Cosa resta dello sciopero globale per il clima?

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

All’indomani dello sciopero globale per il clima del 15 marzo 2019, cosa è rimasto della grande mobilitazione di massa di milioni di studenti in ogni angolo del mondo pronti a chiedere un futuro degno di questo nome? Cosa è rimasto di quell’onda di positività ed energia vista in Italia e nel resto del mondo?
Foto di cartelli, immagini di giovani in marcia, canzoni, slogan, giovani e adulti fianco a fianco per chiedere che qualcosa venga fatto per salvare l’unico pianeta che abbiamo. Ma non solo. È rimasto anche qualcos’altro che continua a farsi sentire dopo la grande euforia di quel venerdì che entrerà nei libri di storia. E questo qualcos’altro è la voglia di fare qualcosa di concreto. Subito. Adesso. Agire prima che sia troppo tardi.

Altro che scusa per non andare a scuola, come hanno scritto i detrattori del movimento Fridays for Future e i soliti complottisti che vedono chissà quali poteri forti dietro Greta Thunberg (come dice il giornalista di Slow News Alberto Puliafito, non dovremmo chiederci chi c’è dietro Greta e i FFF, ma chi c’è dietro chi vuole screditare il lavoro della giovane attivista). Le idee ci sono. E sono molto chiare. E si stanno già trasformando in azioni.

Studenti in marcia durante lo sciopero per il clima

Photo by Jonathan Kemper on Unsplash

Iniziative concrete dai Fridays For Future per salvare il pianeta

I ragazzi non portano solo in piazza slogan. Ma anche idee concrete. Perché non si è mai troppo piccoli per fare la differenza. E possiamo cominciare dalle nostre case, dalle nostre scuole, dalle nostre città per creare una cultura dell’ambiente che in Italia ancora manca. E non possiamo più permettere che sia così.
Gli organizzatori di Fridays for future Udine hanno dato il via a una raccolta firme per “promuovere la trasformazione del sito dell’area ex Bertoli da zona ZSA a bosco urbano. Questa è solo una delle azioni concrete che vogliamo portare avanti“. In poco tempo sono state raccolte moltissime firme. Che aumentano di ora in ora. Il gruppo ha avviato anche un’altra raccolta firme su Change.org per chiedere che in tutte le scuole della regione venga rispettata la raccolta differenziata.
I Fridays For Future Pavia hanno organizzato per il 30 marzo un incontro per pulire la città. Tutti sono invitati. Perché Pavia e non solo lei ha bisogno di una bella ripulita. E il successo della #Trashtag challenge ne è la prova. Fridays for Future Taranto ad, esempio, ha accolto la sfida. Così come la città marchigiana di Fano: gli studenti puliranno le strade della città della Fortuna venerdì 22 marzo.

I Fridays For Future Varese, invece, vogliono trasformare una piazza in un giardino: tutti sono invitati a portare una piantina! Ci sarà anche una lezione per capire quali sono le soluzioni che proprio le piante ci suggeriscono ogni giorno.
Mentre i Fridays For Future Roma per sabato 23 marzo, hanno organizzato una grande marcia per il clima e contro le grandi opere inutili, che sarà un momento di incontro e di dibattito che riguarda anche e soprattutto il nostro paese. “Non serve il governo del cambiamento, serve un cambiamento radicale #siamoancoraintempo“. Si partirà da Piazza della Repubblica, con la presenza di molti comitati in difesa dell’ambiente, per sfilare lunghe le vie della Capitale.

Senza dimenticare che ogni venerdì i ragazzi saranno ancora in piazza. Sperando che il numero aumenti sempre di più. E non solo di .studenti. Il pianeta è di tutti. Non lo abbiamo ricevuto in eredità dai nostri antenati. Lo abbiamo preso in prestito dai nostri discendenti. Non dimentichiamolo mai.

Cartello di protesta Fridays For Future

Photo by Jonathan Kemper on Unsplash

Fridays For Future Italia e l’assemblea costituente democratica

A pochi giorni dal 15 marzo 2019 e dopo i fatti dell’8 marzo, quando una sola persona, Luca Polidori, ha estromesso tutti gli amministratori dalle pagine ufficiali dando vita, sempre da solo, all’associazione Futuro Verde, (registrata in Belgio, con costo associativo di 5 €, la manifesta volontà di non presentarsi alle elezioni italiane, ma anche il dubbio che non si presenti alle europee “Speriamo che per cambiare qualcosa non ci resti che presentarci alle elezioni – afferma Luca in un’intervista a Today del 12 marzo 2019) gli organizzatori locali hanno scritto una Lettera aperta “A chi sostiene Fridays for Future”, in cui si sottolinea che gli attivisti del movimento disconoscono tutti i canali di comunicazione originari “Fridays For Future Italy”, lanciando “un’assemblea costituente, per un movimento nazionale partecipato e democratico“. Il 20 marzo 2019 tutti possono partecipare.
Nella lettera, rilanciata anche dal gruppo internazionale di Fridays For Future, vengono indicati i nuovi canali da seguire. Un’azione trasparente e democratica, per non disperdere tutto quello che è stato fatto finora. E che si potrà fare tutti insieme.

Un modo semplice e chiaro per far sapere a tutti che i Fridays For Future Italia ci sono. Che tutti gli organizzatori delle singole piazze sono in costante contatto. Che si sta cercando di fare qualcosa tutti insieme. E che non c’è spazio per l’egoismo del singolo e per secondi fini che potrebbero nascondersi dietro intenzioni apparentemente innocenti, ma che non sono chiare. Trasparenza, chiarezza, unione e democrazia devono essere le parole chiave.

Fascio di luce che attraversa gli alberi di una foresta

Photo by Jamie Street on Unsplash

A scuola il manifesto degli insegnanti di Teachers For Future. Per una sana e corretta educazione ambientale

Potevano mancare azioni concrete nelle scuole? È qui che i nostri figli crescono e che apprendono tante cose che serviranno per il loro futuro. A partire da una coscienza ambientalista che non deve essere più lasciata alla volontà e alla sensibilità del singolo docente, ma che dovrebbe essere una prassi da seguire in tutte le scuole, formando i docenti e organizzando corsi per gli studenti.
Teachers For Future ha reso noto il Manifesto per gli insegnanti, scritto da professori, maestri, docenti che vogliono sostenere e accompagnare i loro ragazzi nella lotta contro il cambiamento climatico. Un manifesto che sarebbe da condividere in tutte le scuole. Che parla di appoggio incondizionato, supporto in tutte le manifestazioni studentesche, volontà di diffondere le loro ragioni. Anche convalidando le giustificazioni delle assenze a scuola. Perché purtroppo molti ragazzi si devono scontrare contro l’ostruzionismo di docenti e presidi che, come il Ministro Bussetti, non li ascoltano. E non ascoltano il loro grido di aiuto.

Esserci è ancora importante.

Lo è ancora di più dopo lo sciopero del clima del 15 marzo 2019. Per non dover raccontare con amarezza ai nostri nipoti che non abbiamo potuto fare niente quando era ancora possibile salvare il pianeta. Creiamo un nuovo racconto per loro. A cominciare da adesso.

State facendo la storia, non mollate!
(Greta Thunberg ai ragazzi italiani dei Fridays For Future)

 

Altro dall’autore:

About Author

Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Top