Emergenza climatica: chi l’ha dichiarata? L’Italia è indietro, ma c’è chi non si arrende

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Siamo in pieno stato di emergenza climatica. Riguarda tutti. Nessun paese escluso. Non sappiamo quanto durerà. Ma sappiamo che dobbiamo agire fin da ora per evitare il peggio. Ne siamo consapevoli. La scienza ci dice che il tempo sta per scadere. Ma quanti sono i governi del mondo che hanno deciso di schiacciare il pulsante dell’emergenza climatica?

Pulsante rosso, stato di emergenza

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Cos’è lo stato di emergenza climatica.

Il giornalista Graham Readfern a marzo 2016 scriveva sul Guardian: “Benvenuto nell’emergenza climatica: hai circa 20 anni di ritardo“. Oggi quelle parole risuonano ancora più profetiche, anche in seguito alla mobilitazione dei giovani del mondo che seguono le orme di Greta Thunberg.
Tre anni fa si parlava già di emergenza climatica. E chi ne parlava era già in ritardo sui tempi. Figuriamoci oggi.
I fatti parlano chiaro. Siamo in piena emergenza climatica, che ci piaccia oppure no.
Ci troviamo chiaramente di fronte a uno stato di emergenza climatica, ma i governi del mondo non lo vogliono ammettere. I cambiamenti climatici provocati dall’uomo e dalle sue azioni incombono sulla terra e sull’umanità.

Cos’è lo stato di emergenza climatica? Non è una dichiarazione di un “semplice” stato di emergenza. Come può avvenire ad esempio in Italia tramite la Legge 225/92, che di fatto regola l’intervento della Protezione Civile italiana di fronte a un’emergenza o a un disastro, per un periodo limitato. Lo stato di emergenza climatica è costante e continuativo. È un’emergenza profonda, che riguarda tutto il mondo, non un singolo paese o una singola regione. E che dura, purtroppo, nel tempo. Nessuno sa se e quando finirà.

L’emergenza è a livello globale. Esiste da anni e non si vede una via d’uscita. Agisce lentamente, ma inesorabilmente. E gli effetti sono quelli che tutti noi abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Anche se il giornale Libero sostiene il contrario.

Cartello neon "Uscita di emergenza"

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Emergenza climatica nel mondo: chi l’ha già dichiarata.

Ci sono governi lungimiranti, nazionali o locali, che hanno capito l’urgenza in cui viviamo. In tutto il mondo, giorno dopo giorno, si moltiplicano le notizie che riguardano le dichiarazioni dello stato di emergenza climatica in ogni angolo del pianeta.

Il primo stato a dare il via alla mobilitazione per dichiarare il cambiamento climatico un’emergenza vera e propria è stato il Regno Unito. Il primo maggio, Festa dei Lavoratori, il partito laburista inglese ha emesso una mozione per dichiarare l’emergenza ambientale e climatica. Subito approvata.
Anche se, a onor di cronaca, i primi governi al mondo a farlo sono stati quelli di Scozia e Galles. E ancora prima, tanti altri distretti locali britannici. Anche se il via sembra sia stato dato a dicembre 2018 dal sindaco di Londra Sadiq Khan.
L’Irlanda è stato il secondo paese al mondo a dichiarare la Climate Emergency.
La Catalogna in Spagna non si è tirata indietro, dichiarando l’emergenza climatica nella zona del paese che conta circa 7,5 milioni di persone.
Così come ha fatto la Germania. Costanza è la prima città ad aver accolto l’appello.
Dall’altra parte del mondo, l’Australian Capital Territory, prima, e due consigli regionali della Nuova Zelanda, il giorno successivo, hanno dichiarato l’emergenza climatica. E anche i medici australiani hanno fatto lo stesso, invitando tutti i governi e consigli a seguire il loro esempio.
Negli USA il consiglio dei Supervisori di San Francisco ha approvato la risoluzione che dichiara ufficialmente un’emergenza climatica.

Emergenza climatica in Italia: cosa stiamo facendo.

Cosa fa l’Italia per combattere il climate change? Secondo il giornale Independent l’Italia non avrebbe firmato l’accordo per azzerare i gas serra entro il 2050. Notizia smentita da Palazzo Chigi. Di fatto il governo italiano continua a ignorare la potenza dei cambiamenti climatici e l’importanza di politiche adatte ad affrontarli. Ma a livello locale la situazione è, per fortuna, diversa.

La Regione Calabria può vantare la prima città italiana ad aver dichiarato lo stato di emergenza climatica. Tutto è partito dai ragazzi del Fridays for future. Acri, una cittadina di 20mila abitanti in provincia di Cosenza, è di fatto la prima città italiana ad aver dichiarato lo stato di emergenza per il clima, come certificato da un atto pubblico del comune con a capo Pino Capalbo, sindaco di centrosinistra.

Milano non è stata a guardare. Il Consiglio Comunale ha infatti approvato la mozione dedicata alla “dichiarazione di emergenza climatica e ambientale“, presentata dal consigliere PD Carlo Monguzzi. E anche in questo caso il movimento di Fridays For Future è stato fondamentale per promuovere un’azione ormai richiesta in tutta Italia.

Emergenza climatica e Fridays For Future.

Intanto in Campania, a Frattamaggiore, gli insegnanti di Teacher For Future Italia hanno lanciato una campagna per dichiarare l’emergenza climatica e per agire di conseguenza in ogni scuola. Anche in vista del secondo sciopero globale per il clima del 24 maggio 2019.
L’istituto comprensivo di Salsomaggiore Terme, ad esempio, ha accolto l’appello, dichiarando l’emergenza climatica all’unanimità. E lo stesso hanno fatto altre scuole. Come l’ITI. E. Majorana di Grugliasco, l’IISS Notarangelo Rosati di Foggia e, ovviamente, l’I.C. Capasso-Mazzini di Frattamaggiore.

Qui sotto la mappa delle scuole aderenti all’iniziativa.

Piccoli passi verso quella che potrebbe diventare una grande consapevolezza. Non abbiamo tanto tempo.

Vogliamo che agiate come se la nostra casa fosse in fiamme. Perché lo è.
Greta Thunberg

Estintore rosso su sfondo blu

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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