Maltempo Marche e Abruzzo: bombe d’acqua, grandine, trombe d’aria, dobbiamo abituarci?

Il maltempo nelle Marche e in Abruzzo preoccupa e allarma. 

Martedì 9 luglio 2019 sarà ricordata come una giornata nera a causa delle bombe d’acqua, delle trombe d’aria, del vento forte fino a 150 km/h e di grandine grossa che hanno causato ingenti danni. E c’è già chi parla di stagione estiva messa in ginocchio, con spiagge devastate e allagamenti. Dobbiamo abituarci a subire i danni di eventi atmosferici di questa portata? E i cambiamenti climatici ne sono responsabili?

bombe d'acqua

Photo by Randy Milanovic on Unsplash

Le previsioni meteo avevano annunciato giorni terribili. E così è stato. Ma nessuno si aspettava i danni ingenti che quello che non si può definire un semplice acquazzone estivo ha portato con sé.
Le spiagge di Numana, di Sirolo, della costa fanese e pesarese nelle Marche sono state interessate da allagamenti intensi e da una devastazione che ha lasciato gli addetti ai lavori senza parole. Stagione estiva finita? Chi aiuterà gli stabilimenti a risollevarsi? Numana è stata colpita da una tromba d’aria e tutto è avvenuto in pochissimo tempo, una ventina di minuti.
A Osimo un uomo è morto dopo essere stato colpito da un infarto durante la tempesta di pioggia e vento.
Numerosi gli incidenti stradali e gli alberi che sono caduti proprio a causa della tempesta di vento. Senza considerare i danni provocati dalla grandine. Non semplice grandine, ma dalle dimensioni davvero rilevanti: più di 5 cm di diametro. E i black out che hanno interessato soprattutto la zona del pesarese.

Gli esperti spiegano che si è trattato del fenomeno del Downburst, che si manifesta quando una colonna d’aria fredda esce da una nube temporalesca e da più di 6 chilometri di altezza raggiunge il suolo a grande velocità. Colonna d’aria che contiene pioggia che causa nubifragi e grandine. Spesso il Downburst è più pericoloso di un tornado.

 

 
 
 
 
 
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🌪 Questo lo scenario a #Numana nelle #Marche dopo la tromba d’aria di ieri sera nelle foto del bolzanino Maurizio Paulato

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Se la situazione peggiore è nelle Marche, anche in Abruzzo i danni sono molti, per una tromba d’aria che ha spazzato via lettini e ombrelloni in particolare a Roseto degli Abruzzi, con fenomeni di shelf cloud che possono affascinare e diventare foto e video virali sui social, ma che possono anche trasformarsi in trombe d’aria pericolosissime.

E intanto il maltempo continua a imperversare, con le previsioni che non danno buone notizie. L’allerta meteo continua in sei regioni e una provincia italiane: Piemonte, Lombardia, la provincia autonoma di Trento, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Marche.
Non è finita qui. Su Facebook c’è chi si chiede come sia possibile che 20 minuti di pioggia intensa possano causare tanti danni. Il clima è impazzito?

I cambiamenti climatici ne sono la causa?

Dovremmo abituarci a eventi atmosferici di intensità sempre maggiore? O è cresciuto l’allarmismo legato a fenomeni di tale portata?
Domande che rimangono al momento senza una risposta certa, ma che inducono a riflettere su come dobbiamo cambiare mentalità e approccio per evitare il ripetersi di storie già viste. Intanto gli addetti ai lavori e le amministrazioni lavorano per tornare alla normalità, soprattutto nelle zone che in estate vivono di turismo e che temono il fuggi fuggi generale dei turisti.
Ogni qualvolta accadono eventi come questi, c’è però chi avverte e riconduce tutto ad una tropicalizzazione dell’Italia, proprio a causa dell’innalzamento delle temperature.

Coldiretti aveva allarmato sull’eccezionalità degli eventi atmosferici che anche da noi sono ormai la norma e che con la loro violenza o mutamenti repentini compromettono le coltivazioni nei campi “con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

La One Ocean Foundation, nata per proteggere i mari, avvisa anche della possibilità di tornado nel Mediterraneo: la temperatura delle acque è direttamente proporzionale alla potenza distruttrice. Un mare più caldo, come sta aumentando il mar Mediterraneo, equivale a maggiore pericolosità. Non più deboli trombe marine, ma veri e propri tornado. Nel 2012, un tornado attraversò lo stabilimento Ilva provocando ingenti danni ed un morto.

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Redazione i404
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