Nubifragi, grandine, incendi. L’Italia martoriata dal maltempo

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiNubifragi e grandinate inimmaginabili si abbattono sulle nostre città, creando scenari apocalittici.
Mentre lo stivale diventa ogni giorno più caldo a causa di incendi che devastano ogni cosa che incontrano sul loro cammino.
L’Italia, già alle prese con l’emergenza sanitaria, deve fare i conti con maltempo e catastrofi naturali senza precedenti.

maltempo
Photo by Max LaRochelle on Unsplash

Nubifragi e bombe d’acqua, grandine e allagamenti

Sembra la trama di un disaster movie. E invece è la realtà. Mai come negli ultimi tempi il nostro paese è stato martoriato da avvenimenti atmosferici di portata così intensa.

Abbiamo ancora negli occhi le immagini del nubifragio che ha sconvolto la città di Verona e i veronesi.
Nella giornata del 23 agosto è stata registrata una vera e propria bomba d’acqua, come viene chiamata oggi in gergo giornalistico, con fiumi di grandine che hanno attraversato la città di Romeo e Giulietta. 10 minuti di pioggia intensa hanno provocato una situazione inimmaginabile. Intere aree del Garda e della Valpolicella sarebbero in ginocchio, come ricordato da Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.
Le strade sembravano fiumi. 500 alberi sono stati sradicati dalla forza del vento. Verona e la sua provincia non sono state le uniche zone del Veneto a essere colpite. Danni anche a Vicenza e a Padova. 400 le richieste di soccorso ai vigili del fuoco, con 174 interventi, solo a Verona.

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Ma il maltempo in quei giorni ha causato danni anche a Carpi, ad esempio, dove la violenta grandinata ha rovinato pere e uva pronte per la raccolta.
Mentre a Cortina d’Ampezzo un rio ha straripato trasformando le strade del gioiellino montano in fiumi di fango. In un paio d’ore la Regina delle Dolomiti ha vissuto l’inferno.

Danni causati dal maltempo anche in provincia di Arezzo, con disagi soprattutto in Valdichiana e Valdarno. E in Umbria, con decine di interventi dei pompieri, soprattutto nella zona di Perugia.

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Photo by Adam Wilson on Unsplash

L’Italia va a fuoco

Ci spostiamo su altri versanti, per un problema diametralmente opposto. Come ogni estate siamo qui a fare i tristi conti dei danni provocati da incendi. Dolosi o colposi.
L’estate 2020 è stata davvero calda. E non solo per quello che riguarda temperature percepite o reali. Il Bel Paese è andato letteralmente al fuoco. Quasi 500 incendi da nord a sud hanno devastato lo stivale. Con danni per l’agricoltura, l’ambiente, il lavoro, l’economia. E anche il turismo.
Seguendo i dati del dipartimento della Protezione Civile, Coldiretti lancia l’allarme. Dal 15 giugno a oggi roghi impressionanti hanno colpito la Puglia, l’Emilia Romagna, la Sicilia, il Lazio, la Calabria, la Campania, l’Umbria, la Basilicata. L’ultimo rogo infernale ha interessato la Sardegna. A Budoni e Poada evacuate alcune abitazioni per un grande incendio che il 24 agosto è scoppiato nella parte alta di Tanaunella, località turistica della costa nord orientale dell’isola, ai confini con la Gallura. Evacuati anche alcuni villaggi turistici.
Migliaia di ettari bruciati, alberi carbonizzati, campi distrutti, pascoli devastati, molti animali morti. E in alcuni casi le fiamme arrivano ai confini o dentro le città, mettendo a rischio anche molte vite umane.

Il 2020 è stato un anno molto caldo. Come spiega Coldiretti fino a oggi le temperature sono state di un grado superiore alla media storica. È al quarto posto tra gli anni più bollenti mai registrati dal 1800, secondo i dati Isac Cnr sui primi sette mesi dell’anno. Nonostante le bombe d’acqua, che in poco tempo hanno devastato diverse zone italiane, è caduto il 30% di pioggia in meno.

La nostra casa è in fiamme. O protagonista di eventi atmosferici devastanti. Mentre c’è ancora chi nega che il cambiamento climatico abbia a che fare con bombe d’acqua, grandinate, siccità estrema.

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