Le attività commerciali rianimano il centro dell’Aquila. Ma la vita ormai è in periferia

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10 anni fa il terremoto dell’Aquila ha scosso l’Italia intera. 309 morti, 1.600 feriti e 80.000 sfollati circa. Il centro storico del capoluogo abruzzese raso al suolo. Una comunità ferita nel suo animo e nel suo cuore. Era il 6 aprile del 2009.

Foto by Angelo Giordano on Pixabay

10 anni dopo la ricostruzione è ancora lenta. Il centro storico sta cercando di tornare a vivere. Ma non è facile. E non solo per i ritardi negli interventi, per le solite promesse dei politici non mantenute, per le difficoltà oggettive di ricostruire una città come L’Aquila dopo un terremoto di 5.9 gradi della Scala Richter. L’Aquila stenta a tornare a vivere anche perché la vita si è spostata ormai in periferia.

Lo sanno bene i commercianti che hanno deciso di ritornare qui, nel cuore pulsante del centro urbano. Quello stesso cuore che il sisma ha fatto smettere di battere per troppo tempo. Imprenditori che non si sono arresi di fronte alle difficoltà oggettive e che credono di poter portare avanti un progetto destinato a ridare all’Aquila il suo bellissimo volto. Ma non è facile.

Il centro storico dell’Aquila e il ritorno alla vita

Antonio De Ritis ha scelto di riportare nel centro cittadino de L’Aquila la sua gioielleria. E come lui anche altri imprenditori, che hanno riaperto i battenti, non senza qualche difficoltà. Di tipo pratico e non solo. Perché ormai la vita si è spostata fuori città. E poco si è fatto in 10 anni per riportare la quotidianità là dove era sempre stata e dove il terremoto ha distrutto tutto.

Praticamente in questo decennio è stato fatto ben poco per le partite Iva. Chi ha deciso di ritornare nel centro storico, si è attivato con le proprie forze, con le proprie disponibilità. Qualche sostegno è arrivato dal progetto Fare centro, ma non si è trattato di grossi aiuti. A oggi ci sono una cinquantina di negozi che stanno cercando di ripartire, esclusivamente con le proprie forze, ricevendo in cambio solo chiacchiere nei momenti clou, a ridosso di anniversari o elezioni. Non ci sono sinergie. Tante parole e pochi fatti.

Traspare una delusione dalle parole dell’imprenditore aquilano, soprattutto perché non si sta facendo niente per aiutare le attività commerciali che hanno deciso di ripartire in centro. Un centro storico abbandonato, quando tutto si è spostato al di fuori.

Un po’ tutti noi abbiamo serie difficoltà a intercettare i clienti, perché mancano i servizi. Non ci sono parcheggi, non ci sono navette. Non c’è niente che riesca a invogliare le persone a venire in centro e a vivere il centro. Hanno lavorato molto per rivitalizzare la periferia.

Emblematico il fatto che dopo 10 anni il Comune dell’Aquila non ha ancora riportato in città servizi utili al cittadino, come l’anagrafe ad esempio. Non c’è nemmeno un ufficio postale. E ai commercianti serve quello. Che la vita venga riportata nel centro storico. Altrimenti è lo stesso aquilano a non volerlo frequentare più. Perché è scomodo. Ormai la vita è in periferia e senza servizi, il centro non è un’attrattiva. E stiamo parlando del capoluogo della regione Abruzzo: una situazione impensabile!

Manca la città, mancano i servizi. Ed è questo che rende attrattiva una città. Senza questo, chi glielo fa fare ai cittadini di venire in centro se hanno tutto fuori?

Il turismo un po’ c’è, soprattutto in primavera e in occasione di festività locali. Ma è un turismo mordi e fuggi, non è il turismo che spende e che entra nei negozi. Le attività commerciali non si possono basare su questo. E quello che emerge è che non c’è la volontà di cambiare le cose.

Foto dell’Aquila da Google Maps

Ma si guarda al futuro dell’Aquila con positività. E speranza.

La gioielleria Cavallo è presente nel centro storico, sotto i portici, dal 1957. Dopo il terremoto del 6 aprile 2009, i proprietari hanno continuato a lavorare in un altro punto vendita, all’interno di un centro commerciale. Ma appena hanno potuto sono tornati nel cuore della loro città. Dalla fine del 2015 hanno riaperto lo storico locale, una realtà molto conosciuta e rappresentativa dell’Aquila.

Sul sito della gioielleria si legge: “In centro storico, siamo e saremo sempre legati a L’Aquila“. E questo legame indissolubili emerge anche dalle parole di Sara Cavallo, che non nasconde i tanti problemi che devono affrontare ogni giorno. Ma che guarda al futuro con positività.

Ci sono tanti problemi. Si va a periodi e a giornate. A Natale, in primavera e in occasione della Festa della Perdonanza (la Perdonanza Celestiniana è un evento storico-religioso che si svolge all’Aquila il 28 e il 29 agosto ogni anno, ndr) sembra che tutto sia normale. In altri periodi dell’anno, invece, è un deserto, si fa veramente fatica.

Nonostante tutti questi problemi, però, si cerca di andare avanti. Ci si prova, di fronte anche a difficoltà che possono sempre enormi.

Sperando che possa sempre andare meglio. Si cerca di avere un po’ di positività per il futuro.

E il ritorno di alcuni residenti fa ben sperare.
L’Aquila è ancora un cantiere aperto. Con tutte le problematiche che questo comporta. Ma riappropriarsi del centro, non fa solo bene all’economia. Fa bene all’identità.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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