Elezioni europee 2019, perché si vota. E perché si deve votare

Il 26 maggio 2019 gli italiani sono chiamati alle urne. No, non è caduto il traballante e insolito governo giallo-verde, anche se Matteo Salvini e Luigi Di Maio cominciano a dare segni di incompatibilità. Dobbiamo recuperare le schede elettorali sepolte chissà dove per votare il nuovo Parlamento europeo.
Dal 23 al 26 maggio 2019, infatti, i 27 paesi membri dell’Unione Europea sono chiamati a rinnovare i rappresentanti dell’Europarlamento di Bruxelles. Un compito non facile.

Perché votare alle elezioni europee?

A cosa serve andare a votare direttamente i nostri rappresentanti in Europa? Serve, come ogni elezione, a esercitare un diritto da difendere con i denti e un dovere che non dovremmo mai dimenticare.
Ma anche perché, come europei, i temi sul piatto sono molti: cambiamenti climatici, immigrazione, disoccupazione giovanile, protezione dei dati.

Spilla elettorale con scritto Io ho votato

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Diritto di voto. Dovere di votare

Il diritto di voto è riconosciuto dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Garantisce a ogni persona in età da votare di esprimere le proprie preferenze in occasione di un’elezione. In Italia è un diritto sancito dalla Costituzione Italiana. L’articolo 48, infatti, ci ricorda che:

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

Non è sempre stato così. Nel 1861, anno di nascita del Regno d’Italia, votavano solo gli uomini con più di 25 anni. E di condizione sociale elevata. Solo nel 1881 il voto venne esteso alla media borghesia e l’età abbassata a 21 anni.
Dal 1912 grazie a Giovanni Giolitti il Parlamento decise di estendere il diritto di voto a tutti i cittadini di sesso maschile con più di 21 anni. A patto di aver superato bene l’esame di scuola elementare. Tutti gli altri dovevano aspettare i 30 anni per esprimersi alle urne. E le donne? Hanno dovuto aspettare parecchio.
Se la legge 1985/1918 ha introdotto il suffragio universale maschile per gli over 21 e per i cittadini con più di 18 anni che avevano combattuto durante la prima guerra mondiale, le donne hanno ottenuto questo diritto solo nel 1945. Nel 1946 il primo voto su scala nazionale anche per loro. A seconda guerra mondiale finita. Quando gli italiani hanno scelto la Repubblica e detto addio per sempre alla Monarchia.

Dagli anni Novanta in poi, in Italia c’è il suffragio universale per tutti i maggiorenni (anche se per votare il Senato bisogna aver compiuto 25 anni).

Un diritto, che è anche un dovere civico. Di ogni cittadino. Perché se vogliamo essere rappresentati da persone degne di ricoprire un ruolo così fondamentale per un paese, non possiamo esentarci dall’andare alle urne. Per poi magari lamentarci che tutto va male.
Il voto è alla base stessa del concetto di democrazia. Un termine che deriva da greco demos kratos e significa potere del popolo. Popolo inteso come insieme di cittadini che scelgono chi li guiderà a livello nazionale, locale, ma anche europeo.

Certo, possiamo decidere di non esercitare il nostro diritto, sottraendoci però a un dovere scritto nero su bianco su quella Costituzione che in molti difendono e in pochi conoscono. Ma ne vale davvero la pena? Davvero non votare può rappresentare un segnale forte da inviare alle istituzioni?

Elezioni europee 2019 Italia: quando si vota.

E rieccoci allora a parlare delle elezioni europee 2019, con data in Italia fissata per la sola giornata di domenica 26 maggio 2019. I seggi elettorali saranno aperti dalle ore 7 alle ore 23. Dopodiché inizieranno gli scrutini che dureranno tutta la notte.
Possono votare tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni di età entro quella data. Così come i cittadini di altri paesi membri dell’Unione Europea che hanno avuto il permesso di votare nel comune di residenza in Italia. Nel nostro paese il voto europeo è regolato da una legge del 1979 firmata da Sandro Pertini, che allora era presidente della Repubblica.

Elezioni europee 2019 Italia: come si vota.

L’Italia viene suddivisa in 5 circoscrizioni: Italia nord occidentale, Italia nord orientale, Italia centrale, Italia meridionale, Italia insulare. Ogni circoscrizione elegge un numero di europarlamentari tramite sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 4%.
Come sempre con la matita copiativa (l’unica che si può usare, non dimentichiamolo, altrimenti il voto è annullato) si traccia sulla scheda una X sul contrassegno della lista scelta. Sulla scheda si possono scrivere fino a tre nomi della stessa lista. Rispettando le quote rosa. Non possiamo, cioè, votare solo candidati maschili o solo candidate femminili.

Elezioni europee 2019 Italia: per cosa si vota.

Per rinnovare il Parlamento europeo, eleggendo 705 eurodeputati che rappresenteranno i diversi stati che fanno parte della UE. Ogni paese in proporzione alla sua grandezza, ovviamente. Non tutti hanno evidentemente lo stesso peso.
In Italia si eleggeranno 76 deputati.
A loro spetterà il compito, tra qualche mese, di eleggere il nuovo presidente della Commissione Europea.

Bandiera dell'Unione Europea con cielo nuvoloso

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A cosa serve votare in Europa

Ci sono elettori che se lo chiedono a ogni votazione. E forse le Europee sono un po’ più difficili da comprendere, perché le percepiamo come distanti da noi.
Se il governo locale e nazionale è qualcosa di cui spesso discutiamo e che sentiamo vicino, non lo stesso avviene con l”Europarlamento.
È a Bruxelles, comprende europarlamentari di più nazioni, perché dovrebbe rappresentarci? Spesso è visto come matrigna cattiva che ci impone vincoli che non ci appartengono. Complice anche una politica che per un pugno di voti in più nega l’importanza di un’unione tra stati quale è l’Unione Europea.

Questa tornata elettorale pare essere molto sentita. Anche per i diverbi tra Roma e Bruxelles sulla Legge di Bilancio, bocciata dalla Commissione Europea (con il Governo gialloverde non disponibile a modificare le parti mal viste dai commissari) e rimandata per settimane fino a quando non è stato trovato un accordo. Tra mille polemiche, che hanno diviso politici ed elettorato. Rendendo la questione europea sempre più intricata e complicata da comprendere. Ed è proprio in quest’ottica che è fondamentale esprimere il proprio voto.
I principali partiti italiani sottolineano che dopo il voto di maggio molte cose cambieranno in Europa. Ma spetta a noi e alla nostra scelta consapevole (i programmi vanno sempre letti, non si vota per simpatia, proclami o simili) che aspetto avrà il Vecchio continente .

Vinceranno i sovranisti e gli euroscettici che costruiscono muri e diffondono odio e razzismo anche tra l’elettorato oppure avranno la meglio i liberali, quei partiti popolari e socialisti che attualmente guidano l’Unione?
La palla ora è nelle nostre mani. Come lo è sempre in ogni democrazia che si rispetti. E questo non dobbiamo mai dimenticarlo.

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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