Si muore con o per Coronavirus? Cosa dice il sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera

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Altre 919 vittime in ventiquattro ore. I morti complessivamente salgono a 9.134. I malati sono 66.414, 4.401 in più di giovedì. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto 86.498. Sono 394.079 i tamponi effettuati, 3.732 i malati ricoverati in terapia intensiva (+ 120 rispetto al giorno precedente), 1.292 solo in Lombardia. Dei 66.414 malati complessivi, 26.029 sono poi ricoverati con sintomi e 36.653 sono quelli in isolamento domiciliare. I numeri diffusi ogni giorno dalla Protezione civile documentano un’emergenza sanitaria senza precedenti che sta mettendo a dura prova gli ospedali, l’economia, ma anche la nostra fiducia nelle istituzioni e nell’informazione. Mentre si aspettano dati sempre più recenti e accurati per cercare di capire costa sta accadendo e provare a prevedere quando finirà, quest’approfondimento guarda indietro (i dati arrivano alla fine di febbraio) per rispondere a una domanda diversa: si muore con o per Coronavirus?

 

 

Quotidianamente il video bollettino della Protezione Civile di aggiornamento sul numero dei contagiati, dei ricoverati e dei morti viene concluso dagli approfondimenti di un esperto, seduto a un metro e mezzo di distanza dal commissario Angelo Borrelli, che non manca mai di ricordare le “comorbosità” delle vittime, ovvero le diverse patologie che, associate al nuovo virus, sono considerate la vera causa del decesso.

Coronavirus-morte

Photo by Amoon Ara on Unsplash

Per tanti sui social si tratta di una pietosa bugia per minimizzare le difficoltà attuali del paese, mentre davanti agli occhi passano le immagini dei mezzi dell’esercito che portano via decine di bare da Bergamo, dove gli impianti di cremazione non sono più sufficienti al fabbisogno. Probabilmente anche per questo è stato diffuso il 20 marzo uno studio dell’Istituto superiore di sanità su 355 vittime, che evidenzia come solo lo 0,8% non avesse altre patologie.

Secondo il comitato tecnico, pesano soprattutto età geriatrica e malattie concomitanti.

Il dato che fotografa bene la realtà – afferma il membro del comitato tecnico scientifico Roberto Bernabeiè che il fattore di rischio vero è quello di avere un’età geriatrica e patologie concomitanti, ipertensione, cardiopatia ischemica, diabete soprattutto, che trovano terreno fertile. È questo che spiega l’eccesso di mortalità“.

Uno strumento interessante per provare a capire come stanno realmente le cose è il Sismg, il sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera utilizzato dall’Iss per monitorare l’andamento dell’influenza stagionale. I dati sulla mortalità prendono in considerazione semplicemente il numero di decessi tra le persone di età pari o superiore ai 65 anni, indipendentemente dalle cause di morte. I dati vengono poi confrontati con la media dei cinque anni precedenti. Per questo, un eventuale incremento dovuto al Coronavirus verrebbe registrato dal Sismg (vengono riportati i dati di mortalità, aggregati per settimana, dei residenti e deceduti nelle città di Aosta, Bolzano, Trento, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Trieste, Bologna, Genova, Perugia, Civitavecchia, Roma, Frosinone, Bari, Potenza, Messina, Palermo).

Mortalità stagione 2019-2020

Dati Epicentro registrati dai servizi demografici dei Comuni oggetto del campione.

 

L’epidemia non ha aumentato il numero di decessi previsti.

Una rapida occhiata al grafico svela che in realtà la mortalità fino all’1 marzo è stata inferiore alle attese. Durante la nona settimana del 2020 (dal 24 febbraio all’1 marzo, ultimo dato disponibile) la mortalità è stata in linea con il dato atteso (223), con una media giornaliera di 215 decessi. Nelle prossime settimane, man mano che verranno diffusi dati successivi, potremo verificare se effettivamente il diffondersi del Coronavirus (che nel mese di febbraio è stato in parte limitato ad alcune aree del nord) si può legare a un aumento dei decessi. Il Sismg ovviamente ignora le persone più giovani, ma la distribuzione dei decessi per fascia d’età mostra che anche prendendo tutto il territorio nazionale il numero assoluto di morti con (o per) il coronavirus al di sotto dei sessant’anni è molto basso (116).

Distribuzione decessi al 19 marzo 2020

Elaborazione GEDI su dati Iss.

Il Coronavirus è stato scambiato per l’influenza stagionale?

Il rapporto della sorveglianza integrata dell’influenza è utile invece per rispondere a un’altra domanda, e cioè se il Coronavirus fosse in circolazione già dall’anno scorso anche in Italia e sia stato confuso dai medici con l’influenza stagionale: si ricordano adesso “strane polmoniti” che avrebbero colpito un gran numero di persone.

In realtà, neppure questo sembra essere testimoniato dai numeri: tuttavia la bassa intensità dell’influenza stagionale potrebbe aver mascherato l’arrivo di un numero limitato di contagiati dal Coronavirus.

Curva epidemica casi gravi influenza stagionale

Dati EpiCentro su segnalazioni di casi gravi da parte di Regioni e Province autonome. I dati presentati sono preliminari e potrebbero subire variazioni da una settimana all’altra.

Pierpaolo Di Simone

ARTICOLO SCRITTO IL 23 MARZO 2020.

PER RIFERIMENTI E DATI AGGIORNATI:

https://www.epicentro.iss.it/influenza/flunews#mortalita

https://www.epicentro.iss.it/influenza/sorveglianza-mortalita-influenza

https://www.epicentro.iss.it/influenza/flunews#casi

https://lab.gedidigital.it/gedi-visual/2020/coronavirus-i-contagi-in-italia/

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