Cos’è la Cop26: il significato dell’evento, gli Accordi di Parigi e l’appuntamento 2021 a Glasgow

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Cos'è la Cop21
Photo by Jonathan Kemper on Unsplash

Glasgow si prepara a ospitare un appuntamento importante. La Cop26 del 2021 sembra essere l’ultima occasione che abbiamo per salvare il pianeta e combattere i cambiamenti climatici. Non ci saranno, con tutta probabilità, se continuiamo così, altre opportunità per evitare una crisi già in corso. E che potrebbe avere risvolti terrificanti per la Terra e per i suoi abitanti.

In pieno autunno la città scozzese ospiterà la 26esima Conferenza delle Parti. Sicuramente l’incontro più importante delle Nazioni Unite per raggruppare i leader di tutto il mondo e parlare di crisi climatica. Le emissioni vanno ridotte. E il tempo stringe. Sarà anche l’occasione per gli attivisti per il clima di far nuovamente sentire la propria voce. Continuando con l’impegno messo in piazza da Greta Thunberg e da tutti i ragazzi di Fridays for future.

Che cos’è la Cop, la Conferenza delle Parti

Se ti stai chiedendo cos’è la Cop, devi sapere che con questo acronimo si intende la Conferenza delle Parti alla Convezione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Il significato è spesso sottovalutato, ma si tratta di un appuntamento importante, per stabilire obiettivi, traguardi e limiti degli accordi internazionali sul clima, volti a mantenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi centigradi. Cop è un acronimo che sta per Conference of Parties. Si è preferito usare Parti al posto di Nazioni per includere non solo i governi centrali, ma anche quelli locali e altri enti che possano contribuire al cambiamento.

Per la prima volta la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC) è stata introdotta a Rio de Janeiro nel 1992, in occasione del vertice della Terra. La Convenzione universale, stabilendo che esistono dei cambiamenti climatici in atto di origine antropica, provocati cioè dalle attività umane, chiede ai paesi industrializzati, responsabili in larga misura di tale crisi, di agire per risolvere il problema. La prima COP (COP 1) si è tenuta a Berlino nel 1995.

Protocollo di Kyoto

Il primo testo importante scaturito da questa unione è stato il Protocollo di Kyoto, un testo contenente le linee guida per combattere a livello globale i cambiamenti climatici. In questa occasione sono stati stabiliti degli obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra nei paesi industrializzati. Non era mai successo prima. È stato pubblicato l’11 dicembre 1997 nella città giapponese di Kyoto. Lo hanno sottoscritto più di 180 Paesi in occasione della Conferenza delle Parti “COP3” della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

Il protocollo è entrato in vigore nel 2005, per affrontare la questione nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012. In occasione, invece, della Conferenza di Doha (Qatar) del 2012, il Protocollo di Kyoto è stato esteso al periodo che dal 2013 è arrivato al 2020, anno della grande pandemia.

accordi sul clima Cop21 Parigi 2015
Photo by NOAA on Unsplash

La Cop21 di Parigi 2015 e gli accordi sul clima validi ancora oggi

Lo step successivo più importante è stata sicuramente la Cop21 di Parigi, che si è svolta nella città francese nel 2015 e durante la quale sono nati degli accordi sul clima, sottoscritti dai Paesi del mondo partecipanti, che sono ancora oggi ritenuti validi per poter tentare di salvare il pianeta.

Secondo gli esperti l’ultima Conferenza significativa è stata proprio quella parigina. Perché dal 2015 sono stati intrapresi passi importanti per poter risolvere un problema comune a tutti. Ad esempio per la prima volta i grandi leader hanno parlato di emissioni zero e di rimanere non sotto i 2 gradi centigradi, ma sotto i +1.5°C di aumento della temperatura media globale.
Parole importanti quelle emerse dagli Accordi sul clima di Parigi, alle quali però non sono seguiti fatti e azioni altrettanto impattanti per cambiare le sorti della Terra e di chi la abita.

Accordo di Parigi 2015, Paesi aderenti

Il cosiddetto Accordo di Parigi è stato firmato dagli stati membri della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), dopo anni di dibattiti e negoziati. Questo testo è stato negoziato dai rappresentanti di 196 stati. Il fine era quello di dare una risposta univoca ai cambiamenti climatici e promuovere lo sviluppo sostenibile a livello globale.

La firma dell’Accordo porta la data del 22 aprile del 2016. Mentre l’Unione Europea lo ha ratificato il 5 ottobre del 2016 (l’Italia il 27 ottobre del 2016). Ufficialmente il documento è entrato in vigore il 4 novembre dello stesso anno.
Tra i Paesi aderenti gli Stati Uniti d’America (poi usciti dagli Accordi di Parigi sul clima con Trump, il 4 novembre del 2020, e rientrati nel 2021, il 19 febbraio, con Joe Biden), la Russia, la Cina, la Corea del Nord, la Corea del Sud, l’Italia, la Francia, la Spagna, la Germania, il Regno Unito e l’Unione Europea.

Dal 2015 circa 200 Paesi del mondo si sono impegnati a seguire quanto contenuto nell’Accordo di Parigi. Nello stesso anno è nata anche l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, programma di azioni e di intenti firmato il 25 settembre del 2015 dai governi di 193 Paesi membri dell’ONU e che contiene 17 specifici Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.

cop21 glasgow 2021
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Cop26 di Glasgow, il significato dell’evento del 2021

Dal 31 ottobre al 12 novembre 2021 Glasgow ospiterà la 26esima Cop delle Nazioni Unite. Un momento storico importante per diversi motivi, che danno un nuovo significato alla Conferenza delle Parti che non può essere ignorato.

Secondo gli esperti la Cop26 è l’ultimo appuntamento che abbiamo per invertire la rotta. La data del 2030 si avvicina. Si tratta di un’occasione da non perdere per una roadmap che porti a risultati tangibili in poco tempo. Inoltre, la Cop 26 è la prima dopo il 2019, l’anno in cui Greta Thunberg e gli attivisti per il clima hanno dato vita agli scioperi per il clima. Ed è la prima dopo l’anno della Covid-19. A una settimana dall’inizio della Cop26, tutti gli attivisti scenderanno in piazza per poter chiedere che dalle parole si passi ai fatti. Senza dimenticare che sarà il primo incontro “politico”, dopo tante edizioni più “tecniche”.

Sicuramente la Cop26 è un momento importante per tutti. Da non sprecare.

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