Partecipare attivamente alla politica dell’UE è un nostro diritto e dovere

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Diritto d’iniziativa dei cittadini europei. Ne hai mai sentito parlare?
È uno strumento che permette a ogni cittadino dell’UE di partecipare attivamente e direttamente alla politica dell’Unione Europea.
Un diritto e un dovere di ognuno di noi. Per chiedere cambiamenti utili alla collettività.

Fridays for Future Italia lancia l’iniziativa per chiedere un intervento urgente per affrontare l’emergenza climatica. Tutti insieme. Uniti. Perché cambiare si può. Partecipando in prima persona.

Diritto d'iniziativa dei cittadini europei

Photo by Shane Rounce on Unsplash

Diritto d’iniziativa dei cittadini europei, cos’è.

Il diritto di iniziativa dei cittadini europei (ICE) è uno strumento per poter essere parte attiva della politica dell’Unione Europea. È uno strumento di democrazia partecipativa, con il quale un milione di cittadini residenti in un quarto degli stati membri può chiedere che sia presentata una proposta che sia di interesse collettivo.
L’ICE è un diritto (e dovrebbe essere anche un dovere) contenuto all’interno del Trattato sull’Unione Europea del 2007 ed entrato in vigore nel 2009, con le modifiche del Trattato di Lisbona. Se ne parla all’articolo 11, paragrafo 4 e all’articolo 24 paragrafo 1.

Cittadini dell’Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l’iniziativa d’invitare la Commissione europea, nell’ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione ai fini dell’attuazione dei trattati.

Come funziona.

Il regolamento definitivo che stabilisce come funziona il diritto di iniziativa dei cittadini europei è del 2011, dopo una lunga serie di consultazioni.
È necessario costituire un comitato promotore di sette cittadini europei non parlamentari di sette paesi diversi aventi l’età per votare alle elezioni europee (Comitato dei cittadini).
Il comitato deve richiedere alla Commissione la registrazione dell’iniziativa, spiegando le motivazioni della stessa. La commissione ha tempo due mesi per decidere se registrarla o meno.
Una volta registrata, si passa alla raccolta di dichiarazioni di sostegno. L’iniziativa deve essere supportata da almeno 1.000.000 di cittadini. Le dichiarazioni, che si possono accettare su carta o per via elettronica, vanno raccolte entro 12 mesi dall’accoglimento della proposta. Inoltre “perché sia valida in un dato Stato membro, il numero dei firmatari in quello Stato membro non deve essere inferiore al numero dei deputati al Parlamento europeo eletti in tale paese moltiplicato per 750“.
Le dichiarazioni di sostegno raccolte vanno poi presentate alle autorità nazionali competenti per la certificazione.
Quando la Commissione riceve l’iniziativa, deve pubblicarla in un registro e incontrare gli organizzatori, che potranno poi spiegarla in un’audizione pubblica in Parlamento.

Unione Europea

Photo by Christian Wiediger on Unsplash

Le iniziative ICE registrate.

Secondo quanto riportato dall’Unione Europea sul suo sito ufficiale, diverse organizzazioni hanno provato a lanciare iniziative simili alle ICE prima dell’istituzione di tale strumento.
A oggi solamente quattro sono riuscite a raggiungere il numero necessario di firme per poter essere presentate alla Commissione.

  • Right2Water (Diritto all’acqua): iniziativa per chiedere una normativa che possa finalmente sancire il diritto umano universale all’acqua potabile.
  • One of Us (Uno di noi): iniziativa per chiedere la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento.
  • Stop Vivisection (Basta con la vivisezione): iniziativa per abolire l’uso della sperimentazione su animali per sostituirla con la sperimentazione umana.
  • Ban Glyphosate (Vietare il glifosato): iniziativa per vietare l’uso di erbicidi a base di glifosato e difendere così persone e ambiente da pesticidi tossici.
Europa

Photo by Jakob Braun on Unsplash

L’ICE di Fridays for future Italia per affrontare l’emergenza climatica.

Fridays for Future Italia ha deciso di proporre alla Commissione Europea azioni concrete per contrastare la crisi climatica attualmente in corso. Il tempo sta per scadere. L’emergenza climatica non è di priorità per i leader politici. Ridurre le emissioni ed evitare che la temperatura media terrestre superi 1.5° C è fondamentale.
Gli attivisti del movimento nato anche in Italia sulla scia degli scioperi del venerdì di Greta Thunberg la scorsa estate ha presentato un’iniziativa dei Cittadini Europei al fine di chiedere alla Commissione Europea che si agisca. E che lo si faccia in fretta. Nel dettaglio, ecco cosa è stato chiesto.

  1. L’Unione Europea deve rispettare gli accordi di Parigi. Entro il 2030 deve ridurre le emissioni dell’80%. E azzerarle entro il 2035. La legislazione europea per quanto riguarda il clima deve essere adeguata ai nuovi obiettivi da raggiungere. Abbiamo 10 anni di tempo.
  2. Abbiamo bisogno di un Border Carbon Adjustment, un dazio che tassa i prodotti importati in base ai gas serra emessi in fase di produzione. Per rendere l’industria del vecchio continente competitiva nella necessaria transizione ecologica che dobbiamo affrontare.
  3. Porre dei limiti sul libero scambio, in particolare con i paesi che non fanno nulla per raggiungere il fondamentale obiettivo di mantenere l’aumento medio della temperatura globale sotto 1.5°C.
  4. L’Unione Europea deve impegnarsi a mettere a disposizione materiale didattico gratuito sui rischi e sugli effetti della crisi climatica, spiegando cause, effetti e soluzioni.

Chiunque può sottoscrivere questo documento. L’importante è avere la cittadinanza in uno dei paesi dell’UE. Basta aggiungere il proprio nome.
Per essere parte attiva di un cambiamento di cui tutti abbiamo bisogno.

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Redazione i404

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