Papà separati, 800mila vivono sulla soglia di povertà

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

padri separati
Photo by Tim Cooper on Unsplash

In Italia sono in aumento i nuovi poveri. I dati della Caritas ci informano che quasi 1 su 2, il 46%, è rappresentato da un padre separato non collocatario, i cui figli, dopo la separazione dalla moglie, abitano con la madre.
Nel nostro paese i papà separati o divorziati sono 4 milioni. 800mila di queste persone oggi vivono sotto la soglia di povertà. Il 66% non riesce nemmeno ad acquistare beni di prima necessità, perché spesso l’assegno di mantenimento destinato ai figli va al di là delle reali capacità economiche.

Le difficoltà economiche dei papà separati

Valentina Ruggiero, avvocato esperto in diritto di famiglia, spiega che oggi i papà separati, che di fatto rappresentano i nuovi poveri, si trovano in estrema difficoltà. Spesso non hanno nemmeno i soldi per pagarsi l’affitto di una casa, dormendo in auto per sopravvivere. «Questo, oltre ad essere intollerabile per una società civile, implica anche delle limitazioni alla loro genitorialità, poiché appare evidente che non potranno tenere i figli con sé, facendoli dormire in auto, riducendo il tempo da trascorrere insieme».
La pandemia, poi, ha aggravato una situazione che già prima non era sostenibile. Le difficoltà economiche sono aumentate e il momento storico che stiamo vivendo non è assolutamente semplice. L’esperta sottolinea: «Certamente nella valutazione del Giudice c’è sempre l’obiettivo primario di tutelare i minori, ma sarebbe auspicabile tenere nel giusto conto anche la vita dei genitori.».

unione padri separati
Photo by Felipe Salgado on Unsplash

Assegni di mantenimento non in linea con le reali capacità economiche

Le associazioni di padri separati denunciano una situazione che non è più affrontabile, anche nell’ottica di quello che tutto il mondo sta attraversando a causa dell’emergenza sanitaria globale. Le associazioni di padri separati lamentano che spesso gli assegni di mantenimento, non deducibili dalle tasse, vanno oltre le reali disponibilità economiche. E fanno degli esempi concreti. Con uno stipendio netto di 1400 euro al mese, si può arrivare a pagare tra i 400 e i 700 euro, a seconda del numero di figli. Con i soldi rimanenti si dovrebbero pagare vitto e alloggio per se, piccole spese per i figli.

L’Avvocato Ruggiero, sottolineando che i fatti di cronaca spesso riportano situazioni di difficoltà non indifferente, pensa che giudici, avvocati, legislatori e la stessa società dovrebbe farsi carico di un problema diventato insostenibile.
«È importante permettere a questi uomini di condurre una vita dignitosa, continuando a svolgere al meglio delle loro capacità il ruolo di padre. Ricordiamo che la bigenitorialità non è solo un pilastro per la vita dei minori, ma anche un loro diritto».

padre separato con figli
Photo by Juliane Liebermann on Unsplash

In Italia c’è bisogno di una riforma?

Secondo l’avvocato esperto in diritto di famiglia esistono già dei progetti per riformare il settore, ma rimangono ancora su carta. Mentre il problema ha bisogno di una risposta urgente per garantire dignità a tutti quanti in seguito a una pratica di separazione o di divorzio.
Ad esempio suggerisce la creazione di alloggi da concedere ai papà separati, gratuiti o con pagamenti di gettoni minimi. Ad esempio in edifici di proprietà del Comune non più utilizzati e magari da ristrutturare. In questo modo si verrebbe incontro alle esigenze di tanti genitori separati che a fine mese non hanno i soldi per pagare un affitto.
«Per i padri separati, non dover sostenere affitti onerosi significherebbe vivere in una società civile e aperta ai bisogni delle famiglie. Anche ciò rappresenta e dimostra la civiltà di un paese».

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