L’Umanesimo, anzi, il nuovo umanesimo ci salverà. Forse.

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L'umanità ha bisogno di nuovi Petrarca e nuovi Boccaccio. Non che siamo a corto di scrittori. Non voglio togliere nulla agli autori moderni e contemporanei. Quello di cui abbiamo tutti un disperato bisogno è di ritrovare i principi fondamentali dell'Umanesimo. Sì, quel movimento culturale che ha permesso al Vecchio Continente di uscire dal Medioevo. Di rinascere. Di ritrovare stimoli culturali e non solo per ripartire. Dopo anni decisamente bui. Quello che ci ha insegnato che possiamo sempre contare su noi stessi per elevarci, dal punto di vista spirituale e anche morale. Ed è quello di cui ha dannatamente bisogno la nostra società.

umanità

Photo by Ben Sweet on Unsplash

Una società in cui l'hashtag #RestiamoUmani serve a ricordarci che siamo tutti figli di questa terra. Perché lo abbiamo dimenticato. Abbiamo scordato che con l'io non si va da nessuna parte. Mentre con il noi si cresce. Non è solo una questione di grammatica. L'uomo deve essere riportato al centro della discussione. Con i suoi pregi e i suoi difetti. La tecnologia ci permette di guardare avanti. Il restare umani ci permette di guardare al passato e al presente, per poter progredire. Senza dimenticare che al centro c’è sempre l’umanità.

L’umanesimo. Il noi. E la politica.

Questo deve dare la scuola: il senso, il significato. Non solo Umanismo, ovvero essere usati o semplicemente aiutati dalla scienza, ma anche umanesimo, cioè capire il senso, avere il fine. (Roberto Vecchioni)

In questa frase del grande cantautore e poeta italiano si può racchiudere tutto il senso del nuovo umanesimo.
Tema protagonista anche dell’ultima edizione (dicembre 2018) della fiera della piccola editoria di Roma, Più Libri più Liberi 2018. Ne abbiamo bisogno tutti.
Ne ha bisogno la politica, come ricordato da Livia Turco in un 2018 in cui la classe dirigente ha dato forse il peggio della sua umanità.

Caro Fioroni, hai ragione, serve un nuovo umanesimo...Questo nuovo umanesimo della giustizia sociale, della relazione umana, della convivenza fra diverse culture, della costruzione di una nuova relazione tra donne e uomini è il traguardo che dobbiamo costruire (Livia Turco, HuffingtonPost Italia, 16 dicembre 2018).

Spiegando questo concetto la Turco fa riferimento anche al messaggio cristiano di cui, dice, una componente del Pd dovrebbe farsi interprete.

Sul tema uUmanesimo è intervenuto anche il vescovo di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada, parlando di carità, accoglienza, diversità, come valori aggiunti dell'umanità, non come terreno di scontro tra culture. Tema certamente non nuovo alla chiesa: già Paolo VI in un'enciclica sottolineava la necessità di "recuperare un nuovo umanesimo", integrale e solidale.

Umanesimo non è se non la ritrovata dignità dell'uomo, la quale a sua volta non è se non la libertà di pensare col proprio cervello. Questa libertà si accende per la prima volta in Grecia e la illumina, e non torna a riaccendersi nel mondo se non con l'Umanesimo. (Alberto Savinio, scrittore)

direzione

Photo by Smart on Unsplash

Un atteggiamento che viene da lontano e che si riaccende ogni qual volta l'umanità ne ha un estremo bisogno. Di cosa? Di ritrovarsi, di interrogarsi sulla propria condizione, di guardare al proprio passato per concepire il futuro rivoluzionando il presente. Come ricorda Michele Ciliberto nel suo libro "Il nuovo Umanesimo" edito da Laterza, oggi un atteggiamento del genere è assolutamente possibile. E l'Europa è il luogo ideale dove questo può avvenire, con l'Italia pronta in prima linea a costruire

una nuova visione dell’uomo che dissolva antiche barriere, antichi confini di razza, di religione, di visioni del mondo, di antichi sensi comuni.

