I Fridays For Future protestano davanti a Unicredit e San Paolo: “La casa è in fiamme”

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Dal 2015 33 tra le più grandi banche al mondo hanno investito 1.700 miliardi di euro nel settore dei combustibili fossili

Nella giornata gli attivisti di #fridaysforfuture, movimento di giovani nato dalla svedese Greta Thunberg, hanno inscenato proteste e flash mob di fronte alle sedi di Unicredit e Intesa San Paolo, tra i maggiori finanziatori delle corporations del gas, del petrolio e del carbone.
“La casa è in fiamme”, lo slogan principale, ispirato alla serie TV “La casa di carta”, di cui la terza stagione è in uscita proprio il 19 luglio.


A Torino 5 attivisti si sono incatenati di fronte alla sede Unicredit in Via Nizza, mentre altri 50 dimostranti armati di fogli hanno formato una catena umana fino a comporre la frase “basta fondi alla CO2“.

A Milano i giovani hanno inscenato un die-in, una finta esecuzione collettiva, di fronte alle filiale Unicredit di Missori, e il flash mob si è poi concluso sulle note di “we need to wake up” col lancio di finte banconote e una recita organizzata da Exctintion Rebellion.

A Pisa decine di giovani hanno dato vita ad una manifestazione a sorpresa di fronte ad Unicredit e Deutsche Bank, informando la popolazione sulle gravi responsabilità del sistema bancario nei confronti della crisi climatica.

A Palermo gli attivisti, armati di maschere e cartelloni, hanno tenuto un presidio di fronte all’ufficio Unicredit di Via della Scienza.

A Sassari i gruppi locali del Nord Sardegna, col supporto del WWF, hanno consegnato alla filiale Unicredit di Corso Vittorio Emanuele una lettera indirizzata al CEO Jean Pierre Mustiere contenente le richieste dei giovani per il futuro.

A Reggio Emilia gli attivisti della regione hanno inscenato un die-in di grande impatto, portandosi fino alla sede della Banca d’Italia.

A Pordenone doppio appuntamento, con una catena umana che ha bloccato l’accesso alla sede principale di Unicredit in mattinata ed un flash mob colorato previsto per il pomeriggio.

A Brescia un breve corteo ha portato i dimostranti fino ai locali Unicredit, sotto i quali c’è stato spazio per interventi, raccolta di firme e interviste.

A Forlì la critica alla finanza si intreccia all’indifferenza della politica, con i ragazzi del gruppo locale impegnati prima in una protesta durante il consiglio comunale, che ha recentemente approvato un emendamento dichiaratamente negazionista – e poi di fronte alle sede Unicredit, con maschere e cori.

A Castellammare del Golfo 4 attivisti di Fridays For Future ed Exctintion Rebellion si sono incatenati all’ingresso della locale filiale di Intesa San Paolo, supportati da decine di giovani accorsi in sostegno con maschere e striscioni.

Azioni anche a Roma.
Supporto da cittadini, Exctintion Rebellion e WWF.
L’accusa alle banche è chiara: “non permetteremo loro di continuare ad estrarre e finanziare i combustibili fossili alterando il clima globale e distruggendo la vita sulla terra. Agiremo pacificamente e lo faremo in nome del nostro futuro e di quello delle prossime generazioni”.

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Redazione i404

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