Emergenza Covid: organizzare le vaccinazioni a domicilio per anziani e disabili

In evidenza

Luigi Di Fonzo
Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

Tempo di lettura stimato: 2 minutiEmergenza Covid in Italia: il rientro a scuola in presenza slitta a lunedì 11 gennaio. La situazione dei contagi è in lento miglioramento, anche se i decessi sono ancora troppi: 649 vittime il 5 gennaio.

Emergenza Covid negli Stati Uniti: quasi quattromila decessi al giorno. E in alcune città come Los Angeles sono i medici delle ambulanze a decidere se trasportare il malato in ospedale o lasciarlo morire in casa. Siamo alla roulette russa, ma la pistola è in mano a un medico: se puoi cavartela ti curo, se sei grave muori. E naturalmente quelli che più spesso vengono lasciati a casa sono gli anziani.

Photo by Mark Boss on Unsplash

Il punto in cui sono arrivati gli USA oggi deve fare ben riflettere chi oggi accusa i governi europei (quello italiano in primis) di aver agito male e in ritardo. Se anche noi avessimo avuto un Trump in miniatura, da tempo i nostri ospedali non avrebbero più un posto di terapia intensiva. Certo, si poteva e si doveva fare meglio, ma come capita spesso le soluzioni migliori arrivano sempre dopo la prima emergenza. Giusto in tempo per cambiare il Recovery Plan italiano, ad esempio, che così avrà meno bonus e più investimenti come richiesto da Pd e Italia Viva. E, soprattutto, avrà più fondi destinati alla sanità, ai giovani e agli anziani.

Photo by eberhard grossgasteiger on Unsplash

Basta litigare sulle cose non fatte…

Ma, al di fuori dei “se” e dai “forse”, al di fuori dei giochi di palazzo ed evitando di guardare gli esempi negativi per seguire quelli più virtuosi, la battaglia da affrontare è quella della vaccinazione. Se il controllo dei contagi attraverso i tamponi procede abbastanza speditamente, per quanto riguarda la prevenzione a oggi, 6 gennaio, in Italia sono state vaccinate dal Covid 260 mila persone su quasi 480 mila vaccini disponibili. Poco, se entro giugno l’Italia vuole davvero raggiungere una copertura di almeno il 60% della popolazione. Certo, se si avesse avuto una situazione più chiara sull’arrivo dei vaccini, che inizialmente erano attesi per metà gennaio, le Asl si sarebbero organizzate meglio e con più personale. Ma da domani, finite le feste, non ci saranno più giustificazioni: se il vaccino Pfizer non è facilmente gestibile al di fuori delle strutture ospedaliere, con i farmaci di AstraZeneca  e di Moderna (oggi il via libera dall’Ema) le vaccinazioni potranno essere fatte anche a domicilio, in particolare ad anziani, disabili, malati.

Ora pensiamo a domani.

Caro premier, cari ministri, illustri rappresentanti dell’Istituto superiore di Sanità: proviamo ad organizzarci questa volta con la vaccinazione a domicilio dei più fragili. Impegnando da subito le Regioni e le università a coordinare l’impiego di medici di base e gli specializzandi. Con la speranza che in Italia non si arrivi mai al punto di chiedere a un medico di emergenza di decidere se trasportare o meno un malato in ospedale.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

- Pubblicità -

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome

- Pubblicità -

Correlati

- Pubblciità -

Correlati

- Pubblicità -