Scuole superiori chiuse fino al 2021. La Befana si porterà via la didattica a distanza?

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 2 minutiNiente regalo di Natale anticipato per gli adolescenti italiani. Secondo le ultime indiscrezioni scuole superiori chiuse fino al 2021. Nel 2020 non se ne parla di tornare a seguire le lezioni in presenza.
Oltre alle feste di fine anno, l’Epifania si porterà via anche la didattica a distanza per i nostri ragazzi? Nella calza, troveranno qualche bella sorpresa oltre al carbone che hanno ricevuto finora non potendo più vedere insegnanti e compagni?

scuole superiori chiuse
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Le scuole superiori non riapriranno prima di gennaio 2021?

È quello che è emerso nelle ultime ore. Si parla ovviamente di indiscrezioni, ma che spesso si sono tramutate velocemente in realtà nei DPCM presentati da Giuseppe Conte.
Il Governo, infatti, sta lavorando al nuovo decreto, che dovrà stabilire norme e restrizioni per le feste di fine anno. L’attuale provvedimento scade infatti il 3 dicembre. E molti italiani sono in attesa di sapere cosa cambierà. E come.
La possibilità che i ragazzi adolescenti (e anche chi è iscritto all’Università) possano tornare a scuola prima delle vacanze di Natale non sembra essere tra quelle al vaglio dell’esecutivo. Gli studenti rimarranno in DAD per seguire le lezioni. Le scuole secondarie di II grado non torneranno in presenza e la didattica a distanza, con tutta probabilità, sarà prorogata fin dopo le vacanze di Natale. Un pessimo regalo per loro.

Agostino Miozzo, responsabile del Comitato tecnico scientifico, al Corriere della Sera spiega che una data di possibile rientro tra i banchi di scuola è quella dell’11 gennaio 2021. Il 7 gennaio, giorno di rientro dalle vacanze di Natale, è di giovedì, quindi si potrebbe aspettare un altro weekend per riaprire le porte delle aule scolastiche ai teenager italiani. Anche se non è detto. Occhi puntati alla curva epidemiologica di gennaio, per capire l’evoluzione dei contagi durante le vacanze di Natale.

didattica a distanza
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Ministro Azzolina, rientro graduale a scuola: nulla ancora è stato deciso

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è intervenuta, però, per fermare la diffusione di una notizia che sarebbe partita da Repubblica, ma che non avrebbe nulla di fondato. Per il Ministero pare che non sia scontato che le scuole superiori rimarranno chiuse fin dopo la Befana.

Nei giorni scorsi, Lucia Azzolina aveva parlato invece di un possibile ritorno graduale in classe, per poter permettere ai ragazzi di tornare a scuola il prima possibile. Probabilmente si dovranno fare valutazioni epidemiologiche a livello locale e potrebbero non ripartire tutte lo stesso giorno. Ma la didattica in presenza sarebbe la priorità al momento.

Non me la sento in questo momento di darle una data, perché queste sono settimane molto delicate e dobbiamo osservare cosa accadrà alla curva. Io spero che con tutte le misure che sono state poste in essere dal Dpcm si possa via via rallentare questa curva e quindi pensare ad un ritorno graduale a scuola.

scuole chiuse italia
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Ritorno in classe, l’appello dei presidi italiani: basta didattica a distanza

Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi, parla di una vera e propria sconfitta. Lasciare più di 3 milioni di studenti a casa, con le lezioni a distanza, non possono che rappresentare un fallimento, perché con la DAD si può andare avanti per qualche tempo, soprattutto per chi è più grandi, ma non si può pensare di finire così l’anno scolastico.

Forse si arriverà a dopo le vacanze di Natale. Non vorrei essere frainteso: tutti noi vogliamo la scuola in presenza, ma questo deve avvenire senza pregiudicare la salute. Per questo dico che intanto bisogna darsi da fare, altrimenti non ci saranno le condizioni per la riapertura o finiremo per aprire e tornare subito dopo a chiusure localizzate. Partiamo da quella che compete al ministero all’Istruzione: vanno garantiti i supplenti. Bisogna comprare più mezzi e assumere autisti. E integrare il sistema pubblico con i privati che ora non lavorano, penso ai bus turistici. La sanità territoriale deve essere messa in condizione di intervenire con rapidità nelle scuole, dalle materne alle superiori.

Quello di cui abbiamo bisogno, secondo il presidente dell’associazione nazionale presidi, è un cambio di mentalità. E meno burocrazia.

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