Nazionale calcio femminile: le donne capiscono il fuorigioco (e giocano meglio degli uomini)

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Le donne non capiscono il fuorigioco (stereotipo comune usato e abusato in ogni dove).
Le donne non sono fatte per giocare a calcio (il pensiero di George Becali, patron del Steaua Bucarest).
Tutte le calciatrici sono lesbiche (Felice Belolli, ex presidente della Lega Dilettanti italiana).
Le donne non possono parlare di tattica, perché non capiscono come un uomo (Fulvio Collovati, campione del mondo ai Mondiali 1982).
Donne nel calcio? Meglio in cucina (Marcello Bazzurri, allenatore del Casa del diavolo).
Guardalinee e arbitri donna? Inguardabili, uno schifo (Sergio Vessicchio, telecronista di un emittente salernitana).

Nazionale calcio femminile: le donne si classificano, gli uomini no.

Anno domini 2019. Il mondo del calcio è rimasto ancora al Medioevo. Mentre ai Mondiali di Francia 2019 la nazionale italiana femminile di calcio e tutte le colleghe straniere ci dimostrano non solo che le donne capiscono il fuorigioco. Ma che sanno anche giocare a calcio.
Ricordandoci anche che la nazionale maschile italiana non si è qualificata ai Mondiali di Russia 2018. Mentre le splendide Azzurre sì. E hanno iniziato vincendo il primo match contro l'Australia. Sottolineando come in Italia e nel mondo sia più facile fare goal di quanto lo sia farsi accettare come giocatrici di calcio.

Pallone da calcio rosa

Photo by Joshua Hoehne on Unsplash

Nazionale calcio femminile: Mondiali 2019.

I mondiali di calcio femminili 2019, che si disputano in Francia, sono iniziati venerdì 7 giugno 2019. Le Azzurre hanno debuttato domenica 9 giugno. Facendo ricredere chi non avrebbe mai scommesso su di loro. C'è ancora chi crede che il calcio non sia uno sport per le donne. Intanto loro si sono portate a casa la prima vittoria. Emozionando ed emozionandosi. Giocando un bel calcio, pulito, senza eccessi ai quali i colleghi maschi ci hanno sempre abituato.
3,5 milioni di spettatori che hanno seguito il match in diretta in tv non sono pochi. A questi dobbiamo aggiungere i tifosi che sono partiti alla volta della Francia. Amici, famigliari (al seguito anche in camper), appassionati di sport. Che non guardano al genere, ma al gioco.

Nazionale calcio femminile: la prima partita Italia vs Australia.

Le ragazze guidate da Milena Bertolini hanno dimostrato di essere un gruppo unito, di aver fatto squadra, di sapersi risollevare dopo un rigore rispondendo con il gioco e non con le proteste. Arrivando a segnare due gol, con la doppietta di Barbara Bonansea che ridà fiducia al team in vista delle prossime partite della fase a gironi (prossime avversarie Giamaica e Brasile).

Nazionale calcio femminile: la squadra ed il suo capitano.

Erano 20 anni che l'Italia non partecipava a un campionato del mondo. Ma il calcio femminile esisteva comunque. Nei piccoli centri sportivi di provincia, così come nelle grandi squadre di città. Ed è sempre esistita anche la Nazionale.
Se ne parla poco. Se ne parla male. Sui social, oltre alle classiche battute sessiste che sentiamo ormai da tempi immemori, la foto delle Azzurre in formazione ha dato vita a una serie di commenti dei soliti leoni da tastiera, che si chiedevano perché ci fosse in primo piano una ragazza di colore, "non italiana". Peccato che si trattasse di Sara Gama. Capitano della nazionale italiana. Nata a Trieste. E italianissima. Lei è l'unica italiana tra le 17 icone femminili celebrate da Barbie.
In un mondo maschilista queste ragazze provano a fare la differenza. Incassando insulti, offese e battutine con una classe davvero unica.

Bambina con pallone da calcio

Foto di Cheryl Holt da Pixabay

Nazionale calcio femminile: parità di genere e calcio.

Il calcio è un mondo maschilista, lo sanno anche i bambini. Lo dimostrano i tanti stereotipi e le numerose frasi sessiste che ogni giorno tanti uomini e anche tante donne rivolgono alle giocatrici. A partire dal fatto che le donne non sarebbero in grado di capire il fuorigioco, cosa smentita anche dalla scienza.

Discriminazione di genere che non riguarda solo l'Italia. Ma il calcio femminile in tutto il mondo.
La nazionale USA ha denunciato a marzo l'Usa Soccer, ente che regola il calcio in America, per discriminazione di genere. A causa del gap salariale tra la squadra maschile e la squadra femminile. Tra l'altro sono proprio le donne ad avere sul campo risultati migliori e introiti più generosi. Ma comunque i maschi sono pagati di più.

Nazionale calcio femminile ed il pallone d'oro.

Ada Hegerberg, stella della nazionale norvegese, ha deciso di non andare ai Mondiali per protesta. Lei è stata la prima donna a vincere il Pallone d'Oro femminile. Che la FIFA assegna solo dal 2018 (quello maschile dal 2010 al 2016, dopo la fusione tra quello di France Football, dato dagli anni '50, e il Fifa World Player of the Year, assegnato dal 1991 al 2009).

Photo by Jeffrey F Lin on Unsplash

Nazionale calcio femminile e sessismo nello sport.

La BBC, invece, è stata accusata di sessismo al contrario, perché le commentatrici delle partite femminili sono solo donne. Ma nessuno dice mai niente quando a commentare le partite dei calciatori sono solo uomini. Ma si sa, solo loro possono capire di calcio.

Unesco e Governo svizzero hanno avviato un osservatorio globale per capire cosa succede nel mondo dello sport femminile. E promuovere la parità di genere protagonista, tra l'altro, dei 17 obiettivi dell'Agenda 2030 (obiettivo 5).
Ma di questi argomenti si parlava già nel 1979, con la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne promossa dall'Onu.
In Italia la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, proprio in occasione dei Mondiali di Francia 2019, ha redatto il documento Media, Donne, Sport, per dire basta al sessismo nel mondo dello sport, basta agli stipendi di serie A e di serie B, basta agli insulti sessisti.
Ai Mondiali, invece, la FIFA ha scelto solo arbitri donne, per favorire l'inserimento nel settore. E magari per dire finalmente addio ai commenti sessisti che ogni qualvolta arbitra una donna si sentono arrivare dal campo, dalla panchina e dagli spalti. Gli uomini sono confinati al controllo del VAR, per coadiuvare l'arbitro in decisioni delicate come il fuorigioco, visto che la maggior parte di chi ha fatto i corsi è di sesso maschile. Ci sono anche colleghe donne, per garantire la parità.

Qualcosa si sta muovendo. Eppure siamo ancora qui a parlare di discriminazione. Di trattamento, di considerazione, di atteggiamento e di stipendio.

Giovane giocatrice di calcio

Photo by Jeffrey F Lin on Unsplash

Nazionale calcio femminile: quanto guadagnano le calciatrici in Italia e nel mondo?

Tasto dolente. Se la parità di genere non esiste, altrettanto inesistente è la parità salariale.
In Italia le giocatrici di calcio non sono professioniste. Come i colleghi maschi. Ma appartengono alla Lega dei Dilettanti. Con tutte le conseguenze del caso. Non hanno un contratto come i calciatori, ma accordi che prevedono rimborsi. E sono senza contributi previdenziali. Non solo se giocano in squadre minori, ma anche nella Serie A del calcio femminile.
Fino a poco tempo fa il cartellino apparteneva alla società dalle giovanili e fino ai 25 anni. Oggi le calciatrici si possono svincolare prima.

Per le donne, secondo quanto stabilito dalla Figc, gli ingaggi non possono andare oltre i 30.658,00 euro a stagione, a cui aggiungere indennità di trasferta, rimborsi spese, premi per un massimo di 61,97 euro quotidiani per 5 giorni la settimana.
Fino alla stagione 2017-2018 il lordo era inferiore del 9%. Poi ci sono stati dei piccoli adeguamenti nel campionato 2018-2019. Pensa che le donne non potevano avere accordi di più anni. Oggi si possono fare scritture private di massimo 3 anni.

In Europa ci sono, invece, quasi 1400 calciatrici professioniste. Gli stipendi sono più alti delle giocatrici italiane. Ma mai paragonabili a quelli degli uomini. Ada Hegerberg, pallone d'oro femminile, guadagna 400mila euro all'anno. Luka Modrić, pallone d'oro maschile 2018, ha un guadagno annuo pari a 10.500.525,00 euro.

Calcio femminile: figurine Panini Nazionale di calcio e Juventus campione d'Italia.

Il calcio femminile comincia a far parlare di sé anche fuori dai campi.
Dopo la Barbie, che promuove la campagna destinata a spiegare alle bambine (e non solo a loro) che possono essere tutto quello che vogliono, anche calciatrici se è la loro passione, visto che gli stereotipi di genere cominciano a influenzare la loro vita già all'età di 4-5 anni, ecco che altre aziende credono negli stessi valori di uguaglianza.
Esemplare la scelta della Panini, storica azienda italiana di figurine, di dedicare un album alle calciatrici della Nazionale italiana impegnata in Francia. Così come alle giocatrici della Juventus femminile che, come i colleghi maschi, hanno vinto il campionato italiano 2018-2019. Anche se di loro quasi nessuno ha parlato.

Nazionale italiana di calcio femminile, figurine Panini

Immagine da Panini

Chissà se questo servirà a cambiare le cose. Le nuove generazioni riusciranno a colmare quei gap ancora presenti e che nel 2019 dovrebbero essere solo un lontano ricordo? Le ragazze di Milena Bertolini ci provano a combattere quella che la scrittrice Natalia Aspesi ha definito una vera e propria battaglia in corso.

La stessa coach dopo la prima vittoria ha espresso un desiderio:

Ora spero che l'Italia si innamori del calcio femminile.
(Milena Bertolini)

E che da questo amore scaturiscano parità, rispetto e uguaglianza.

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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