Cavallette. Scuole bombardate. Bambini morti sotto le bombe in Siria e per tumore in Italia. Ghiacciai sciolti. Orsi a rischio. Non solo Coronavirus

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Non solo Coronavirus.
Per una settimana l’agenda dei media non ha parlato altro.
L’emergenza c’è. Le misure per contenere i contagi sono necessarie. Per non diffondere il virus e proteggere i soggetti più a rischio.
Ma il mondo non si è fermato con il Coronavirus. Solo la stampa italiana lo ha fatto.

E mentre si discuteva di mascherine, vaccini, zone rosse e supermercati svuotati, nel mondo accadevano fatti che devono essere raccontati. Ma che non hanno trovato spazio presi com’eravamo dal covid-19 che arriva dalla Cina.
Un’invasione senza precedenti di cavallette in Africa. Scuole bombardate in Siria. Bambini morti sotto le bombe, ma anche in Italia, nella Terra dei Fuochi, vittime di quella bomba a orologeria che sono i tumori infantili.
E poi le questioni ambientali. I ghiacciai si sciolgono sempre più velocemente. Mentre gli orsi potrebbero presto essere a rischio estinzione.

bambini morti

Photo by Jakub Kriz on Unsplash

Bambini morti in Siria sotto le bombe.

Mercoledì 26 febbraio 2020 avremmo dovuto tutti condividere sui social le notizie che ci arrivavano dalla Siria. Una scuola a Maarrat Misrin, città della provincia di Idilib, è stata bombardata. Nell’istituto scolastico c’erano famiglie di sfollati che qui avevano trovato un rifugio che ritenevano sicuro. 11 i morti. 7 dei quali bambini. Più di 80 i feriti, tra i quali molti sono minori. Save the Children ha denunciato che altre scuole sono state bombardate in un solo giorno.
Il giorno prima altri bombardamenti avevano colpito diverse città della stessa provincia siriana. Provocando la morte di 21 civili. Tra questi tre insegnanti.
E pare che le bombe usate siano quelle a grappolo. Messe al bando dalle Nazioni Unite dal 2010.

Dall’inizio del 2020 sono state bombardate 22 scuole in Siria. Mentre in Italia si dibatte sulla chiusura delle scuole per Coronavirus, con genitori concordi e altri che non sanno come barcamenarsi con il lavoro, dall’altra parte del mondo a scuola si muore. Sotto le bombe. E anche di freddo.
La notizia di una bambina malata di un anno e mezzo morta per il freddo mentre il papà cercava di portarla in salvo a piedi in un campo profughi avrebbe dovuto fare il giro del mondo. Anche il papa ha ricordato la piccola. Perché nessuno di noi parla di Iman?

1 milioni di sfollati e 300 vittime in due mesi. Una situazione insostenibile. E ci sono papà che cercano di far crescere i propri figli tra una bomba  e l’altra tentando di farli sorridere. Facendo finta che sia tutto un gioco. Scacciando la paura con una risata. E sperando in un futuro migliore per loro. Una storia che ricorda molto La vita è bella di Benigni. E che ha un lieto fine. La piccola e i suoi genitori ora sono finalmente in salvo.

Ricordare i bambini morti per tumore in Italia.

A Taranto il 26 febbraio si è tenuta una fiaccolata pere ricordare tutte le piccole vittime dell’inquinamento ambientale. Un’altra città profondamente colpita da interessi che hanno messo a rischio e continuano a mettere a rischio le persone. In particolare i bambini. Una città che ricorda i suoi angeli in una fiaccolata per ricordare all’Italia intera che a Taranto si continua a morire per tumore.
La fiaccolata è stata organizzata da associazioni come Genitori Tarantini, LiberiAmo Taranto, Peacelink.

Mentre in tutta Italia si parla di coronavirus, di quarantene e di contagiati, a Taranto si muore davvero e la beffa è che si potrebbe eliminare completamente la causa di questi decessi. I numeri dello studio Sentieri ormai li conosciamo tutti.

