Priorità alla scuola, anno scolastico 2021/2022: lettera al ministro Bianchi

In evidenza

Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

anno scolastico 2021/2022
Photo by Thought Catalog on Unsplash

Tra i banchi di scuola l’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle non è stato facile. Come non lo è stato del resto il precedente. La speranza è che a partire dall’anno scolastico 2021-2022 ci sia una programmazione migliore per garantire il corretto svolgimento delle lezioni. Per il benessere e la crescita degli studenti, che si sentono messi in secondo piano, ancora una volta. Priorità alla scuola ha deciso di scrivere una lettera al ministro Bianchi, affinché si mettano subito tutti al lavoro per garantire a ragazzi e ragazze il diritto allo studio.

La lettera di Priorità alla scuola

Il gruppo si rivolge direttamente al professor Patrizio Bianchi, attuale ministro dell’Istruzione, in una lettera di fine anno piena di aspettative che si spera non vengano nuovamente disilluse.

Genitori, insegnanti, personale ATA, studenti, ma anche di cittadine e cittadini che credono fortemente nel valore dell’istruzione pubblica e laica, hanno interpellato il ministro alla fine di un anno ancor più travagliato del precedente. Chiedendo «ancora una volta che sia data “priorità alla scuola” e che il suo Ministero si proponga come garanzia del rispetto del diritto costituzionale all’istruzione».
L’emergenza sanitaria ha messo in luce le fragilità della scuola italiana. È ora di agire per affrontare le carenze dell’istruzione pubblica del nostro paese: spazi, organico, infermerie scolastiche, per migliorare la scuola.

scuola pubblica italiana
Photo by Andrew Ebrahim on Unsplash

L’associazione lamenta il fatto che le regole previste per la scuola non rispecchiano quelle applicate nel resto della società per quello che riguarda il contenimento del virus. «I protocolli scolastici sono rimasti gli stessi dell’anno passato, appesantiti da ulteriore da didattica a distanza – laddove le scuole superiori non sono mai tornate alla presenza al 100% – e quarantene preventive chiamate “bolle”, valide unicamente in ambito scolastico. Di nuovo registriamo un uso distorto e strumentale del principio di massima precauzione, applicato unicamente all’interno delle mura scolastiche. È come se la scuola rappresentasse una entità extraterritoriale, che resta sempre in piena pandemia, sempre in zona rossa, quando in tutto il territorio nazionale le norme che sovraintendono tutte le attività economiche e sociali si sono adattate – con le giuste precauzioni – all’andamento epidemiologico del virus».

Il Ministero deve provvedere alle carenze strutturali della scuola

E anche vigilare sulla revisione dei protocolli del CTS, per rispecchiare il reale andamento del virus proprio come avviene in altre attività. Obiettivo primario deve essere salvaguardare la didattica in presenza in vista del prossimo anno scolastico 2021-2022.
Priorità alla scuola chiede che siano riviste le normative sulle quarantene nelle scuole, anche in seguito al livello di immunità raggiunta dalla campagna vaccinale e alle evidenze scientifiche che parlano di una ridotta circolazione del virus tra i più piccoli.

«La scuola è stata lasciata in balia dalle sue stesse fragilità: carenza di personale docente e ATA, eccessivo numero di studenti per classe, mancanza e inadeguatezza degli spazi, tardiva nomina dei docenti sulle cattedre». Sono necessari investimenti e risorse per superare una situazione che non è più tollerabile.

priorità alla scuola
Photo by Jon Tyson on Unsplash

Come far uscire la scuola pubblica italiana dalla crisi

Priorità alla scuola presenta al Ministero una serie di richieste che non possono più essere rimandate.

Il diritto all’istruzione deve esser garantito pienamente e in presenza al 100%

Nelle scuole di ogni ordine e grado, in tutto il territorio nazionale, senza distinzione tra Regioni, per evitare un incremento delle disparità territoriali. Si deve anche affrontare il tema della dispersione scolastica e della povertà educativa. Ma non bisogna sottovalutare nemmeno il malessere psicologico di una generazione che dal 2020 ha subito forme di lockdown rigide.

L’immissione in ruolo dei precari nell’anno scolastico 2021-2022

Si deve iniziare da quelli che hanno superato i 3 anni di servizio nelle scuole pubbliche ma che sono esclusi dalle procedure di stabilizzazione (art. 59 del decreto n. 73). La scuola ha bisogno di nomine tempestive per i docenti. Cattedre e incarichi vanno assegnati prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Aumento dei docenti e degli spazi

Con diminuzione del numero di studenti per classe sin dall’anno scolastico 2021/22. La scuola ha bisogno di più personale. Le classi pollaio non devono più esistere. Bisogna tornare a numeri più piccoli in classe, per garantire un’istruzione migliore.

Aumento del tempo scuola uniforme in tutto il territorio italiano

Scuole aperte più a lungo non come parcheggi, ma con un’offerta di risorse migliore. Il tempo pieno alla primaria deve essere garantito in tutto il paese. E bisogna potenziare i servizi pubblici educativi per la prima infanzia.

Maggiori risorse dalla legge di bilancio dello Stato da destinare alla scuola

I soldi del Recovery Fund potranno aiutare ad affrontare le carenze strutturali e le criticità. Lo Stato deve farsi carico del miglioramento della scuola pubblica e del benessere psicofisico ed economico di chi ci lavora e la frequenta.

Concertazione tra ministeri e livelli istituzionali tempestiva

Non bisogna aspettare, ma bisogna concertare gli interventi in modo lineare e trasparente. Il rimpallo delle responsabilità tra Ministeri, o tra Governo e Regioni, non fa altro che peggiorare la situazione.

«Se necessario il movimento sarà pronto, ancora una volta, a scendere in tutte le piazze di Italia per ottenere finalmente che si risolvano le carenze strutturali della scuola che non si possono vaccinare. Come si sa, invece, una scuola che funziona è un vaccino contro l’ignoranza, le derive antidemocratiche e anche contro le epidemie».

- Pubblicità -spot_imgspot_img

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome