Esame di Maturità: ha ancora senso oggi?

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L’esame di licenza elementare, quello che i bambini hanno sempre fatto nell’ultimo anno di scuola primaria, è stato abolito nel 2004.
Alle scuole medie ormai non si boccia quasi più. Solo quando non se ne può proprio fare a meno. E gli esami finali diventano solo un pro forma.
Anche l’esame di Maturità, che chiude il ciclo di scuola superiore, è praticamente inutile. Se si viene ammessi, difficilmente si viene bocciati.

E allora, ha ancora senso oggi che i ragazzi affrontino l’esame di stato concepito in questo modo?

Esame di Maturità

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Maturità 2019: la vera prova è l’ammissione.

Perché una volta ammessi la bocciatura è un evento raro.
Ormai è un rito, una pura formalità. Come ci dicono i dati della Maturità 2018, quando gli studenti promossi all’esame di stato hanno raggiunto quota 99,6%. Ed è record.

I docenti interni alle scuole fanno già una scelta importante prima. Portando agli esami solo coloro che saranno in grado di superarlo. Per evitare bocciature. Gli altri rimangono indietro. Nel 2018 gli studenti non ammessi alla Maturità sono stati 4 su 100. Il tasso di bocciatura è 10 volte superiore a quello degli esami di Maturità.
Senza dimenticare che la nuova Maturità 2019 prevede anche che gli studenti possano arrivare di fronte alla commissione d’esame con un’insufficienza.

La Legge 425 del 10 dicembre 1997 ne svela le finalità:

l’analisi e la verifica della preparazione di ciascun candidato in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo di studi; essi si sostengono al termine del corso di studi della scuola secondaria superiore e, per gli istituti professionali e per gli istituti d’arte, al termine dei corsi integrativi.

 

esame di stato

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Maturità: com’era e com’è.

Da quando è stata istituita la Riforma Gentile nel 1923, la Maturità è cambiata tante volte. Forse troppe. E si è snaturata. All’inizio era un vero e proprio esame di sbarramento, con quattro prove scritte e un orale su tutte le materie dell’intero corso di studi, non solo dell’ultimo anno. Solo i migliori potevano superarlo.
Chissà cosa ne penserebbe oggi il creatore, vedendo che il tasso di studenti promossi rasenta il 100%.

Una pausa forzata durante la guerra, poi nel 1952 viene ripristinata la Maturità di Gentile, con limitazione dei programmi ai due anni precedenti all’ultimo.
Nel 1969 vengono ridotte le materie, arrivando a due per il colloquio, una scelta dal candidato. E solo due prove scritte.

Da maturità ad esame di stato.

La grande riforma di Luigi Berlinguer del 1997  trasforma la maturità in esame di stato. Una questione puramente formale. Viene introdotta la terza prova scritta e colloquio su tutte le materie dell’ultimo anno. 
Da allora piccoli cambiamenti fino alla maturità 2019, quando le prove da tre ritornano nuovamente a due, dicendo addio al quizzone. Oggi si può accedere anche se si ha un’insufficienza.

L’esame di stato è stato per anni l’incubo degli adolescenti. Che diventati grandi ancora lo sognano svegliandosi sudati e con la tachicardia. Chissà se anche i maturandi di oggi quando avranno 30 anni proveranno le stesse emozioni. E chissà se le provano anche adesso che sono pronti ad affrontare la prova.
Emozioni come quelle cantate da Antonello Venditti in Notte prima degli esami. E raccontate nell’omonimo film (remake del film francese Nos 18 ans).
O quelle vissute nel film Immaturi, nel quale si realizza l’incubo più ricorrente: dover rifare l’esame di Maturità.

Parafrasando una canzone, ma che ne sanno i 2000 di tutto questo. Oggi che l’esame di Maturità è solo un pro forma per chi viene ammesso alla fase finale. Come in un reality show. Senza televoto da casa, ma con giuria di esperti esterna e interna.

Uscita di sicurezza

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Maturità: cosa dovrebbe essere l’esame.

Dovrebbe essere la prima grande prova che i ragazzi affrontano per passare all’età adulta.
Dovrebbe prepararli all’Università. Al mondo dei “grandi”. A essere valutati, a studiare per ottenere gli obiettivi che ci si è prefissati, a confrontarsi con chi ha più esperienza, accettando consigli e suggerimenti, ma facendo valere le proprie posizioni.
Invece l’esame di Maturità è stato privato di tutto questo. Non è più la grande prova della vita che ti permette di metterti in gioco veramente. È solo un passaggio burocratico dal quale si spera di uscire con un voto decente che non sfiguri sul curriculum scolastico.

E così non capita di rado che gli studenti arrivino all’Università completamente impreparati. Che non riescano ad affrontare la vita da studente universitario, dove nessuno ti dice cosa fare, quando farlo e come farlo. Sei tu che devi organizzarti.
Un universitario su 2 soffre di ansia e stress. Il 52% degli universitari si sente in difficoltà, come sottolineato da uno studio condotto da Sodexo con l’Institute for Quality of Life. Non si sentono ascoltati, non hanno supporto, non sono forniti servizi di orientamento.

Dati che dovrebbero far capire quanto l’esame di Maturità debba essere modificato. Per essere davvero utile. Altrimenti è solo una passerella finale che toglie tempo a studenti e docenti e soldi allo Stato e alle scuole.
Servono milioni di euro per pagare i commissari e i presidenti. Che non hanno nessun altro compito se non quello di promuovere. Non è questa la buona scuola di cui i ragazzi hanno bisogno per entrare nel mondo degli adulti.

Maturità: l’esame di oggi non ha più senso.

A dirlo è Antonello Giannelli, che dirige l’Anp, l’Associazione nazionale dei presidi, che sottolinea che, razionalmente parlando, l’esame non ha più senso. Andrebbe eliminato. Proprio come è stato fatto con l’esame di quinta elementare. Ma attenzione. L’esame di Maturità è regolato dalla Costituzione italiana. Così come lo sono tutti gli esami per accedere al grado scolastico successivo.

È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
(Articolo 33 della Costituzione Italiana)

Ma se quello di quinta elementare è già stato abolito, quanto ci vorrà perché vengano tolti anche quelli conclusivi della scuola secondaria di primo grado e di secondo grado?

Studenti diplomati

Foto di Pexels da Pixabay

L’esame di Maturità è stato privato del suo valore educativo e anche sociale.
I ragazzi hanno bisogno di competenze per la vita, di essere preparati ad affrontare quello che verrà, di poter avere a disposizione tutti gli strumenti per poter progettare la propria vita. Competenze che la scuola non fornisce più ormai da tempo. Basandosi su meri programmi da seguire e scartoffie che i docenti devono compilare per attestare che la lezione è stata imparata. Non tenendo in considerazione talenti, attitudini, competenze personali. Che andrebbero invece esaltati. Certo ci sono le eccezioni. Ed è anche eccezionale il fatto che ci meravigliamo quando la nostra strada si incrocia con qualcuna di queste, dimenticandoci, che la buona scuola, fra le altre cose, dovrebbe fare proprio questo.
Il risultato? Giovani 19enni che escono dall’ultimo anno di scuola superiore impreparati e gettati in un mondo in cui non sanno lottare. In cui ogni piccola delusione e ogni importante fallimento li getta nello sconforto. Perché non sono abituati a fallire, a rivedere il proprio percorso di vita (o di studi o di lavoro) dopo un sonoro stop.

Lo suggerisce il nome stesso. Maturità. I ragazzi dovrebbero uscire da quell’esame più maturi. Adulti. Quando invece sono ancora frutti acerbi gettati nella mischia. Dove rischiano di perdersi.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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