Gerusalemme, polizia uccide ragazzo autistico. Come nel caso George Floyd.

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

A Gerusalemme un ragazzo palestinese autistico è stato ucciso dalla polizia. Non aveva capito quello che gli era stato intimato di fare. E gli agenti hanno sparato.

Una storia che arriva a pochi giorni dalla morte di George Floyd, ucciso in Florida, mentre veniva arrestato da un poliziotto. E negli USA gli americani protestano. Trump costretto a rifugiarsi in un bunker.
Lo stesso Trump che minacciava sanzioni alla Cina per le dure repressioni delle proteste a Hong Kong.

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Photo by ev on Unsplash

George Floyd ucciso a Minneapolis.

Le ultime parole di George Floyd sono state: “Non riesco a respirare“.
L’uomo, un afroamericano di 46 anni, è stato ucciso a Minneapolis il 25 maggio, mentre un agente di polizia lo stava arrestando.
George ha pregato fino all’ultimo i poliziotti di lasciarlo, perché sentiva che stava per morire.
L’uomo era stato fermato lunedì 25 maggio, in serata, al numero 3700 della Chicago Avenue South di Minneapolis. Secondo gli agenti sarebbe stato sotto l’effetto di droga e avrebbe opposto resistenza all’arresto. Avrebbe, sempre secondo i poliziotti, anche tentato di vendere una banconota contraffatta.
George Floyd è stato bloccato a terra. Per non farlo muovere un agente gli ha messo un ginocchio sul collo.
Non riesco a respirare, non riesco a respirare. Non uccidermi”, le sue ultime parole.

Proteste negli USA.

Fin dalle prime ore è scoppiata una protesta che dalla città in Minnesota ha raggiunto ogni stato degli USA.
La comunità afroamericana di Minneapolis ha dato il via alle proteste. E non sono mancati scontri con la polizia.
Le proteste sono arrivate fino alla Casa Bianca. E hanno interessato grandi città come New York, Chicago, Los Angeles, Houston. Tantissimi gli arresti. E anche due morti, un 19enne a Detroit e un agente a Oakland.
I manifestanti sono anche arrivati presso la residenza presidenziale. Che è stata subito chiusa. Mentre Donald Trump è stato portato in un bunker sotterraneo.

Intanto, i quattro agenti sono stati licenziati. E uno di loro è stato arrestato e accusato di omicidio colposo per la morte di George Floyd. Derek Chauvin era poliziotto da 20 anni e già in passato era stato protagonista di un caso simile, per la morte di un sospetto. E diverse sanzioni disciplinari erano state mosse nei suoi confronti.
Mentre l’autopsia avrebbe rivelato che non sarebbe morto per asfissia o strangolamento. Sarebbe morto per “gli effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia, le sue preesistenti condizioni di salute (ipertensione arteriosa e problemi coronarici) e potenziali sostanze tossiche hanno contribuito alla sua morte”. La famiglia della vittima ha già chiesto un’autopsia indipendente.

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Photo by Jacob Morch on Unsplash

Ragazzo palestinese autistico ucciso da un agente israeliano.

Pochi giorni dopo, da Gerusalemme arriva la notizia della morte di un ragazzo palestinese di 32 anni. Ucciso dalla polizia israeliana nei pressi della Porta dei Leoni, nella Città Vecchia.
Secondo il racconto della polizia aveva un oggetto che poteva essere una pistola. Ma l’uomo era disarmato. Ed era autistico: quando la polizia gli ha dato un ordine, lui non lo ha capito. E gli agenti hanno sparato.
Yihad Elkhalak, questo, il suo nome, viveva a Gerusalemme Est. Stava andando a piedi nell’istituto educativo per disabili dove studiava.

Il portavoce Micky Rosenfeld ha riferito: “Le unità di polizia di pattuglia hanno visto un uomo con un oggetto sospetto che sembrava una pistola. Lo hanno invitato a fermarsi e hanno iniziato a inseguirlo a piedi, durante l’inseguimento gli agenti hanno aperto il fuoco contro il sospetto“.
Il ragazzo si sarebbe spaventato quando gli agenti lo hanno fermato ed è scappato via. Tirando fuori il cellulare, gli agenti hanno pensato fosse un’arma e lo hanno ucciso.
La polizia ha già avviato un’inchiesta. I poliziotti già interrogati.
Hanna Ashrawi, rappresentante dell’Olp, parla di un’escalation di crimini e violazioni. “Mettere fine a questo brutale e violento regime coloniale è una responsabilità internazionale che il mondo non può più a lungo eludere“.

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Photo by Warren Wong on Unsplash

A Honk Kong repressione cinese delle proteste. E Trump chiede sanzioni.

E in questo clima si aggiungono le proteste a Honk Kong, che si erano fermate per il Coronavirus e ora tornano a far parlare di se. Soprattutto per le dure repressioni della polizia cinese.
Gli sconti continuano nell’ex colonia britannica. La polizia ha caricato con lacrimogeni e proiettili al peperoncini i manifestanti che protestavano contro il progetto di legge sulla sicurezza nazionale che metterebbe a rischio l’autonomia e l’indipendenza di Hong Kong.
Quasi 200 manifestanti sono stati fermati. E si parla di scontri violenti tra chi era sceso in piazza e gli agenti in assetto antisommossa.

Donald Trump dagli USA chiede che vengano applicati sanzioni verso la Cina per la dura repressione in strada. La situazione tra l’America e il paese asiatico, già delicata per la questione Coronavirus, è davvero delicata, con il presidente americano che promette di fare qualcosa.
Lo stesso Donald Trump che commentando delle proteste che sono arrivate fin sotto la Casa Bianca per la morte di George Floyd ha detto:

Se fossero riusciti a superare la cancellata, i dimostranti sarebbero stati accolti dai cani più feroci e dalle armi più minacciose che io abbia mai visto. E questo sarebbe stato il momento in cui la gente si sarebbe fatta veramente male, almeno.
Donald Trump

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