegamento alla rete. E altri lavori che necessitano invece della presenza e della co-presenza.

La pandemia ha permesso di scoprire e riscoprire il lavoro agile, che in Italia sarebbe più corretto definire “lavoro da casa”, con le stesse modalità dell’ufficio, a differenza solo del luogo di lavoro. Occupazioni che si possono svolgere in presenza oppure no. Ma quali sono le professioni che meglio sposano quella che oggi è un’esigenza dettata dall’emergenza sanitaria, ma che potrebbe anche in futuro diventare la realtà per molti lavoratori?

Lavoro da casa, le occupazioni più richieste

Il Bureau of Labor Statistics ha reso note le statistiche del 2020 che riguardano tutte quelle professioni che negli USA sono pagate abbastanza bene, che non richiedono alcuna laurea e nemmeno la presenza del lavoratore in una sede fisica. Lavori che si possono tranquillamente portare avanti in smart working.

lavoro da casa
Foto di Nathana Rebouças su Unsplash

Negli USA hanno individuato 15 lavori che potrebbero rappresentare opportunità da non sottovalutare.
La classifica secondo le statistiche statunitensi è lunga e ricca, anche di occupazioni che in Italia in alcuni casi non prevedono il lavoro agile, ma solo in presenza.

Lavori da svolgere a casa negli USA

Si va dal dipendente che pianifica e dirige il sistema di trasporti e stoccaggio delle merci e che gestisce la distribuzione dei prodotti al responsabile degli addetti alle vendite non al dettaglio. Seguono l’analista di intelligence, l’agente immobiliare, il direttore di ufficio postale, i gestori di proprietà e immobili. Ma anche i rappresentanti di vendita, il perito assicurativo e l’agente assicurativo. E ancora, gli assistenti amministrativi, i “reclutatori di braccianti agricoli”, i responsabili dei dipendenti d’ufficio, i responsabili dei lavoratori nei trasporti e nel movimento materiali, il detective investigativo, gli impiegati delle agenzie di intermediazione.

lavoro agile
Foto di Nathana Rebouças su Unsplash

I lavori in smart working più richiesti in Italia

Questo era il quadro negli USA, mentre in Italia quali sono le professioni da svolgere in smart working che al momento sono le più richieste?
Il sito iltuosmartworking.it svela che al momento va per la maggiore il social media manager, che gestisce i profili social di aziende ed enti. Insieme ad altri digital work, come il copywriter per siti web e testate online, il grafico per disegni ed elaborazioni multimediali, il web developer. Tante professioni digitali, ma ci sono anche occupazioni più tradizionali che possono contare sul lavoro agile. Dal customer service alla traduzione di testi, passando per il contabile, l’assistente amministrativo, il rappresentante di vendita e l’agente assicurativo.

Professioni che si possono fare da casa, in Italia o anche fuori dai suoi confini. Ci sono delle nazioni che hanno lanciato offerte per gli smart worker di tutto il mondo. Come la Grecia che nello scorso autunno aveva scelto di attirare lavoratori stranieri con la promessa di pagare meno tasse. Un esperimento già portato avanti da Bermuda, Barbados, Estonia e Georgia. Tutti paesi che strizzano l’occhio ai nomadi digitali che tendenzialmente possono lavorare da ogni angolo del globo.
Nello stesso periodo, invece, la Deutsche Bank proponeva una tassa del 5% sul reddito lordo giornaliero dei lavoratori in smart working, non in periodo di pandemia, ma in condizioni normali perché chi lavora da casa, secondo gli esperti, risparmierebbe molto su alcune voci (pranzi, benzina, abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico).

Lo smart working è un’opportunità. A patto che venga regolato in maniera adeguata, per evitare discriminazioni tra lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. E in Italia c’è ancora molto da fare in merito.

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