Come combattere lo spettro di un nuovo lockdown e non rendere vani i sacrifici fatti da tutti

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I contagi da Coronavirus in Europa e nel mondo crescono. Gli stati sono costretti a correre ai ripari, imponendo nuove restrizioni per evitare la diffusione dell’infezione da Covid-19. E tornare al caos della primavera.
La paura di un nuovo lockdown generale è forte. Lo spettro di chiusure estreme si fa sempre più reale. Mentre nel mondo c’è solo un paese che ha chiuso tutto per la seconda volta.

Spagna paese più colpito, coprifuoco a Parigi e Berlino

Nel Vecchio continente la situazione peggiore al momento si registra soprattutto in Spagna. Il paese è il primo ad aver superato gli 800mila contagi in Europa occidentale da inizio pandemia. Madrid è la città che deve fare maggiormente i conti con il Coronavirus. Per onorare le vittime, su una spiaggia nel comune valenziano di Alboraya, sono state piantate nella sabbia  più di 53mila bandiere della Spagna.
In Europa il paese con il maggior numero di vittime è il Regno Unito: 42.407. Boris Johnson parla di strada «accidentata fino a Natale e oltre». Ma il premier è stanco del virus, convinto che la pandemia non possa rallentare o fermare la quotidianità.

In Germania occhi puntati su Berlino, dove i casi aumentano di ora in ora. Il Senato della città ha imposto la chiusura dalle 23 alle 6 di tutti i locali e ristoranti. Di notte aperti solo i benzinai, ma proibita la vendita degli alcolici. Le feste private non devono superare i 10 invitati (prima il numero consentito era 25).
In Francia non si sta meglio. Parigi e l’Ile-de-France, come Marsiglia e Aix en Provence, passano da zona rossa a zona di massima allerta sanitaria. Color scarlatto che equivale alla chiusura dei bar, ma non dei ristoranti.

Preoccupa anche la situazione in Belgio, dove i morti sono più di 10mila. Per il premier Alexander De Croo l’emergenza sta raggiungendo livelli destabilizzanti, soprattutto per la crescita del numero di ospedalizzazioni e decessi. Alcuni ospedali lamentano una condizione critica. Le autorità spingono in direzione dello smart working e si va verso la limitazione per i raggruppamenti. I bar e i locali sono già chiusi dalle 23.
Serrande giù anche per bar, palestre e discoteche in Islanda. E divieto di assembramenti oltre le 20 persone.
In Russia nuovo record di casi, con il numero più alto dal 12 maggio. La situazione preoccupa a Mosca.

E nel resto del mondo?

Da inizio pandemia nel globo sono stati superati i 35 milioni di casi, come certificato dalla Johns Hopkins University. I morti sono poco più di un milione.

Gli USA pagano il tributo maggiore, con più di 7 milioni di casi segnalati (7.411.716) e più di 200mila morti. Seguono India (6.549.373) e Brasile (4.906.833). A New York il sindaco Bill De Blasio ha disposto il lockdown di nove quartieri a Brooklyn e Queens.
In Iran la situazione è molto grave. I casi superano le 450mila unità, le vittime sono più di 27mila. Aumentano i ricoveri in ospedale. Nella capitale iraniana non ci sarebbero più posti in terapia intensiva. E si potrebbe ricorrere agli ospedali da campo.

L’Argentina mantiene le frontiere esterne chiuse, prolungando le restrizioni già previste fino all’11 ottobre. Anche se la situazione a Buenos Aires migliora.
In Canada vietati i raduni con più di 10 persone al chiuso e 25 all’aperto. La popolazione sarebbe anche favorevole a un secondo lockdown.
Mentre c’è un paese nel mondo che ha deciso di chiudere tutto per la seconda volta, l’unico al mondo ad averlo fatto finora. È Israele, a causa dei contagi più alti.

Buone notizie dalla Nuova Zelanda, dove il premier Jacinda Ardern ha annunciato la revoca delle restrizioni a partire da mercoledì 7 ottobre. La seconda ondata sembra essere stata quasi del tutto terminata.
E la Cina? Dopo la seconda inevitabile ondata, da 50 giorni consecutivi non si registrano nuove infezioni a livello locale. Solo 20 i casi certificati, tutti importati, come sottolineato dalla Commissione sanitaria nazionale.

distanziamento coronavirus

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In Italia mascherina obbligatoria anche all’aperto

Giuseppe Conte ricorda che la tutela della salute viene prima di tutto. E nel descrivere le nuove regole per prevenire il contagio chiede rigore anche a casa, in famiglia.
Il premier invita tutti gli italiani a non rilassarsi e a non disperdere i sacrifici fatti. Per evitare di dover prendere nuovi provvedimenti che possano impattare sulle attività produttive del paese.
Tra le decisioni prese, terza proroga dello stato di emergenza, che sarà in vigore fino al 31 gennaio 2021. E mascherine obbligatorie anche all’aperto in caso di presenza di altre persone non conviventi e in tutti i luoghi pubblici aperti al pubblico. Rimane valido l’obbligo di dispositivi di sicurezza personale sul luogo di lavoro. Le sanzioni vanno da 400 a 1.000 euro per chi non rispetta le regole.

Le mascherine non vanno indossate all’aperto in luoghi isolati se ci si trova con persone conviventi, nelle abitazioni private, in caso di bambini con meno di 6 anni o presenza di patologie incompatibile con l’uso dei Dpi e durante l’attività sportiva o motoria.
Le regioni, infine, possono disporre provvedimenti diversi a patto che siano più restrittivi di quelli previsti a livello nazionale.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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