Via col vento è razzista. Statue abbattute, cioccolatini ritirati

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Nel mondo va avanti la protesta sollevata dalla morte di George Floyd, anche con atti dimostrativi che fanno discutere.
Statue abbattute, film cancellati, cioccolatini ritirati dal commercio perché il nome non è politically correct.
Giusto o sbagliato cancellare le tracce di un passato che non si può negare, ma che si dovrebbe studiare per evitare che si ripeta?

Via col vento

Foto di 272447 da Pixabay

HBO cancella Via col vento

Via col vento è una pietra miliare del cinema. Un pezzo di storia dell’industria dei film. La piattaforma Hbo Max ha deciso di rimuovere il titolo dal catalogo perché razzista.
In un’America attraversata dalle proteste per la morte di George Floyd, il film del 1939 viene accusato di diffondere idee razziste, di offendere la comunità afroamericana, di essere fuori dal tempo.
Potrà essere riabilitato solo dando una contestualizzazione storica e culturale.
Il film è ambientato negli Stati Uniti del Sud, poco prima della guerra civile che porterà all’abolizione della schiavitù. Un film sull’America del 1861 in cui il regista Victor Fleming racconta storie di un’epoca che sono dal punto di vista temporale e ideologico lontanissime dalla nostra mentalità.
C’è chi accusa il film stesso di aver fatto revisionismo storico, di aver mostrato un quadro troppo idilliaco. Ma ogni opera d’arte è figlia del proprio tempo. E aiuta a capire quello che è stato. Un passato che non dobbiamo cancellare, ma che dobbiamo comprendere perché non si verifichi più.

hattie mcdaniel

Foto di 272447 da Pixabay

Statue abbattute e decapitate: la sorte dei monumenti a Cristoforo Colombo.

Statue abbattute e danneggiate in tutto il mondo. Che ricordano la distruzione nell’Europa dell’Est dei monumenti a Marx e Lenin, dopo la caduta del comunismo.
In Inghilterra continuano a essere divelte le statue di personaggi legati al colonialismo e alla schiavitù.
Prima a Bristol è accaduto alla statua di Edward Colston, mercante di schiavi: è stata buttata giù e gettata in un canale. Poi nei Docklands è stata portata via la statua di uno schiavista.
Mentre 130 comuni hanno dichiarato di voler rivedere tutti i monumenti, il sindaco di Londra Sadiq Khan ha chiesto di mappare tutte le statue e i nomi delle strade della città per scovare quelli legati a casi di razzismo.
Sfregiata anche la statua di Churchill a Westminster, con la scritta “Era un razzista“, e della regina Vittoria a Leeds. Manifestazioni si registrano anche all’Oriel College: qui c’è una statua di Cecil Rhodes, colonizzatore.

Le statue di Cristoforo Colombo negli USA.

Oltreoceano negli USA decapitate e vandalizzate delle statue di Cristoforo Colombo, esploratore genovese che secondo la storia ha scoperto l’America, permettendo l’arrivo degli europei nel Nuovo Mondo. Da tempo il suo nome è al centro di polemiche, perché di fatto da quando lui ha messo piede in America è iniziata la colonizzazione. E a farne le spese, purtroppo, sono stati i nativi locali.
Il governatore dello stato di News York, Andrew Cuomo, si è detto contrario alla rimozione delle statue di Colombo, “simbolo dell’eredità italoamericana in questo Paese” che rappresentano “il ringraziamento al contributo dato dagli italoamericani a New York“.

La statua di Indro Montanelli a Milano.

A far discutere in Italia, invece, è la statua di Indro Montanelli a Milano. I sentinelli di Milano hanno scritto al sindaco Beppe Sala per rimuovere il monumento dedicato al giornalista italiano. Lui stesso confessò di aver sposato una ragazzina di 12 anni in Africa.

Regolarmente sposata, in quanto regolarmente comprata dal padre. Aveva 12 anni, ma non mi prendere per un bruto: a 12 anni quelle lì sono già donne. […] Avevo bisogno di una donna a quell’età. Me la comprò il mio sottufficiale insieme a un cavallo e un fucile, in tutto 500 lire.

L’associazione ne chiede la rimozione perché la statua di Montanelli è un'”offesa alla città e ai suoi valori democratici e antirazzisti”.

Cioccolatini ritirati dal commercio.

E sulla scia di queste proteste, arriva anche la notizia di un noto cioccolatino che è stato ritirato dal commercio perché il suo nome non sarebbe politicamente corretto.
I supermercati della catena svizzera Migros non venderanno più i cioccolatini Moretti, prodotti dal 1946 dalla Dubler, azienda del Cantone dell’Argovia, dove sono chiamati Mohrenkopf (teste di moro).
La decisione è stata presa dopo anni di polemiche e numerose petizioni, che parlano di “decolonizzare la nostra lingua per evitare un futuro di nuovi drammi legati alla migrazione”.

Cristoforo Colombo statua

Foto di AndPon da Pixabay

Giusto o sbagliato cancellare il passato?

Se lo chiedono in molti oggi. Tra chi difende queste azioni dimostrative volte a cancellare segni e celebrazioni di personaggi controversi che hanno fatto la storia di un passato che vorremmo dimenticare e chi, invece, accusa i manifestanti di voler fare revisionismo storico, di voler cancellare le tracce di quel passato che non solo non dobbiamo dimenticare, ma che ci deve vedere impegnati a fare in modo che in futuro si debbano scrivere pagine altrettanto dolorose.

La storia non si può cancellare. La si può falsare come il Grande Fratello fa nel romanzo di Orwell, la si può ignorare, la si può dimenticare: ma cancellare no.
Oriana Fallaci, La rabbia e l’orgoglio

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