Spazi riconquistati. Una storia green, dal paese di Pinocchio

Condividi su:
  • 372
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    372
    Shares

Questa storia parla di tacchini.

Ma soprattutto di natura e di amore per la natura, di hippie, di un fronte di battaglia. E della voglia di non arrendersi. Mai.
Questa storia parla di scelte. Di vita e fatte da altri per noi.
Questa storia racconta di una valle scossa.
E parte da me, che quel posto l’ho visitato.

Ero in vacanza, seduta nel porticato a godermi il tramonto che colorava le colline di fronte.
Lì in mezzo una roulotte, dove vivono Arturo e la sua Matilde.

Vivere naturalmente

Photo by Tran Phu on Unsplash

Due che hanno scelto di vivere una vita alternativa.

Che hanno scelto di isolarsi, usando la luce solare e quello che la terra produce, secondo natura, di riprodursi e di far crescere lì la loro famiglia, tra gli olivi, le albe ed il calar del sole del paese di Pinocchio.
Ed ora, per scelta degli altri, le giornate di Arturo e Matilde hanno cambiato ritmo. Da quello del vento, a quello delle bagarre. Un quotidiano scandito da giudici, sentenze, ricorsi, con i cittadini schierati in prima linea con loro e quelli di Rebibbia, vicino, a costruire le armi del conflitto, utilizzando scritte e cotone bianco taglia s, m, l, xl.

Una storia partita proprio da quel borgo che in pochi conoscono, ma che è stato reso immortale da Nino Manfredi, mentre lavorava al suo burattino di legno nella bottega di casa: Farnese.

Se ci concentriamo, possiamo anche sentirne il sottofondo musicale: la melodia di quella gentil dolcezza di Geppetto, che si amalgama ad un sound fatto di lentezza e natura, ad un ritmo incalzante, direi house, dei tir che solcano le strette strade di terra con migliaglia di tacchini stipati dentro. Lo senti?

La preannunciata costruzione del tacchinificio si inquadra all’interno di “un progetto dell’Unione Europea - ci raccontano i cittadini - volto a tutelare (ed incentivare) questi allevamenti intensivi. Che però non portano posti di lavoro, perché viene fatto tutto tramite macchinari. Portano degrado all’ambiente, all’acustica, all’inquinamento”.

Photo by Jamie Street on Unslplash

Industrializzazione in zone protette

Photo by Tama66 on Pixabay

Due grandi capannoni strumentali all'installazione di un allevamento di tacchini.

“Non vogliamo dargliela vinta” è stato il motivo conduttore che ha infiammato la comunità unita in battaglia.
E lo scenario di questa attività, non è una zona industriale, ma la Maremma, le sue colline, la riserva naturale del Lamone, la casa secondo natura di Arturo, Matilde e di tutta la loro comunità hippie, a due passi da un sito archeologico. Folli, si potrebbe pensare.
Ed il tragitto prevede stradine di campagna, piccole, sterrate e senza doppia carreggiata. e comprende anche un ponte di mattoni storico, già caduto nel 2011, su cui al momento nessuna segnaletica informa circa la portata possibile.
Alluvioni, frane, terra battuta. Reggerà? Incauti, verrebbe anche da dire.

Campagne di Farnese

Photo on Federico Ricciotti, Farnese, privamera 2018

Da quel portico, guardando la collina di fronte vaneggio su cosa sta facendo Arturo e mi sembra di vederlo, di sentirlo.
E mi verrebbe quasi voglia di chiamarlo. Mani attorno alla bocca e urlare:
Arturo? Ce l’abbiamo fatta, hai visto? Perché qualche volta contro i potenti si vince.
Avevi ragione tu”.

 


[Le immagini]

[La Sentenza]

Questa storia termina con una sentenza pubblicata il 28/11/2018 in cui il tribunale amministrativo regionale per il Lazio si è pronunciato per l'annullamento del permesso di costruire.

Altro dall'autore:


Condividi su:
  • 372
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    372
    Shares

About Author

Monia Donati
Monia Donati

Direttore responsabile. Giornalista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Top