Greta ce l’ha fatta: è arrivata a New York in barca a vela

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Greta Thunberg è arrivata in barca a vela a New York.

Partita il 14 agosto era diretta al Summit sul clima delle Nazioni Unite in programma il 23 settembre.
La scelta è stata dettata dal non volere prendere un aereo per recarsi negli Stati Uniti, a causa delle emissioni di CO2 che questo tipo di viaggi causa.
Quando le è stato proposto di recarsi nella Grande Mela con una barca a emissioni 0, l’attivista 16enne, guida del movimento Fridays For Future, ha accettato.
Lo skipper della barca è Pierre Casiraghi, membro della famiglia reale monegasca e vice presidente del Monaco Yacht Club. Con lui, ad affiancarlo al timone, il velista tedesco Boris Herrmann.
Sulla barca anche il padre Svante e un documentarista.

A darle il benvenuto a New York ci sarà l’Onu con una piccola flotta di barche a vela: 17, come i 17 goals dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

Scelta etica quella di Greta di fare questo viaggio sull’imbarcazione Malizia II?
Pagliacciata come ha definito Libero il gesto, puntando il dito contro il fatto che quattro membri dell’equipaggio dovranno viaggiare a New York in aereo per portare indietro la barca a vela a “zero emissioni” di Casiraghi?

Certo è che un viaggio di due settimane per recarsi dall’Europa agli Stati Uniti non è una strada percorribile da tutti.
Cosa fare allora?

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