Come il professore ricorda in un'intervista:

Senza l’Italia la storia d’Europa sarebbe stata diversa: sono gli italiani che si battono per la libertas philosophandi a prezzo della vita, morendo sui roghi; sono gli italiani i primi che rifiutano in modo radicale la tortura e la pena di morte; sono insomma italiani alcuni dei principali artefici della identità europea, nei suoi punti più alti. L’Italia, riprendendo questa storia e sviluppandola in modi nuovi, può dare, credo, anche oggi un grande contributo misurandosi con i problemi più alti che il nostro tempo ci pone oggi di fronte. Come italiani ne abbiamo la forza per la nostra storia e per quello che anche oggi possiamo fare se riusciamo ad assumerci senza timore tutte le responsabilità che ci spettano.

Ne ha parlato anche Giuseppe Conte, nel suo intervento al World Economic Forum di Davos. “Abbiamo bisogno di posti di lavoro per tutti, di condizioni di lavoro stabili e non solo per piccole minoranze”, ha detto il premier, aggiungendo: "Abbiamo bisogno di una nuova era dell’umanesimo", di una visione radicalmente nuova.

Il nuovo umanesimo deve tornare a puntare all'uomo. In sinergia con la rivoluzione digitale.

Alla diversità tra gli uomini come valore aggiunto e non come ostacolo. Per ricostruire un mondo e una società che siano a nostra misura. Sotto tutti gli aspetti che è necessario affrontare, come ricorda la LUISS con il format denominato “Umanesimo Digitale – Dialoghi sulle Professioni del Futuro”.

Che sottolinea anche come la sfida sia continuare a rimanere se stessi da un lato e inventori e innovatori dall'altro,  effettuando scelte e decisioni profondamente legate all’equilibrio esistente fra “natura” e “cultura”. Con una ridefinizione del ruolo dell'uomo nei modelli di gestione d'impresa, in sinergia con intelligenza artificiale, intelligenza aumentata in uno scenario in cui l'alfabetizzazione digitale trasversale diventa naturale, per creare professioni aumentate, con un intreccio che valorizza il capitale umano contro il capitale tecnologico, e non il contrario.

diversità

Photo by Brittani Burns on Unsplash

Nuovo umanesimo è anche abbracciare la diversità ed educare l'uomo all'altro.

Il nuovo umanesimo deve rifarsi a quell'Humanitas tanto cara al Circolo degli Scipioni, un valore etico che punta a educare tramite la cultura. Per evitare l'abbrutimento. Deriva pericolosa verso cui stiamo lentamente scivolando.

Homo sum, humani nihil a me alienum puto.
Nulla che sia umano mi è estraneo.

Le parole di Terenzio (165 a.C.), quanto mai attuali, per una promessa da fare, da farci, da scambiarci, da non dimenticare.

Diversità, inclusione, accoglienza, accettazione. Fanno tutte rima con quel nuovo umanesimo di cui il mondo ha una necessità estrema e urgente. In fondo, non è poi così difficile. Come fare? Ce lo indica lo scrittore argentino Mario Rodríguez Cobos fondatore, appunto, del Nuovo Umanesimo , che non vuole essere una filosofia, ma un atteggiamento, una prospettiva nel rapportarsi con gli altri esseri umani.

1. Si riconosce all’essere umano una posizione centrale sia come valore sia come preoccupazione
2. Si sostiene l’uguaglianza di tutti gli esseri umani
3. Si accettano e si valorizzano le diversità personali e culturali
4. Si tende a sviluppare la conoscenza al di là di quanto accettato, fino a quel momento, come verità assoluta
5. Si sostiene la libertà di professare qualunque idea e credenza
6. Si ripudia la violenza

Pochi punti da tenere sempre presente, sempre a mente. Da seguire, passo dopo passo. E da comprendere. Perché solo comprendendo si può agire per il bene comune.

Nuovo umanesimo e obiettivi futuri

Negli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, quel programma d'azione sottoscritto dai governi dei paesi ONU nel 2015 (ma spesso trascurato o completamente ignorato), al punto 10 si legge: ridurre le disuguaglianze.  Il punto 5 incalza: parità di genere, per abbattere quel gap che ancora oggi esiste fra i sessi e ferma volontà di emancipare donne e ragazze. Ed Il punto 16 ricorda il sesto punto dell'elenco sopra: pace, giustizia e istituzioni solide.

La strada è tracciata. Bisogna allacciarsi le scarpe e andare.

 

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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