E si muore anche nella Terra dei Fuochi. Mentre in questi giorni è stata tirata fuori una news di tre anni fa riguardante la morte di 8 bambini in 20 giorni, appena un mese fa moriva un bambino di 3 anni. Giorgio soffriva di neuroblastoma. Tutta la città di Cesa, in provincia di Caserta, si era stretta alla famiglia per cercare una cura anche all’estero per il piccolo bambino. Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, in provincia di Napoli, che da anni combatte contro il degrado ambientale di questa splendida zona d’Italia, spiega:

Nelle nostre zone si continua a morire anche in tenera età a causa di forme di cancro sempre più aggressive. Purtroppo i roghi tossici continuano e i famosi droni che dovrebbero vigilare sugli sversamenti illegali non si vedono.

Nel mondo ogni anno 1,7 milioni di bambini muore a causa di malattie dovute all’inquinamento. Più di un quarto dei decessi dei bambini con meno di 5 anni è causato da un ambiente nocivo per la salute umana. Inquinamento, fumo passivo, scarti elettronici, residui chimici: queste le principali cause. Secondo l’OMS il 26% dei decessi infantili dovuti alle cause più comuni si potrebbe evitare riducendo i fattori di rischio ambientale.

bombe

Photo by Morgan Sessions on Unsplash

Invasione di cavallette in Africa.

In Africa, intanto, bisogna fare i conti con un’invasione di cavallette senza precedenti. L’Onu lancia l’allarme.
Partita dallo Yemen, l’invasione di locuste migratorie (termine più appropriato di cavallette) ha già causato danni immaginabili in Kenya. Continuando a devastare tutto quello che incontra nelle regioni orientali dell’Africa.
Lo scorso mese 100-200 miliardi di esemplari hanno provocato in Yemen, Kenya, Somalia ed Etiopia una carestia senza precedenti. Si parla di scarsa sicurezza alimentare per 10 milioni di persone che vivono in queste regioni.
La FAO lancia un appello per raccogliere fondi per aiutare le zone colpite. Un appello che al momento pare caduto nel vuoto.
Perché le cavallette stanno invadendo l’Africa? Gli esperti danno ancora una volta la colpa all’emergenza climatica in corso. L’Oceano Indiano si scalda. Aumentano i cicloni al largo delle coste africane orientali. E aumentano i focolai di questi animali. Mentre nei prossimi giorni si prevedono altre ondate.

I ghiacciai si sciolgono.

Ma l’emergenza climatica riguarda anche i ghiacciai che continuano a sciogliersi. Sempre più velocemente. In Antartide sono state registrate temperature da record. 18.3° C. La temperatura più alta mai registrata è stata quella di 19.8°C nel 1982.
Le acque oceaniche si scaldano causando la perdita di ghiacciai. La quantità di ghiaccio persa ogni anno dalla calotta antartica è aumentata di 6 volte dagli anni Settanta al 2010.
Le temperature più alte sono da imputarsi a una variabilità naturale combinata al riscaldamento globale causato all’aumento dei gas serra immessi nell’atmosfera.
E le temperature più alte causano anche un fenomeno le cui foto stanno facendo il giro del mondo. Fuori dalla base ucraina Vernadsky, sull’isola di Galindez, la neve è diventata rosso sangue. Nessun presagio. Nessuna piaga divina. È un’alga che fiorisce quando le temperature si fanno più alte.

Se l’Antartide si scioglie, non meglio sta l’Artico. Il permafrost si sta sciogliendo e si teme che il metano presente sotto i ghiacci possa fuoriuscire possa causare molti danni all’ambiente.

Animali a rischio estinzione.

Dall’Australia continuano gli appelli delle associazioni animaliste. Perché i koala, già funzionalmente estinti, sono ora a rischio estinzione. Per gli incendi che hanno devastato l’Australia, in seguito a un periodo di grave siccità.
Non se la passano meglio gli orsi. Il 27 febbraio è stata la giornata a loro dedicata. E si è parlato di rischio estinzione. Inquinamento e riscaldamento globale provocano danni al loro habitat. Secondo le stime del WWF se i ghiacciai continuano a sciogliersi a questo ritmo entro il 2050 potremmo perdere il 30% della popolazione di orsi polari.

orso bianco

Photo by Bao Menglong on Unsplash

Sì, esiste un mondo oltre il Coronavirus.
Ed esistono notizie che non possiamo non condividere. Media e cittadini comuni.
Notizie che è nostro dovere conoscere e diffondere.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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